OSSIGENO PER ASSANGE - NASCE NEGLI USA LA “FREEDOM OF THE PRESS FOUNDATION”: ORA CHI VUOL SOSTENERE WIKILEAKS PUO’ DI NUOVO EFFETTUARE DONAZIONI - AGGIRATO COSI’ L’EMBARGO DI VISA, MASTERCARD, PAYPAL, WESTERN UNION E BANK OF AMERICA, CHE DUE ANNI FA HANNO BLOCCATO OGNI POSSIBILITA’ DI DONARE SOLDI AL GRUPPO - IN 24 ORE RACCOLTI 62MILA $ - RIUSCIRANNO GLI USA A STACCARE LA SPINA?...

Stefania Maurizi per L'Espresso

L'organizzazione di Julian Assange incassa un importante risultato contro una delle minacce più gravi che ne mettono a rischio l'esistenza: lo strangolamento finanziario. Grazie a una fondazione cha ha come missione la raccolta di donazioni per vari enti che fanno informazione nel pubblico interesse.

Una Fondazione per la libertà della stampa, che raccoglie donazioni per finanziare il giornalismo più aggressivo del mondo: quello di WikiLeaks. Mentre Julian Assange rimane rintanato nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra, che gli ha concesso asilo politico, e ha annunciato che tornerà a riaffacciarsi dalla sede diplomatica per parlare al pubblico giovedì 20 dicembre, data che segna i sei mesi del suo "internamento", la sua organizzazione incassa un importante risultato contro una delle minacce più gravi che ne mettono a rischio l'esistenza: lo strangolamento finanziario messo in atto dalle carte di credito Visa e Mastercard e da PayPal, Western Union e Bank of America, che due anni fa, subito dopo che WikiLeaks ha iniziato a pubblicare i cablo della diplomazia Usa, hanno completamente bloccato la possibilità di donare soldi al gruppo.

Ora, però, un aiuto importante arriva proprio dall'America. O meglio dalle élite liberal di quell'America che ha in piedi un conflitto senza precedenti contro Assange, come dichiarato da lui stesso due settimane fa in un'intervista esclusiva a l'Espresso. Un gruppo di personalità e organizzazioni statunitensi impegnate nella lotta per i diritti civili e digitali ha creato la Freedom of the Press Foundation, che ha come missione la raccolta di donazioni per WikiLeaks e per altri tre enti che fanno informazione nel pubblico interesse.

Collegandosi al sito della Fondazione, è possibile donare facilmente con carte di credito come Visa e Mastercard e sistemi come PayPal fino al 31 gennaio 2013. Chiunque può farlo e per i cittadini Usa è anche possibile dedurre dalle tasse la donazione. Il portale è attivo da ieri e il primo giorno ha raccolto 62mila dollari. E ora Visa, Mastercard e gli altri boss del credito che faranno? Bloccheranno anche questa Fondazione, pur di non fare arrivare i soldi a WikiLeaks? E' una partita appena iniziata: nessuno sa come finirà.

A mettere in piedi la Fondazione sono stati personaggi come l'americano Daniel Ellsberg, che nel 1971 rivelò i celebri documenti segreti sulla guerra in Vietnam, i 'Pentagon Papers', rischiando la vita e la libertà personale, come oggi del resto rischia Bradley Manning, la presunta fonte di WikiLeaks. John Perry Barlow, cofondatore della "Electronic Frontier Foundation", con sede a San Francisco, California, un faro per la le libertà civili e digitali, in un'America che ormai marcia a ritmo spedito verso un controllo elettronico totale in stile Stasi.

E anche una documentarista di talento come l'americana Laura Poitras, che da 10 anni lavora a una trilogia di film su come sono cambiati gli Stati Uniti dopo l'11 settembre, un progetto che l'ha portata ad essere fermata e interrogata negli aeroporti Usa per i controlli antiterrorismo ben 40 volte.

La Freedom of the Press Foundation è stata appena lanciata e dall'interesse mostrato da media internazionali come il New York Times (e il Guardian) l'inizio sembra promettente. Mai prima era successo che, dalla sera alla mattina, un'organizzazione perfettamente legale e che fa giornalismo, com'è quella di Julian Assange, subisse un blocco totale dei conti bancari, completamente arbitrario e stragiudiziale.

Improvvisamente banche e carte di credito hanno stabilito che non avrebbero più permesso ai loro clienti di donare soldi a WikiLeaks. Nessuna spiegazione. Nessuna motivazione legale. Hanno chiuso il rubinetto, punto e basta. Da allora (era il dicembre del 2010), WikiLeaks lotta in tutte le sedi legali contro questa decisione. E' una battaglia per la sopravvivenza di WikiLeaks.

Ma è anche una battaglia per la libertà di tutti, anche perché, con la diffusione della moneta elettronica, diventeremo tutti dipendenti da carte di credito e sistemi di pagamento online come PayPal. Quella di Assange è stata la prima organizzazione giornalistica a subire la censura dei colossi del credito, ma di certo non sarà l'ultima: chi sarà il prossimo?

