SLIDING DOORS A NEW YORK! UN PALAZZO HA 2 ENTRATE: UNA PER I RICCHI E L’ALTRA (SUL RETRO) PER I POVERI - BUFERA SU DE BLASIO PER LA NUOVA FORMA DI APARTHEID - UNA DISOCCUPATA: “È LA NUOVA SEGREGAZIONE. SIAMO TUTTI NERI E ISPANICI E GLI ALTRI CI TENGONO A DISTANZA”

Paolo Mastrolilli per “La Stampa”

 

La porta dei poveri è al numero civico 34, anonima ma decente; quella dei ricchi al numero 22, ordinata ma non fastosa. Passandoci davanti, uno nemmeno se ne accorge, distratto dalla spettacolare vista di Manhattan che si intravede alla fine della strada, sulla sponda occidentale dell’East River. Eppure questo moderno condominio di Williamsburg, The Edge, è una Ferguson in miniatura, con tanto di tensioni razziali pronte a esplodere. 

 

Il complesso «The Edge» a Williamsburg, Brooklyn. Il complesso «The Edge» a Williamsburg, Brooklyn.

L’edificio è diviso a metà: da una parte le magnifiche e costosissime case dei ricchi, tutte vetrate con vista sul fiume; dall’altra le abitazioni più modeste, con affitto popolare, destinate a chi guadagna poco o nulla. Ingressi diversi, nello stesso palazzo, per evitare che questi due mondi così lontani si incontrino, anche solo per caso.

 

«Ma nascondere la realtà - ci dice Christina, una delle abitanti delle case popolari - è inutile. Questa è la nuova segregazione, perché nella zona dei poveri abitano solo persone delle minoranze, cioè neri e ispanici. È una discriminazione che nasce dai soldi, ma poi riguarda l’insieme dei rapporti umani, e crea molta tensione». 

 

chiara de blasio rivela la sua dipendenza dalle droghe chiara de blasio rivela la sua dipendenza dalle droghe

lex sindaco di New York Michael Bloomberg lex sindaco di New York Michael Bloomberg

Tutto nasce da una modifica nei piani regolatori di New York, proposta nel 2009 dall’allora sindaco Bloomberg, ma votata anche dall’allora consigliere comunale de Blasio. Il problema era offrire «affordable housing», in una città che stava diventando sempre più una comunità esclusiva per ricchi.

 

Bloomberg allora aveva pensato di offrire ai costruttori la possibilità di occupare più metri quadrati di quanto consentito dalla legge, per tirare su i loro condomini di lusso, ma in cambio avrebbero dovuto realizzare negli stessi edifici anche case popolari, offerte con una lotteria ai meno abbienti.

Il complesso «The Edge» a Williamsburg, Brooklyn. Il complesso «The Edge» a Williamsburg, Brooklyn.

 

L’idea era sembrata geniale, al punto che lo stesso liberal de Blasio l’aveva appoggiata, ma la sua realizzazione ha tradito almeno in parte i propositi. I costruttori infatti hanno pensato bene di separare le due comunità, per non far perdere valore agli appartamenti che ai piani alti vendevano anche per 25 milioni di dollari. Così i ricchi hanno avuto i loro ingressi, con portiere, servizi, palestra e piscina, mentre i poveri entrano da una porta laterale più modesta e non custodita. 

 

È successo a The Edge, sulla North 6th Street di Williamsburg, Brooklyn, e succederà anche con il nuovo condominio che sta per aprire al numero 40 di Riverside Boulevard, a Manhattan. Ne è nata una polemica e il sindaco de Blasio, che vuole costruire 80.000 abitazioni popolari, sta pensando di abolire la regola di Bloomberg. 

chiara e dante de blasio chiara e dante de blasio

 

Quando arriviamo davanti all’ingresso dei ricchi di Edge, sono passate da poco le cinque del pomeriggio, e Nathan sta portando a spasso il figlio. Preferisce non dare il cognome, ma per il resto si identifica: «Lavoro per un’affiliata di Fox Sport, facciamo ricerche giornalistiche per la televisione. Abito qui, nella parte dei ricchi, dal 2010. Ho potuto comprare la casa perché allora c’era la crisi economica: ora non mi potrei mai permettere i prezzi che girano».

 

BLOOMBERG BLOOMBERG

Nathan sembra un qualunque creativo di Williamsburg, rinata vent’anni fa come quartiere per gli alternativi in fuga da Manhattan, e infatti non ragiona da squalo di Wall Street: «Se devo dirti la verità, mi sento un po’ a disagio. Questa suddivisione degli spazi non mi piace; sarebbe meglio se tutti gli inquilini entrassero dalla stessa porta e usassero gli stessi servizi.

 

chiara e bill de blasio chiara e bill de blasio

Perché escludere i poveri dalla palestra, ad esempio? Però capisco anche i proprietari che non vogliono mettere a rischio il valore dei loro investimenti. Molti hanno comprato o poi affittato, ma se il palazzo prende una brutta reputazione, i prezzi crollano». Nathan osserva la «porta dei poveri» e conclude: «Alla fine, queste persone hanno ottenuto di vivere in buone case per un costo ragionevole: è la cosa più importante». 

 

Venti metri più in su c’è Christina, che vive nelle case popolari: «Ho due figli e una nipote di un anno, ma non lavoro. Prendo l’assegno di disabilità, e pago 1.270 dollari al mese di affitto». La sua storia è emblematica: «La mia famiglia è originaria di Portorico e io sono cresciuta qui. Proprio qui, dove allora c’era una fabbrica abbandonata dove ci eravamo rifugiati.

 

BILL E CHIARA DE BLASIO BILL E CHIARA DE BLASIO

Sto parlando degli Anni 70, quando qui c’erano solo papponi, prostitute, spacciatori e gang. Poi le cose sono cambiate. Sono arrivati prima gli artisti, gli alternativi, e poi i ricchi. Così hanno buttato giù la fabbrica, hanno costruito questo condominio, e hanno offerto a noi residenti di abitarci a prezzo ridotto». Una fortuna, no? «Sì, però è segregazione. Qui siamo tutti neri e ispanici, e gli altri ci tengono a distanza. Io però respiro la stessa aria, e i miei soldi saranno pure meno, ma valgono lo stesso. Il problema in origine è economico, ma poi diventa razziale e sociale. E quando c’è di mezzo la razza, poi arrivano sempre anche i guai». 

 

 

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