anna ascani barack obama

ASCANI-NEWS – OBAMA ACCOLTO COME UNA ROCKSTAR A BERLINO DA 300 GIOVANI LEADER EUROPEI. TRA QUESTI ANCHE ANNA ASCANI, CHE VERGA SU “LA STAMPA” UN’APPASSIONATA CRONACA DELL’EVENTO – MA OVVIAMENTE PER LA VICEPRESIDENTE DEL PD È TUTTA UNA SCUSA PER PARLARE DI SÉ: “AVEVA PIANIFICATO IL LANCIO DELLA SUA FONDAZIONE RIUNENDO 11 GIOVANI LEADER EMERGENTI, GIOVANI POLITICI COME ME…”

 

1 – OBAMA A GIOVANI UE, CAMBIATE IL MONDO

barack obama incontra i giovani leader europei a berlino 19

(ANSA) -"Voi potete cambiare il mondo. E io mi posso rilassare un po'". Spiritoso, ma non troppo, Barack Obama a Berlino davanti a 300 giovani europei individuati quali 'giovani leader' dalla Obama Foundation che li ha invitati oggi all'incontro con l'ex presidente.

 

"Con ispirazione, strumenti, sostegno, imparando gli uni dagli altri, siete voi che potete cambiare il mondo. E io mi posso rilassare un po'", ha detto, spiegando che tra gli obiettivi della sua vita dopo la Casa Bianca c'e' proprio l'impegno per il coinvolgimento della prossima generazione nella societa' civile, nelle comunita', che è una delle principali attivita' della Obama Foundation che ha organizzato l'evento nella capitale tedesca.

ANNA ASCANI ALLA OBAMA FOUNDATION

 

2 – OBAMA A 300 GIOVANI LEADER EUROPEI: “BISOGNA METTERSI IN GIOCO. A CHI NON VOTA DICO: FARESTI SCEGLIERE A TUO NONNO LA MUSICA CHE ASCOLTI?”

Anna Ascani* per www.lastampa.it

*Vicepresidente del Pd dal 17 marzo 2019

 

barack obama incontra i giovani leader europei a berlino 17

Oggi a Berlino l’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha incontrato oltre 300 giovani leader europei provenienti da 37 Paesi diversi per discutere con loro, ascoltarli e capire come rafforzare il loro ruolo. La giornata, organizzata dalla sua fondazione, era organizzata in due panel: nel primo Ben Rhodes, storico braccio destro di Obama, ha guidato una discussione con domande e risposte da parte dei giovani partecipanti; nel secondo, lo stesso Obama ha affrontato un dibattito di 90 minuti, senza domande programmate, sulle sfide dell’Europa e del mondo. All’incontro era presente la neonominata vicepresidente del Pd, Anna Ascani. Abbiamo raccolto la sua testimonianza sull’incontro.

 

ANNA ASCANI CON BARACK OBAMA

Nel giugno 2013 Barack Obama ha tenuto a Berlino uno dei più importanti discorsi della sua presidenza, davanti alla porta di Brandeburgo, riecheggiando il kennediano «Ich bin ein Berliner» e parlando soprattutto ai giovani, tedeschi ed europei. Sei anni dopo è tornato qui, all’European School of Management and Technology, per incontrare 300 giovani leader emergenti selezionati dalla sua Fondazione in 37 diversi Paesi e discutere con loro di lavoro, cambiamento climatico, diritti umani, gender equality, social media.

barack obama incontra i giovani leader europei a berlino 18

 

Barack Obama insieme a 11 giovani leader europei

«Non mi bastava continuare ad affrontare le sfide fondamentali del nostro tempo da solo, insieme a Michelle. Volevo moltiplicare questi sforzo, trasferirlo a centinaia, migliaia di giovani. Far sì che imparassero gli uni dagli altri e crescessero insieme». Così il 44º presidente degli Stati Uniti ha spiegato il senso del suo lavoro dopo la fine del suo secondo mandato.

