matteo salvini luigi di maio marcello de vito

MORS TUA, DE VITO MEO – PADELLARO: “IL VERO COLPO DI FORTUNA DI SALVINI È AVER TROVATO DEGLI ALLEATI COME I CINQUE STELLE. DEI GENEROSI DONATORI DI SANGUE CHE SI CONSUMANO NEL SACRIFICIO SUPREMO, GIORNO DOPO GIORNO, MENTRE LUI SI GONFIA DI VOTI E DI BORIA” – MATTIA FELTRI: “LA CORRUZIONE È UN EFFETTO COLLATERALE DEL POTERE, INSOMMA UN REATO E COME TALE LO SI DOVREBBE AFFRONTARE, SENZA ISTERIE. FATTI LORO. NOI STAREMO QUI A VEDERLI IMPICCARSI L'UN L'ALTRO AD ALBERI SEMPRE PIÙ ALTI, A MAGGIOR GLORIA DELLA LORO ETICA”

1 – ALL' ALBERO PIÙ ALTO

Mattia Feltri per “la Stampa”

 

MARCELLO DE VITO VIRGINIA RAGGI

Non è più nemmeno una questione di garantismo (partita persa e strapersa), ma di salute mentale. Ieri è finito dentro per corruzione Marcello De Vito, presidente a cinque stelle dell' Assemblea capitolina, e il capo Luigi Di Maio l' ha scaricato in dodici secondi: «Si difenderà ma lontano da noi».

 

MARCELLO DE VITO A REGINA COELI

A quelli del Pd non gli pareva vero, e in una mezza dozzina hanno assicurato di non essere giustizialisti, ma coi grillini, hanno detto, la corruzione è arrivata fin sul pennone del Campidoglio. Tutti mossi da altissima moralità, naturalmente, e si giocano la loro partitella del consenso sulla gola di un innocente secondo Costituzione (la presunzione d' innocenza, che noia). Non poteva che andare così, quando si trasforma la lotta alla corruzione in una psicosi millenaristica.

 

Sono anni che si sentono stupidaggini secondo cui la corruzione è il cancro, la metastasi, la malattia mortale, e dovremmo essere sepolti da secoli, visto che già lo diceva Giovenale («il torrente di vizi... la follia del denaro... tutto ha un prezzo»). E così questo partito della scatoletta di tonno era venuto al mondo - parole dello stesso De Vito - proprio «per spazzare via la corruzione». Nemmeno gli viene in mente che il medesimo vasto programma albergava nella testa di Robespierre, e poi la testa gli finì staccata dal collo.

LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI GIUSEPPE CONTE

 

Non gli viene in mente che la corruzione non è il cancro o la metastasi, è da millenni un effetto collaterale del potere, insomma un reato e come tale lo si dovrebbe affrontare, senza isterie. Fatti loro. Noi staremo qui a vederli impiccarsi l' un l' altro ad alberi sempre più alti, a maggior gloria della loro etica.

 

MARCELLO DE VITO ROBERTA LOMBARDI

2 – SE SALVINI HA UN PROBLEMA, SINISTRA E M5S LO SOCCORRONO

Antonio Padellaro per “il Fatto Quotidiano”

 

Salvare anche una sola vita non ha prezzo, ci riuscisse pure il diavolo. Figuriamoci se a farlo è il no global Luca Casarini che con l' equipaggio della nave Mare Jonio di esseri umani ne ha tirati fuori dalle onde 49. Poi però la politica è questione soprattutto di consenso (elettorale) e non siamo affatto convinti che oggi a festeggiare lo sbarco dei migranti a Lampedusa, sani e salvi, ci sia l' intera pubblica opinione.

luca casarini

 

Certamente non esulta quella sempre più larga fetta di italiani che vede in Matteo Salvini il vendicatore del "buonismo radical chic", e che certamente plaude convinta il ministro della pacchia è finita quando chiede alla magistratura di arrestare gli autori del misfatto.

