renzi pinocchio

PROMESSE DA PAROLAIO – RENZI AVEVA GARANTITO CHE PER LO SCORSO SETTEMBRE SAREBBERO STATI PAGATI TUTTI I CREDITI DELLE IMPRESE – MA UN TERZO DEI 56 MLD STANZIATI A FINE 2013 DEV’ESSERE ANCORA VERSATO

Andrea Ducci per il “Corriere della Sera

 

matteo renzi pier carlo padoanmatteo renzi pier carlo padoan

Che fine ha fatto il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione? Prima il governo Letta e poi quello Renzi hanno presentato l’operazione come la chiave di volta per rilanciare la crescita, dal basso, mettendo nell’economia reale, ovvero nelle casse delle imprese, decine di miliardi euro. Un’iniezione di liquidità che avrebbe salvato migliaia di aziende dal fallimento e, soprattutto, garantito una spinta agli investimenti. Non tutto è andato come sperato. 


Dallo scorso anno, per velocizzare l’operazione, è stata prevista anche una piattaforma telematica, dove le aziende avrebbero certificato on line i crediti, per poi andare in banca e, grazie a una convenzione con l’Abi, l’associazione bancaria, riscuotere il dovuto con un piccolo sconto. Fino allo scorso gennaio il ministero dell’Economia ha aggiornato quasi mensilmente i dati sulle somme messe a disposizione e quelle liquidate. Poi, da sette mesi, più nulla.

matteo renzi pier carlo padoanmatteo renzi pier carlo padoan

 

Ad ammettere che l’operazione non ha funzionato è stato lo stesso premier, Matteo Renzi. Qualche giorno fa nella sua rubrica su L’Unità , il presidente del Consiglio ha scritto che «sul pagamento dei debiti alle imprese abbiamo messo i soldi ma la procedura per riscuoterli è stata troppo complicata. Alla fine il colmo è che sono avanzati i soldi ma non tutti sono ancora stati pagati». 


Lo smaltimento dei debiti, insomma, non ha ancora ingranato la quarta. Il dato è quello indicato dalla relazione di Bankitalia lo scorso 31 maggio: i debiti commerciali della macchina statale alla fine del 2014 sono 70 miliardi di euro, appena 5 miliardi in meno rispetto al 2013. Quelli catalogati al 31 dicembre 2014 come certi, scaduti ed esigibili pesano per circa 40 miliardi. Come detto l’attuale governo ha catalogato il problema al pari di una zavorra insostenibile.

antonio patuelliantonio patuelli

 

Al punto che lo scorso anno Renzi, appena insediato a Palazzo Chigi, ha promesso che entro il giorno del suo onomastico (San Matteo, ossia il 21 settembre) avrebbe saldato i debiti con imprese e fornitori, utilizzando tutti i 56,2 miliardi di euro stanziati alla fine del 2013.

 

Ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta Renzi ha pure scommesso che, in caso di flop, sarebbe andato a piedi da Firenze al santuario di Monte Senario. Totale una scarpinata di quasi venti chilometri. Ad oggi migliaia di aziende aspettano di vedere riconosciuti i loro crediti. Stante, tra l’altro, la procedura di infrazione della Ue contro l’Italia a fronte del sistematico sforamento dei termini per pagare le fatture. 


Intanto, secondo i dati pubblicati sul sito del ministero dell’Economia, al 30 gennaio scorso, risultavano «pagati ai creditori 36,5 miliardi di euro a fronte di un finanziamento complessivo ai debitori di 42,8 miliardi». Il fermo dell’aggiornamento dei dati è dovuto, spiegano, all’introduzione da marzo della fatturazione elettronica per tutte le amministrazioni pubbliche (negli ultimi tre mesi sono state registrate 5,7 milioni di fatture).

 

CODA OSPEDALECODA OSPEDALE

Una novità che consente di monitorare flussi, volumi e tempi di pagamento degli enti centrali e periferici. Tanto che, aggiungono al ministero, a breve sarà on line un aggiornamento con dati puntuali sui rimborsi delle fatture e con una stima della tempistica.

 

Nel frattempo è stato confermato che i pagamenti effettuati al 21 luglio sono cresciuti a quota 38,7 miliardi di euro, mentre i soldi trasferiti dallo Stato agli enti che devono onorare i loro debiti con le imprese sono aumentati da 42,8 a 46 miliardi. 


Ricapitolando, vuol dire che un terzo dei 56 miliardi stanziati alla fine del dicembre 2013 deve ancora essere pagato. In attesa restano anche molte delle 21 mila imprese che hanno certificato il loro credito. L’obiettivo era appunto cederlo a intermediari finanziari grazie alla garanzia dello Stato. Si tratta in tutto di 9,8 miliardi di crediti già certificati, che il sistema creditizio fatica a scontare. Un quadro, insomma, che agevola la battuta di Vespa in merito alla passeggiata a Monte Senario: «Non dubito che i soldi ci siano, ma l’erogazione finale è un’altra storia. Resto in fiduciosa attesa». 

ministero del Tesoroministero del Tesoro


Questo per i debiti del passato, lo stock. Ma esiste anche un problema, altrettanto importante, che riguarda il flusso. Nel senso che il piano del governo (anche qui si parte da Letta) non riguardava solo lo smaltimento degli arretrati, ma anche la velocizzazione dei nuovi pagamenti alle imprese.

 

 

Nel 2012 l’allora ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, predispose infatti il recepimento della direttiva europea che impone il pagamento dei debiti di regola entro 30 giorni (60 giorni sono concessi per le aziende pubbliche sul mercato e gli enti sanitari). Ma il bilancio anche su questo versante è deludente.

 

padoanpadoan

Nel giugno del 2014 l’Ue ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia. I ritardi sono quelli indicati ancora una volta da Bankitalia: rispetto ai 30 giorni previsti dalla direttiva ci sono picchi oltre i 150 giorni. Il governo ha richiesto a Bruxelles la chiusura della procedura sottoscrivendo una serie di impegni.

 

A oggi però è ancora aperta. Uno studio della Cgia di Mestre nel giugno scorso ha evidenziato il record di Catanzaro che accumula in media 144 giorni per saldare i debiti. Nella sanità la maglia nera spetta al Molise con 126 giorni. Il ministero dell’Economia è, invece, il peggiore rispetto agli altri dicasteri a causa degli 82 giorni di ritardo nei pagamenti. 

 

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