 

barack obama incontra i giovani leader europei a berlino 20

Io avevo avuto la fortuna di incontrarlo già sette mesi fa, insieme a undici coetanei che ho ritrovato oggi qui in Germania. Ad Amsterdam, infatti, Obama aveva pianificato il lancio in Europa della sua Fondazione selezionando e riunendo undici giovani leader emergenti per progettare con loro il lavoro da fare nel Vecchio Continente: giovani politici come me, Delphine O, giovane parlamentare di En Marche, ma anche civil servant, community organizer, esponenti di Ong, attivisti per i diritti. Insieme avevamo chiesto a Obama di organizzare un evento come questo prima delle elezioni europee e sono davvero felice che abbia deciso di farlo. Perché abbiamo bisogno della sua leadership illuminante e della sua ispirazione nella sfida contro i populismi e il ritorno dei nazionalismi.

 

anna ascani

La giornata si è svolta con un primo panel condotto da Ben Rhodes, braccio destro dell’ex presidente, durante il quale sono intervenuti una decina di giovani di diversi Paesi. Quindi è salito sul palco Barack Obama, introdotto dalla più giovane parlamentare eletta in Germania, una straordinaria ragazza figlia di genitori del Mali, arrivati qui sette mesi prima che lei nascesse.

«L’Europa ha oggi, nell’insieme, in media le condizioni migliori mai avute da un gruppo di persone nella storia. Welfare, educazione, sviluppo, libertà di pensiero, di movimento, di informazione. Eppure le istituzioni democratiche che hanno consentito tutto questo sono sotto attacco» ha detto Obama rispondendo alle sollecitazioni dei ragazzi intervenuti.

 

anna ascani

«C’è una crescente diseguaglianza dovuta soprattutto alla crisi. C’è un’intolleranza crescente, dovuta anche all’utilizzo che si fa dei social media. E gli europei meglio di chiunque altro sanno a cosa portano la divisione e l’odio. Dobbiamo investire nelle nostre democrazie, insegnare ai nostri bambini e ragazzi ad amare piuttosto che odiare. Ma tutto questo non si può fare restando a guardare. Bisogna mettersi in gioco direttamente. Io voglio dire a ciascuno di voi - che sta già facendo un grande lavoro - che non è solo. Che in questa sala ci sono persone con gli stessi valori che vogliono cambiare le cose».

 

barack obama incontra i giovani leader europei a berlino 16

Riferendosi all’imminente scadenza delle elezioni europee ha poi aggiunto: «Mi capita di incontrare giovani disaffezionati alla politica, che non votano. A loro io dico: non lasceresti mai che tuo nonno scegliesse la musica che ascolti. Perché vuoi fargli scegliere lo scenario politico che condiziona la tua vita?».

 

anna ascani

L’ex presidente americano si è quindi concentrato sulle sfide fondamentali del nostro tempo, a partire dal cambiamento climatico - rivendicando l’importanza dell’accordo per il clima di Parigi da lui fortemente voluto - e dall’immigrazione, sottolineando l’importanza di superare la narrativa fatta di “gruppi”, il riferirsi costante a “noi” e “loro”, come se il centro non fossero invece i singoli esseri umani, con le loro storie e i loro talenti.

ANNA ASCANI

 

Prima di andarsene Obama ci ha invitato a costruire una rete per lo scambio di buone pratiche ma anche per il confronto sulle difficoltà quotidiane. E ha aggiunto che essere parte di questa rete è già un modo di fare politica perché significa porsi il problema di come contribuire a cambiare il mondo e non solo il proprio quartiere.

 

«Investire su di voi è il nostro miglior investimento» ha detto in chiusura. Con la volontà di continuare ad animare questo prezioso network e ad allargarlo. All’onore di aver seguito in questi mesi la nascita di questo progetto europeo si unisce la responsabilità di aiutarlo a crescere sostenendo fattivamente i tanti progetti e i tanti talenti di cui oggi il nostro continente ha straordinario bisogno. Come avrebbe detto don Milani: «Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è l’avarizia». In questa sala a Berlino di avarizia non c’era traccia.

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