SQUILLO STORICO - DOPO LA FIGURACCIA SULLA SIRIA, OBAMA SPIAZZA TUTTI E TELEFONA A ROHANI PER UNA DISTENSIONE CON L’IRAN SU NUCLEARE, SIRIA E ISRAELE

Federico Rampini per "la Repubblica"

Il ghiaccio è rotto. Per la prima volta in 34 anni, l'America e l'Iran si parlano al massimo livello. Lo rivela Barack Obama per primo, annunciando: «Ho chiamato io al telefono Hassan Rohani». Pochi minuti e arriva la conferma dal leader di Teheran, via Twitter: «E' il primo contatto diretto dal 1979».

Tra i due c'è spazio perfino per lo scambio di cortesie poliglotte. «Have a nice day», ha detto Rohani in inglese. «Khodahfez», gli ha risposto Obama in persiano («Dio sia il tuo custode »), dopo essersi scusato per il «terribile traffico di New York» durante l'assemblea Onu. Quando annuncia la clamorosa telefonata, parlando alla stampa, Obama è fiducioso: «Adesso un accordo onnicomprensivo tra di noi è possibile».

La svolta è storica, conferma i primi segnali di disgelo che i due si erano lanciati qui a New York. Parlando al Palazzo di Vetro martedì, Obama aveva salutato con ottimismo la "moderazione" del neopresidente iraniano. Aveva riconosciuto come legittimo il desidero del suo popolo di dotarsi dell'energia atomica a scopi civili.

Aveva espresso la speranza che ai primi segnali concilianti di Teheran possa seguire un vero accordo. La posta in gioco: ottenere garanzie credibili che l'Iran non voglia costruirsi una bomba atomica, che destabilizzerebbe gli equilibri strategici in Medio Oriente minacciando anzitutto due alleati strategici dell'America come Israele e Turchia.

A questo fine Obama aveva annunciato pubblicamente all'Onu il primo passo verso il ristabilimento di normali relazioni diplomatiche: «Ho incaricato il segretario di Stato John Kerry di avviare un dialogo bilaterale». Le due nazioni hanno rapporti diplomatici quasi inesistenti dai tempi della crisi degli ostaggi americani a Teheran, che seguì la cacciata dello Scià, nell'anno 1979.

Poche ore dopo quel discorso di Obama, era arrivata la replica di Rohani sempre al Palazzo di vetro. E con messaggi altrettanto incoraggianti. Rohani aveva espresso l'auspicio di un accordo sul nucleare «in tempi rapidi, dai tre ai sei mesi». Poi, in un'intervista alla Cnn, aveva fatto un passo dall'alto valore simbolico denunciando l'orrore dell'Olocausto.

Un'evidente rottura rispetto al suo predecessore Ahmadinejad che invece professava il negazionismo. Le grandi manovre avviate all'assemblea Onu non si erano concretizzate in una stretta di mano fra i due. La delegazione americana ci aveva provato, gli iraniani avevano preferito soprassedere. C'era già troppa carne al fuoco, e da Teheran arrivavano messaggi ostili dalle fazioni più radicali del regime, per prevenire l'avvicinamento agli Stati Uniti.

Ma è stata solo questione di tempo. Pur senza incontrarsi in un faccia a faccia newyorchese, prima ancora che finisse la settimana Obama e Rohani sono riusciti ad avere il dialogo diretto, un contatto inaudito e impensabile ancora poco tempo fa.

Per Rohani si tratta del coronamento di una vittoria elettorale all'insegna della moderazione, per uscire dall'isolamento internazionale, ottenere un riconoscimento "di dignità" dall'America, e possibilmente allentare le sanzioni che hanno provocato pesanti disagi alla popolazione. In quanto a Obama, proprio l'ipotesi di un disgelo con l'Iran lo aveva distinto come una "colomba" durante la sua prima campagna presidenziale, nel 2008.

Allora Obama osò dire che lui era disposto a parlare con tutti, anche col diavolo, se questo poteva servire la causa della pace e gli interessi strategici dell'America. Il suo rivale di allora, il repubblicano John McCain, lo aveva accusato di ingenuità. Un fuori-programma a microfoni spenti aveva rivelato la battuta guerrafondaia di McCain che canterellava sul motivo di una celebre canzone dei Beach Boys ("Barbara Ann") lo slogan "Bomb-Bomb Iran", bombardiamo l'Iran. Le aperture di Obama potrebbero portare a risultati che sfuggirono a tutti i suoi predecessori.

Ora tutto si rimette in moto: il dossier nucleare, e possibilmente anche la questione della Siria. L'Iran è insieme alla Russia il protettore di Assad. Sui tempi del negoziato nucleare, prima ancora di decollare da New York per tornare in patria, Rohani ha ribadito che non intende tergiversare.

A ottobre il primo appuntamento è fissato a Ginevra in seno al gruppo 5 + 1 che include i membri permanenti del Consiglio di sicurezza più la Germania. Tra i dettagli cruciali ci sarà l'accesso degli ispettori internazionali a tutti i siti nucleari iraniani. Obiettivo primario per Obama è garantire che si fermino quei programmi di arricchimento dell'uranio suscettibili di sfociare nell'uso bellico dell'atomo. Resta da verificare quanto Rohani voglia insistere sul coinvolgimento di Israele nel trattato di non-proliferazione nucleare.

 

Rohani resize rohani hassan rohani OBAMA BARBIERIA DEDICATA A OBAMA IN MALI rohani ahmadinejad

Ultimi Dagoreport

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...