ursula von der leyen emmanuel macron olaf scholz joe biden giorgia meloni

TE PAREVA: QUANDO L’EUROPA FA LA VOCE GROSSA, È UNA FREGATURA PER L’ITALIA – I MEGA SUSSIDI PUBBLICI VARATI DA BIDEN PER SOSTENERE LE IMPRESE AMERICANE HANNO FATTO INCAZZARE LA COMMISSIONE EUROPEA, CHE IERI HA INVOCATO UNA RISPOSTA “STRUTTURALE” DELL’UE. TRADOTTO: BRUXELLES ALLENTEREBBE LE LIMITAZIONI AGLI AIUTI DI STATO, MA SOLO PER CHI HA RISORSE DA INVESTIRE, CIOÈ FRANCIA E SOPRATTUTTO GERMANIA. MENTRE L’ITALIA, CHE NON HA SOLDI DA SPENDERE, RIMARREBBE APPESA E MAZZIATA: ESPORTA TANTISSIMO IN USA, MA NON HA MARGINI FISCALI PER INTERVNIRE…

giorgia meloni ursula von der leyen 1

1 - URSO, PIÙ SPAZIO A AIUTI DI STATO IN UE PENALIZZEREBBE L'ITALIA

(ANSA) - La proposta della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen sulla possibilità di migliorare il quadro normativo degli aiuti di Stato "potrebbe aggravare la questione europea perché vi sono Paesi come la Germania, che hanno risorse importanti e significative da poter investire ,e altri paesi come l'Italia, non soltanto l'Italia anche la Francia e altri Paesi europei che non hanno queste risorse nazionali", averte il ministro Adolfo Urso, ospite di Omnibus su La7.

 

adolfo urso

 "Ci troveremmo come ci siamo ritrovati sul fronte energetico con la Germania che sussidia le imprese le famiglie e quindi crea un vantaggio competitivo rispetto alle imprese e alle famiglie italiane, francesi e europee . Questo sarebbe una toppa peggiore del buco. La risposta deve essere europea come quella del Pnrr. un'altra ipotesi ho letto come possibili proposte è quella di un fondo sovrano europeo".

 

Adolfo Urso ricorda le mosse degli Stati Uniti per poi sottolineare che l'Europa ha "la necessità di varare un grande piano industriale produttivo che consenta alle imprese europee di reggere questa sfida e magari di incentivare gli investimenti in Europa". Serve "una risposta europea".

 

2 - «SÌ AGLI AIUTI DI STATO» LA MOSSA DELL'EUROPA PER FRENARE GLI USA

Estratto dell’articolo di Gabriele Rosana per “il Messaggero”

 

emmanuel macron joe biden

«Sostegni pubblici più facili per le aziende Ue» e un «fondo comune per la sovranità industriale» del continente. Per Ursula von der Leyen, l'Europa non deve perdere altro tempo e, anzi, darsi da fare per «semplificare e adattare» le sue regole sugli aiuti di Stato in modo da consentire alla proprie industrie di competere con quelle americane.

 

Soprattutto alla luce dell'Inflation Reduction Act (Ira), il maxi-piano di investimenti green dal valore di 369 miliardi di dollari (circa 350 miliardi di euro) che sarà in vigore negli Stati Uniti dal prossimo anno: un bazooka di sussidi pubblici alla produzione e al consumo senza precedenti per sostenere le industrie americane nella transizione ecologica, dai pannelli solari alle pale eoliche, dalle lavatrici eco alle auto elettriche.

joe biden ursula von der leyen

 

[…] La presidente della Commissione Ue ha per la prima volta rotto gli indugi, ieri, e messo in chiaro quale potrà essere la risposta europea a una strategia che rischia di incrinare l'unità transatlantica. […]

 

Per la numero uno di palazzo Berlaymont «la nuova e più assertiva politica industriale dei nostri competitor richiede da parte nostra una risposta strutturale»: passa dalla modifica delle rigide maglie delle regole sugli aiuti di Stato, uno dei pilastri del diritto Ue, per dare alle capitali gli strumenti per sostenere le proprie imprese, e arriva a prendere le forme di un nuovo schema di finanziamento comune.

