obama e putin

MA ALLORA L’ONU SERVE A QUALCOSA! – OBAMA E PUTIN SI RIPARLANO DOPO DUE ANNI E ARRIVANO LE PRIME APERTURE – LA RUSSIA PARTECIPERÀ AI RAID CONTRO L’ISIS E GLI USA SONO “PRONTI A LAVORARE” CON MOSCA E TEHERAN SULLA SIRIA – MA SUL DESTINO DI ASSAD LE DISTANZE SONO INCOLMABILI

Paolo Mastrolilli Maurizio Molinari per “la Stampa

 

OBAMA E PUTINOBAMA E PUTIN

Il presidente russo Putin non esclude di unirsi ai raid anti Isis, dopo il vertice di ieri col collega americano Obama. È la prima indiscrezione pubblicata dall’agenzia AP, dopo l’incontro.

Il ghiaccio è stato rotto poco dopo le cinque del pomeriggio. Accompagnati da un numero inusuale di guardie del corpo, Obama e Putin sono entrati in una piccola stanza del Palazzo di Vetro con due bandiere dei rispettivi Paesi, per una breve stretta di mano.
Poco prima avevano fatto un brindisi altrettanto gelido, durante il pranzo offerto dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon. L’incontro, il primo dopo due anni, è durato un’ora e mezza, dalle 17,06 alle 18,40, molto più del previsto, e con sviluppi inattesi.

 

Se confermata, la svolta di Putin potrebbe cambiare l’evoluzione del conflitto in Siria edegli attriti recenti con gli Stati Uniti.

OBAMA E PUTINOBAMA E PUTIN


Nella mattinata il Cremlino aveva svelato la creazione di un Gruppo di Contatto sulla Siria con la partecipazione delle maggiori potenze del Medio Oriente, proprio nel giorno in cui a New York Vladimir Putin e Barack Obama avevano ribadito dal podio del Palazzo di Vetro dell’Onu il marcato dissenso sulla sorte del Raiss di Damasco, Bashar Assad.

OBAMA E PUTINOBAMA E PUTIN


Da Mosca è stato Mikhail Bodganov, inviato speciale russo in Medio Oriente, ad alzare il velo sulla mossa diplomatica in arrivo. «Si prevede che Russia e Stati Uniti prenderanno parte in ottobre a negoziati di pace sulla Siria assieme a Iran, Arabia Saudita, Turchia ed Egitto», aveva fatto sapere all’agenzia «Ria Novosty», sottolineando che «questi sono i Paesi partecipanti» e «vogliamo che i colloqui inizino il più presto possibile». 


Bodganov ha il grado di vice ministro degli Esteri, è un veterano della diplomazia russa in Medio Oriente (parla arabo ed ebraico) ed è il regista, a fianco del ministro Sergei Lavrov, di un’iniziativa che punta a far sedere attorno ad un tavolo, assieme a Russia e Usa, le potenze regionali protettrici dei principali attori della guerra civile siriana: l’Iran sciita alleato di Assad, assieme a Arabia Saudita, Turchia ed Egitto che sostengono i ribelli sunniti. 

OBAMA E PUTINOBAMA E PUTIN


«Non abbiamo ancora deciso a che livello sarà il Gruppo di Contatto - ha aggiunto Bogdanov - ma credo che saranno livelli multipli» ovvero «esperti, viceministri e ministri se necessario». Gli incontri inizieranno dopo la formazione di «quattro gruppi di lavoro sulla Siria a Ginevra» con la collaborazione dell’inviato Onu sulla Siria, Staffan de Mistura «il cui ruolo è molto importante», ha sottolineato Bogdanov. 


Fra i Paesi citati spicca l’assenza degli europei - come singoli o Ue - ma fonti diplomatiche arabe non escludono «inviti ad altri Paesi». Ieri sera, infatti, i ministri degli Esteri dell’Unione si sono riuniti con de Mistura, per discutere fra le altre cose la proposta di replicare con la Siria un negoziato basato sul format 5+1, che ha avuto successo con l’Iran per il programma nucleare. 

OBAMA E PUTINOBAMA E PUTIN


Ciò che conta per il Cremlino è creare un tavolo con le potenze regionali del Medio Oriente: non a caso l’annuncio di Bogdanov è avvenuto 36 ore dopo la telefonata di Putin al re saudita Salman e precedeva le parole pronunciate dal presidente russo all’Onu sulla necessità di «lavorare con i Paesi musulmani per sconfiggere il terrorismo dello Stato Islamico».

 
L’intervento di Putin illustra l’approccio strategico della Russia che propone «un’ampia coalizione contro lo Stato Islamico» paragonando i jihadisti del Califfo Abu Bakr al Baghdadi ai nazisti, invocando il precedente del Patto di Yalta del 1944 - che divise l’Europa post-bellica in sfere di influenza di Usa e Urss - come «esempio di garanzia di stabilità» ad un Medio Oriente in preda alle guerre.

barack obama vladimir putinbarack obama vladimir putin

 

Il disaccordo con la Casa Bianca sul Raiss di Damasco resta intatto. Per Putin «bisogna sostenere Assad per combattere il terrorismo di Isis» mentre Obama rigetta la logica di «aiutare tiranni come Assad che massacrano civili innocenti perché l’alternativa sarebbe peggiore».

 

PUTIN ASSADPUTIN ASSAD

È la riaffermazione, eclatante, di una divergenza strategica che però non impedisce a Obama di dire: «Siamo pronti a lavorare con Russia e Iran sulla Siria». Aprendo di fatto al Gruppo di Contatto. Anche i Paesi nominati da Bogdanov iniziano a ribadire le posizioni di partenza, come avviene alla vigilia di una trattativa. 


«È un errore indebolire Assad» afferma il presidente iraniano Hassan Rouhani mentre il premier turco Ahmet Davutoglu ribadisce l’opposto: «Siamo convinti che con Assad al potere durante la transizione prevarrebbe lo status quo e ciò è inaccettabile». A poco più di venti giorni dall’inizio del ponte aereo verso Latakia per sostenere il regime, e con poco più di mille Marines nelle basi alawite, il Cremlino sfrutta l’intervento come trampolino per un’iniziativa politica tesa a comporre la guerra civile, ritagliandosi un ruolo di leadership regionale.

 

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…