«Siamo stati lasciati soli», racconta a "l'Espresso" Kristinn Hrafnsson, portavoce di WikiLeaks, che segue la complessa partita legale contro il blocco delle donazioni, «nella maggior parte dei casi la stampa mainstream ha dimostrato un patetico disinteresse per questo problema. E per me, che di mestiere sono un giornalista, questa constatazione è stata profondamente preoccupante», continua Hrafnsson, spiegando che nel caso di WikiLeaks il blocco delle carte di credito è stata ed è un'azione politicamente motivata: il fatto che il governo americano faccia la guerra all'organizzazione attraverso aziende private come le carte di credito Visa e Mastercard, che hanno sede negli Usa, segnala l'inizio della censura di stato affidata ai privati. «Il messaggio che tutti i giornalisti dovrebbero cogliere è: attenti che i prossimi siete voi», sottolinea con convinzione.

 

JULIAN ASSANGEassange G assange Assange Hope Matrix assange WIKILEAKS JULIAN ASSANGE WikileaksVisaMaster Card

Ultimi Dagoreport

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco giorgia meloni

FLASH! – BUTTAFUOCO E FIAMME! PALAZZO CHIGI VOLEVA "SOPIRE, TRONCARE" LA FAIDA SULLA BIENNALE MA IL CORO DELLE PENNE DI SINISTRA IN DIFESA DI "JAFAR AL SIQILLI" ORA COSTRINGE GIORGIA MELONI A PRENDERE POSIZIONE SULLA DECISIONE DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO DEL SUO AMICO PIETRANGELO. E, IN MEZZO A 'STA CACIARA, TOVARISH SALVINI GODE – QUALCUNO RICORDI AI VARI MATTIA FELTRI E FILIPPO CECCARELLI, CHE CELEBRANO IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE COME UN GRANDE LIBERALE, CHE BUTTAFUOCO PUBBLICO' NEL 2003 UN LIBRO, "FOGLI CONSANGUINEI", EDITO DA "ARISTOCRAZIA ARIANA" DI FRANCO FREDA, CAMERATA DI "ORDINE NUOVO"…

peter thiel anticristo

DAGOREPORT - ARRIVA A ROMA IL MARZIANO PETER THIEL, CAVALIERE NERO DELLA TECNODESTRA? ESTICAZZI! - NELLA CITTA' DEI PAPI, DI GIULIO CESARE E DI NERONE, LA STORIA SE NE FOTTE DELLA CRONACA DEI THIEL E DEI MUSK - IN GIRO PER IL MONDO, IL GURU DI "PALANTIR" È STATO ACCOLTO DA PREMIER, MINISTRI, ALTI FUNZIONARI. SBARCA A ROMA E SI RITROVA QUATTRO SCAPPATI DI CASA - AL SECONDO GIORNO DI CONFERENZE, LA PLATEA S'È SVUOTATA IN PESO E QUANTITÀ: I POCHI "PINGUINI" ROMANI SUPERSTITI SONO USCITI FRASTRONATI DALLA NOIA – CERTO, TANTA SORPRESA...SORPRENDE: BASTAVA LEGGERE UN QUALUNQUE INTERVENTO DI THIEL PER CAPIRE CHE IL PIPPONE SULL’ANTICRISTO NON E' LETTERALE, DUNQUE RELIGIOSA O BIBLICA, MA E' UNO STRUMENTO DI MARKETING, UNA PARACULATA PER DARE DIGNITÀ FILOSOFICA ALLA SFIDA USA VS CINA E ALLA SOPRAVVIVENZA DELL'OCCIDENTE (E DEI SUOI BUSINESS) – SE IL MARZIANO DI FLAIANO VIENE SFANCULATO DAI ROMANI DOPO UNA SETTIMANA, PER L’ALGIDO E ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA DI JD VANCE IL "VAFFANCULO" E' ARRIVATO DOPO 24 ORE....

giorgia meloni peter thiel

FLASH – COME MAI FRATELLI D’ITALIA, DI FRONTE ALLA CALATA DI PETER THIEL SU ROMA, HA SCELTO IL SILENZIO ASSOLUTO? NESSUN ESPONENTE DI PESO DEL PARTITO È ANDATO A PALAZZO TAVERNA A VIOLENTARE LE SUE ORECCHIE CON GLI SPROLOQUI SULL’ANTICRISTO DEL FONDATORE DI PALANTIR: C’ENTRA IL VATICANO, CERTO, MA ANCHE IL REFERENDUM. A CINQUE GIORNI DAL VOTO, MEGLIO EVITARE UN NUOVO ELEMENTO DI POLEMICA ESOGENA. E POI C’È LA QUESTIONE LEGA, LA VERA OSSESSIONE DELLA MELONI: NON ESSENDO PRESENTE NESSUNO DEL CARROCCIO ALLE CONFERENZE DI THIEL, LA SORA GIORGIA ERA TRANQUILLA (LA MELONI NON VUOLE  SCOPRIRSI A DESTRA, LASCIANDO IL MONDO ULTRA-CATTOLICO A SALVINI)

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...