1. DA OGGI, ATTENTI A SPOGLIARELLI E LAP-DANCE: POTRESTE BECCARVI 7 ANNI DI GALERA 2. PIU’ CHE UNA SENTENZA, LE TRE TOGHE DI MILANO RISCRIVONO IL CONCETTO DI REATO SESSUALE: “NON OCCORRENDO UN RAPPORTO SESSUALE COMPLETO, ESSENDO TUTTAVIA SUFFICIENTE QUALSIASI COMMERCIO DEL PROPRIO CORPO A CARATTERE RETRIBUTIVO” 3. DUNQUE, “LO SPOGLIARSI, IL BALLARE NUDE, SCOPRIRE CON FARE AMMICCANTE IL SENO E IL FONDOSCHIENA, MOSTRARE LE PROPRIE NUDITÀ ALL’IMPUTATO A DISTANZA RAVVICINATA ERANO TUTTI COMPORTAMENTI OGGETTIVAMENTE IDONEI A STIMOLARE L’ISTINTO SESSUALE DI BERLUSCONI. TRA L’ALTRO, IL COMPIMENTO DI TALI ATTI COMPORTAVA SPESSO UN CONTATTO FISICO CON L’IMPUTATO, A PIÙ RIPRESE NELL’ARCO DELLA SERATA, QUALI STRUSCIAMENTI, TOCCAMENTI DI SENO E DI PARTI INTIME, PALPEGGIAMENTI DI GLUTEI, COSCE E FIANCHI” (MA SI PUÒ LEGIFERARE SULLA SESSALITÀ?)

1. L'ULTIMO AL PATIBOLO
Da "Il Foglio"

Come l'ultima carmelitana a salire sul patibolo della Rivoluzione raccontata da Bernanos. Nel giorno in cui la Francia faro di ogni liberazione si ribella contro il rigurgito moralista, Silvio Berlusconi diviene paradossalmente l'ultimo - a dir meglio il primo e l'ultimo, l'unico - a essere condannato perché "risulta innanzitutto provato che l'imputato abbia compiuto atti sessuali con El Mahroug Karima in cambio di ingenti somme di denaro".

E che atti sessuali. Nelle 326 pagine di motivazioni della sentenza che inchioda il "collaudato sistema prostitutivo di Arcore", si scopre infatti "che è del tutto irrilevante definire gli esatti contorni degli atti sessuali compiuti dall'imputato" con la signora El Mahroug, "non occorrendo per la sussistenza del reato in esame un rapporto sessuale completo, essendo tuttavia sufficiente qualsiasi commercio del proprio corpo a carattere retributivo".

Dunque, secondo l'invereconda verecondia della signora Boccassini e dei suoi correligionari togati, "lo spogliarsi, il ballare nude, scoprire con fare ammiccante il seno e il fondoschiena, mostrare le proprie nudità all'imputato a distanza ravvicinata erano tutti comportamenti oggettivamente idonei a stimolare l'istinto sessuale di Berlusconi.

Tra l'altro, il compimento di tali atti comportava spesso un contatto fisico con l'imputato, a più riprese nell'arco della serata, quali strusciamenti, toccamenti di seno e di parti intime, palpeggiamenti di glutei, cosce e fianchi". Roba da chiamare lo psicoanalista, più che il moralista: inteso per i giudici. L'immaginario erotico guardonistico della Corte di Milano parla di un'immoralità bacchettona e ipocrita, è un'enormità contro cui un paese civile (non l'Italia) si ribella.

Ma il Cavaliere, come la carmelitana, sarà l'ultimo a salire al patibolo. E poi andremo tutti quanti al suo funerale, come cantava Jannacci, per "scoprire che battono anche le suore". E vedere di nascosto l'effetto che fa.

I GIUDICI DI MILANO: "BERLUSCONI SAPEVA DELL'ETÀ DI RUBY"
Paolo Colonnello per "La Stampa"

«In definitiva, il presidente del Consiglio dei Ministri ha chiamato nel cuore della notte il capo di gabinetto della Questura per chiedere la liberazione di Karima El Mahroug al fine di ottenere per sé un duplice vantaggio: da un lato la ragazza veniva in tal modo rilasciata per cui la stessa avrebbe potuto ricominciare indisturbata a frequentare la privata dimora di Arcore e dall'altro, evitava che la stessa potesse riferire alle forze dell'ordine o alle assistenti sociali di avere compiuto atti sessuali a pagamento con lo stesso imputato, garantendosi l'impunità».

Il che «connota negativamente la personalità dell'imputato il quale non ha esitato ad asservire la funzione pubblica a un interesse del tutto privato». Perché non erano tanto le cene a sfondo sessuale a preoccupare Berlusconi: «Ciò che poteva danneggiare Berlusconi... era la possibilità che queste cene fossero associate a un soggetto minorenne, già sospettato per di più di svolgere l'attività di prostituzione».

Per i giudici nasce da questa consapevolezza l'incredibile sequenza di pressioni e menzogne messe in atto dal Cavaliere per cercare inutilmente di coprire lo scandalo Ruby e che ora rischiano di farlo incriminare anche per corruzione in atti giudiziari, come si evince chiaramente dalla trasmissione degli atti in Procura ordinata dal tribunale per la posizione di 34 «falsi» testimoni, tra cui anche la funzionaria di polizia Giorgia Iafrate, che secondo il tribunale ha mentito sulle circostanze del rilascio di Ruby.

