NONNA PINA SI E’ SALVATA - LETTA: “LA MOZIONE DI SFIDUCIA AL MINISTRO CANCELLIERI È UN ATTACCO POLITICO AL GOVERNO. E LA RISPOSTA DEVE ESSERE UN ATTO POLITICO: UN RIFIUTO'' - RENZI: ''SE CAMBIA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA IL GOVERNO LETTA È PIÙ FORTE, NON PIÙ DEBOLE. MA…''

Ansa.it
La mozione di sfiducia al ministro Cancellieri ''è frutto di una campagna aggressiva molto forte e slegata dal merito. Vi chiedo di considerarla per quello che è: un attacco politico al governo. E la risposta deve essere un atto politico: un rifiuto''. Così il premier Enrico Letta all'assemblea del Pd sul caso Cancellieri. ''Mi appello al senso di responsabilità collettivo. La nostra unità è l'unico punto di tenuta del sistema politico''.

Da oggi gli atti della procura di Torino sulla vicenda Cancellieri sono al vaglio della procura di Roma. A piazzale Clodio è stato aperto un fascicolo cosiddetto "modello k", ossia senza ipotesi di reato e indagati.

''Voteremo la sfiducia, perché le novità che sono emerse rendono incompatibile, secondo noi, il proseguimento dell'attività di ministro''. Lo ha detto il leader della Lega, Roberto Maroni, interpellato sul caso di Annamaria Cancellieri. ''Mi auguravo - ha aggiunto - che il suo senso delle istituzioni le consigliasse di dimettersi''.

''Sarebbe più logico fare come in tutti i Paesi civili, dimettersi prima del voto di sfiducia''. Lo ha ribadito Matteo Renzi, sindaco di Firenze e candidato alla segreteria del Pd, sulla vicenda del ministro Cancellieri. ''Se fossi in Parlamento chiederei al mio gruppo di votare per le dimissioni'', ha spiegato a Radio Capital, affermando che Cancellieri ''non si deve dimettere perché ha ricevuto o no un avviso di garanzia'', ma perché ''ha perduto l'autorevolezza necessaria a esercitare la funzione di ministro''.

''Se cambia il ministro della Giustizia il Governo Letta è più forte, non più debole'': ha scritto nella sua enews Renzi. ''Se Cancellieri non si dimette - ha aggiunto Renzi - , il gruppo del Pd si riunirà. Spero che nel gruppo si voti, in modo palese, con ciascun parlamentare che esprime la sua opinione spiegandola ai colleghi e agli elettori. Abbiamo molti parlamentari capaci: sono certo che non avranno paura delle loro idee''.

Dopodiché, scrive il sindaco di Firenze, ''siccome siamo un partito e non un'accozzaglia di gente, tutto il gruppo vota secondo le indicazioni della maggioranza. Se fossi segretario chiederei di partecipare alla discussione. Non lo sono, almeno per il momento e non sono parlamentare: dunque non ho titolo per esserci. Io so cosa rischia il Pd in termini di distacco dal Paese e dall'opinione pubblica. Ma non ne faccio una questione di convenienza elettorale: ne faccio una questione di prestigio delle Istituzioni. Dobbiamo recuperare la fiducia delle persone nel fatto che in Italia le regole valgono per tutti e non solo per gli amici degli amici: questa è una bella occasione per dare un segnale''.

''Cancellieri - ha scritto ancora Renzi - dice ai giornali: se ci fosse stato il vecchio Pd mi avrebbe difeso. Non so. Io spero che ci sia un Pd nuovo. E lo spero per l'Italia, non per Cancellieri''. "Sono per le dimissioni indipendentemente dall'avviso di garanzia o meno", ha scritto ancora. Secondo il sindaco di Firenze la vicenda che riguarda Cancellieri "non è un problema giudiziario" ma "un problema politico", perché il caso Ligresti "ha minato l'autorevolezza istituzionale e l'idea di imparzialità".

Grillo, Pd segue logica manuale perfetto idiota - "Una logica da manuale del perfetto idiota pdmenoellino: è quella che segue il Pd sul caso Cancellieri dopo che "Franceschini ha detto che potrebbe accettare la sfiducia della Cancellieri, ma non quella proposta dal MoVimento 5 Stelle". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog dove aggiunge: "Quindi, se la proposta è giusta, ma viene dal M5S, come per la Cancellieri, non si può votare, se la proposta è giusta, come la cancellazione del Porcellum, e viene dal pdmenoelle, non si può votare lo stesso. Questi sono da ricoverare, meritano un TSO accurato. Si credono Machiavelli e sono solo dei politicanti".