Noi non crediamo che quel 34% che i sondaggi attribuiscono alla Lega sia composto di cittadini dal cuore di pietra, inclini al razzismo e che non muoverebbero un dito se vedessero un loro simile, qualunque sia il colore della pelle, aggrappato a un relitto nel mare in tempesta.

 

marcello de vito 18

Non è così che funziona e continuando a dividere l' Italia in buoni (noi) e cattivi (chi non la pensa come noi) non si fa altro che spingere sempre di più i presunti malvagi tra le braccia di un leader quanto mai scaltro, che ha sdoganato, a proprio uso e consumo, la diffusa insofferenza nei confronti delle anime belle. Quelle stesse che fanno un altrettanto uso e consumo politico dei cosiddetti buoni sentimenti.

 

luca casarini candidato con tsipras

Quando, sulla Stampa, Vladimiro Zagrebelsky scrive di esseri umani "usati in una battaglia politica che trascende di molto la loro vicenda individuale, la loro stessa vita", come dargli torto? Disperati, della cui fuga nulla sappiamo, "se abbiano o non abbiano diritto al rifugio come la Costituzione e la legge prevedono" ma "esposti davanti al porto di Lampedusa per ottenere il permesso di sbarco". Oppure, "in caso di rifiuto, a conferma della disumanità della politica di Salvini (e del governo che defilato lo lascia fare)".

 

salvini e di maio i meme sul no cinquestelle all autorizzazione a procedere per salvini

Salvini a cui proprio ieri il Senato ha negato l' autorizzazione a procedere per la precedente vicenda della Diciotti e che dunque incassa una vittoria immediata e subito ne prenota un' altra nel caso, probabile, la Procura di Agrigento proceda contro Casarini e compagni per favoreggiamento dell' immigrazione clandestina. Perché, e siamo al cuore del problema, Salvini vince anche se meriterebbe di perdere: come quel Gastone Paperone che nei fumetti Disney quando cade in una buca ne esce senza un graffio e per giunta con un portafoglio smarrito e ben fornito.

 

marcello de vito 21

Nel nostro caso, il vero colpo di fortuna del ministro è aver trovato degli alleati di governo come i Cinque Stelle che si adoperano in modo indefesso per spianargli la strada verso le vette del potere. Dei generosi donatori di sangue che si consumano nel sacrificio supremo, giorno dopo giorno, mentre lui si gonfia di voti e di boria. Nel mercoledì appena trascorso, mentre al Senato l' Avis grillino si accingeva a salvare Salvini dal processo, il pentastellato Marcello De Vito, presidente del Consiglio comunale di Roma, veniva spedito dietro le sbarre con l' accusa di corruzione.

 

edoardo rixi 2

Con il che gli esponenti del già malconcio M5S finivano nel tritacarne di chi non vede l' ora di arruolarli nel magna magna del sono tutti uguali (anche se nel caso in questione e fino a prova contraria, trattasi di responsabilità penale individuale). Categoria, quella del magna a cui per un vero prodigio riesce a sottrarsi il Gastone del Carroccio, pur se gravato dal bottino di quei 49 milioni illecitamente incamerati ma che il partito potrà finire di restituire, per grazia ricevuta dalla magistratura genovese, tra appena 81 anni.

matteo salvini armando siri

 

 Questo senza contare i problemucci del sottosegretario Armando Siri (bancarotta) e del viceministro Edoardo Rixi (spese pazze alla Regione Liguria), che sono un po' i Cip & Ciop della Lega, ma di cui sui giornali (quasi) nessuno ricorda i trascorsi. Insomma, tutti lavorano per Salvini. Perfino le Ong nostrane che quando al ministro della Paura manca la materia prima gliela vanno a recapitare direttamente al Viminale.

marcello de vito 20luigi di maio matteo salvini san valentino salvini di maiovirginia raggi marcello de vitomarcello de vito 22

Ultimi Dagoreport

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?