A scorrere le 330 pagine delle motivazioni della sentenza con cui Silvio Berlusconi è stato condannato nel giugno scorso a 7 anni di prigione per concussione per costrizione e prostituzione minorile, si ha la sensazione che il processo d'Appello chiesto dalla difesa che verrà celebrato con tutta probabilità in primavera, sarà tutto in salita.

I giudici della quarta sezione del tribunale, presidente Giulia Turri, sono infatti convinti non solo delle responsabilità penali del Cavaliere «provate al di là di ogni ragionevole dubbio» ma che l'intero processo e l'inchiesta siano state costantemente minate «da una pregnante attività di inquinamento probatorio attuata dall'imputato stesso».

Una «capacità a delinquere desunta dalla condotta susseguente dei reati, consistita nell'attività sistematica di inquinamento probatorio a partire dal 6 ottobre 2010», dunque svolta «ancora prima dell'iscrizione sul registro degli indagati» ed attuata «anche corrispondendo a El Mahorug Karima e ad alcune testimoni ingenti somme di denaro».

Sia attraverso il pagamento a Ruby di «circa 5 milioni di euro», a colpi di 60-80 mila euro alla settimana, «versati ogni martedì», probabilmente su un conto estero a Montecarlo («così poi io mi faccio i c... miei», come si evince da un'inedita intercettazione della stessa inserita negli atti) per ottenere in cambio che la giovane «facesse la pazza» e quindi inondasse il tribunale di dichiarazioni surreali («tutte cavolate, panzanate...»), sia con il pagamento mensile di 2500 euro ciascuna alle ragazze che sfilarono durante il processo raccontando di cene «eleganti» ad Arcore.

«Il versamento mensile di 2.500 euro a favore delle testimoni sopra indicate (una ventina, ndr) deve essere logicamente messo in correlazione con la comprovata convocazione ad Arcore di tutte le ragazze da parte dell'imputato dopo le perquisizioni effettuate nelle loro abitazioni il 14 gennaio 2011... Non a caso le elargizioni iniziano proprio in quell'anno... tali versamenti in denaro, con cadenza mensile e a tempo indeterminato... non possono di certo essere ancorati a un preteso risarcimento per la risonanza data dagli organi di stampa alla vicenda come sostenuto da alcune testimoni dello stesso imputato, essendo provato il contesto prostitutivo in cui presero parte attiva molte delle testi sentite in udienza... Orbene, di fronte a tale univoco quadro probatorio, il tribunale ritiene che i testimoni abbiano mentito dichiarando, tra l'altro, di non avere mai assistito a scene di natura sessuale a favore dell'imputato...». Che invece di queste scene, anzi, del «sistema prostitutivo» di Villa San Martino, era «il regista».

E che Berlusconi fosse perfettamente a conoscenza della minore età della giovane prostituta, per i giudici non vi sono dubbi: non a caso nella prima delle sue 7 telefonate in questura la notte del 28 maggio 2010, Berlusconi parla subito di «affidamento» di Karima, contrabbandandola per «nipote di Mubarak», alla «consigliere ministeriale Minetti».

Dimostrando quindi di essere consapevole che la questione riguardava una minorenne. Con cui, sono convinti i giudici, Berlusconi ha fatto sesso più di una volta pagando in denaro contante. Lo racconta Ruby nelle intercettazioni («adesso ballo, poi mi spoglio e poi faccio sesso»), lo fa capire negli interrogatori quando descrive un'orgia con dovizia di particolari (a cui avrebbero partecipato ministre e soubrette televisive), lo dimostra «lo stabile inserimento della ragazza nel collaudato sistema prostitutivo di Arcore».

E se non bastasse, i giudici richiamano la giurisprudenza della Cassazione laddove «al fine della integrazione di un atto di prostituzione non è necessario un contatto fisico tra soggetto attivo e passivo della prestazione, atteso che non è necessaria una congiunzione carnale, ma sono sufficienti atti sessuali compiuti dietro pagamento e finalizzati a soddisfare la libidine di colui che ha chiesto o è destinatario della prestazione».

«In definitiva, il presidente del Consiglio dei Ministri ha chiamato nel cuore della notte il capo di gabinetto della Questura per chiedere la liberazione di Karima El Mahroug al fine di ottenere per sé un duplice vantaggio: da un lato la ragazza veniva in tal modo rilasciata per cui la stessa avrebbe potuto ricominciare indisturbata a frequentare la privata dimora di Arcore e dall'altro, evitava che la stessa potesse riferire alle forze dell'ordine o alle assistenti sociali di avere compiuto atti sessuali a pagamento con lo stesso imputato, garantendosi l'impunità». Il che «connota negativamente la personalità dell'imputato il quale non ha esitato ad asservire la funzione

 

 

TURRI DECRISTOFARO DELIA GIUDICI BERLUSCONII GIUDICI DELLA QUARTA SEZIONE PENALE DEL TRIBUNALE DI MILANO - ORSOLA DE CRISTOFARO - GIULIA TURRI - CARMEN D'ELIA.pngRUBY images ilda boccassiniimane fadil al processo ruby del tribunale di milano RUBY COL PASSAPORTO CON SCRITTO MUBARAK GIULIANO FERRARA CANTA CON LA PARRUCCA ROSSA IMITANDO ILDA BOCCASSINI RUBY IN TRIBUNALE A MILANO ruby VIGNETTA VINCINO RUBY RICERCATA boccassini- by vincino

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