Per Grillo "il pdmenoelle è formato da un numero impressionante di cuculi", quelli che depongono l'uovo nel nido di altri uccelli e quando il piccolo nasce si sbarazza delle altre uova presenti. "I due cuculi più attivi del pdmenoelle sono Renzi e Civati" anche anche Letta. "Cu-cu. Cu-cu. Qualcuno - conclude Grillo - volò sul nido del cuculi e non trovò nessuno".

Mozione Civati, venuta meno lealtà e trasparenza - Nel caso Cancellieri ''paiono venir meno i presupporti di trasparenza, lealtà, dignità e correttezza che dovrebbero indirizzare e contraddistinguere i comportamenti di ogni Ministro della Repubblica e tale situazione fa venir meno, oggettivamente e soggettivamente, la fiducia nel Ministro della Giustizia''.

E' il testo della mozione firmata da 15 parlamentari, su cui stasera Pippo Civati chiederà il voto dell'assemblea Pd per esprimere la sfiducia al Guardasigilli. Il testo della mozione è stata sottoscritta dai senatori Felice Casson, Laura Puppato, Sergio Lo Giudice, Corradino Mineo, Walter Tocci, Lucrezia Ricchiuti, Donatella Albano; tra i deputati, oltre a Civati, gli onorevoli Luca Pastorino, Giuseppe Guerini, Paolo Gandolfi, Davide Mattiello, Veronica Tentori, Maria Grazia Rocchi, Sandra Zampa.

La mozione che porteremo al gruppo del Pd questa sera, spiega il candidato alla guida del Pd, serve ''per fare partire una discussione politica che non si svolga solo negli studi televisivi e che si chiuda con un voto e con una presa di posizione netta, come lo sono state (o lo sono sembrate) le dichiarazioni sui media di tutti e quattro i candidati (fino a ieri sera) e di molti esponenti del Pd di tutte le sensibilità''.

Civati precisa ''siccome siamo inseguiti dalle solite inutili polemiche, che il testo non sarà portato direttamente in aula, perché è il Pd che deve prendere posizione, non i suoi singoli esponenti. Perché il senso della nostra proposta è proprio questo: quello di far prendere posizione al partito, una volta per tutte, come non è puntualmente accaduto in altre occasioni simili''.

Casini, troppi avvoltoi su questa vicenda - "In questi mesi abbiamo assistito a cannoneggiamenti contro il governo da parte di partiti di maggioranza che erano più pesanti di quelli dei 5 Stelle. Come fa un governo con le difficoltà che abbiamo, europee e nazionali, ad andare avanti se tutti i giorni chi lo sostiene è impegnato soltanto a dare ultimatum e a cannoneggiarlo?".

Lo ha detto Pier Ferdinando Casini intervenendo ad Agorà, su Rai3. "Se non c'è serietà - spiega il leader centrista - il governo si trova più impegnato a fronteggiare le problematiche che nascono che ad affrontare i problemi. Il caso Cancellieri è emblematico: un ministro che tutti considerano una persona perbene. Se qualcuno di noi politici avesse qualcosa da nascondere, ricorrerebbe al telefono?

La sua correttezza di comportamenti - aggiunge - è dimostrata dal fatto che ha usato il telefono e ha riferito ai magistrati le conversazioni avute con persone che conosce da 30 anni. Su questa vicenda ci sono troppi avvoltoi: c'è chi vuole fare il congresso del Pd sulle spalle del ministro della Giustizia, e c'è chi magari, e penso ai miei amici di Scelta Civica, vorrebbe evocare un rimpasto di governo. Tutto questo - commenta - è umiliante per le istituzioni e per la politica. Perché, se questa è la nuova politica, meglio la serietà di chi almeno in certi momenti non speculava sulle vicende".

 

il-ministro-cancellieri-e-il-premier-enrico-lettaROBERTO MARONI LETTA CANCELLIERI BY VAURO I XoRqQpYNsBU LO SHOPPING DI GIULIA LIGRESTIcancellieri saccomanni letta DAVID THORNE PIERFERDINANDO CASINI FOTO DA FLICKR AMBASCIATA USA LETTA E RENZI

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”