 

JOE BIDEN OLAF SCHOLZ PEDRO SANCHEZ EMMANUEL MACRON RISHI SUNAK AL G20

«L'Europa ha costruito un sistema molto sofisticato, ma le imprese oggi vogliono regole semplici e prevedibili - è l'autocritica di von der Leyen -. Noi siamo molto attenti ad evitare distorsioni della concorrenza nel nostro mercato unico, ma adesso dobbiamo rispondere anche alla crescente concorrenza globale».

 

E siccome c'è il rischio che l'Inflation Reduction Act «porti a una concorrenza sleale e frammenti le filiere critiche già messe a dura prova dalla pandemia», ciò che Bruxelles può fare è mettere in campo «una risposta europea», cioè investimenti comuni: «Sebbene sia fondamentale che gli Stati abbiano la flessibilità di investire in settori strategici, l'approccio non può essere autonomo. Favorirebbe quelli con tasche profonde e porterebbe a distorsioni che finirebbero per minare il mercato unico».  […]

 

3 - I TIMORI DEL GOVERNO SULLA RISPOSTA UE «NON FAVORISCA FRANCIA E GERMANIA»

Estratto dell’articolo di  Francesco Malfetano per “il Messaggero”

 

URSULA VON DER LEYEN OLAF SCHOLZ

[…] Un terremoto, spiega una fonte che segue da vicino il dossier per l'Italia, temuto da tutta «l'Europa dei fondatori». A dimostrarlo del resto sono i toni duri utilizzati dal presidente francese Emmanuel Macron e dal ministro delle Finanze tedesco Robert Habeck che ieri hanno spinto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen a parlare per la prima volta di «concorrenza sleale» da parte degli Stati Uniti.

 

[…] Al momento tra chi prospetta di gestire la partita con l'imposizione di dazi e chi immagina l'uso di strumenti di recente approvazione come l'International procurement instrument nato per correggere eventuali disuguaglianze sugli appalti internazionali, l'idea che pare prevalere a Bruxelles nel caso falliscano le trattative con gli americani sembra essere quella di adottare sussidi paragonabili a quelli voluti da Joe Biden per circa 400 miliardi di dollari (il cosiddetto piano Buy european).

 

joe biden ursula von der leyen 1

Una soluzione che però, l'esecutivo italiano non fatica a bollare come «discutibile» perché «potenzialmente favorisce chi ha il miglior cassetto fiscale». E cioè c'è il timore che, se distribuiti senza una logica egualitaria, gli ipotetici fondi della Ue finiscano con l'avvantaggiare chi ha già altri sussidi o legislazioni favorevoli. Ovvero, ad esempio, proprio la Germania o la Francia. Per questo a palazzo Chigi c'è chi si dice pronto a dare battaglia in Europa.

 

LA SOLUZIONE

«La strada da percorrere è una soluzione comunitaria, un buy european senza aiutini per i soliti Paesi». In altri termini alla contrapposizione con gli Usa, farà con ogni probabilità seguito un duro confronto all'interno dei Ventisette, già concentrati approssimativamente attorno a tre posizioni diverse.

URSULA VON DER LEYEN

 

Da un lato ci sono i Paesi contrari a prescindere agli aiuti comunitari (ovvero i soliti frugali come la Norvegia o l'Olanda che sostengono come l'Ue già fornisca sussidi green paragonabili a quelli americani) e quelli che esportano poco negli Usa o hanno interessi geostrategici prevalenti in questo momento (come i Baltici, che necessitano del sostegno americano in ottica anti-Russia), dall'altro chi avallerebbe gli aiuti cercando però di avvantaggiarsene rispetto ai concorrenti (come Germania e, in parte, Francia e Belgio), e infine quei Paesi che esportano tanto al di là dell'Atlantico ma hanno margini fiscali ristretti.

 

ADOLFO URSO GIORGIA MELONI

Quest' ultimo è il caso dell'Italia che, quindi, si trova a far fronte comune con Slovacchia e Romania ad esempio, ma anche con i soliti alleati del fronte mediterraneo: Spagna, Grecia e Portogallo. Un ennesimo terreno di scontro che però, ragionano gli esperti italiani in contatto con la Commissione, stavolta potrebbe cementare alleanze inattese. Il rischio, infatti, è considerato «davvero troppo alto».

EMMANUEL MACRON OLAF SCHOLZ MACRON E SCHOLZ

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”