la stanza dell orgia di bruxelles szajer jozsef

FERMI TUTTI! PARLA L'ORGANIZZATORE DELL'ORGIA DI BRUXELLES: ''SZAJER SI ERA IMBUCATO CON UN AMICO. POLACCHI, UNGHERESI, FRANCESI, TEDESCHI. VENGONO DA TUTTA EUROPA, FINO A 100 ALLA VOLTA. DEL PARTITO DI ORBAN SONO ALMENO 9. SPESSO SONO DI ESTREMA DESTRA E FINGONO DI ESSERE OMOFOBI IN PATRIA, POI VENGONO QUI E…'' - ''PARLIAMO, BEVIAMO, COME IN UN BAR. L'UNICA DIFFERENZA È CHE NEL FRATTEMPO FACCIAMO SESSO. QUANDO È ARRIVATA LA POLIZIA CI HA CHIESTO I DOCUMENTI, MA ERAVAMO TUTTI NUDI'' - LA FOTO DELLA STANZA IN CUI SI SONO AMMUCCHIATI IN 25. ECCO PERCHE' SONO STATI BECCATI

orban jozsef szajer

DALL’ACCOUNT TWITTER DI VALERIE HOPKINS

L'organizzatore dell'orgia a Bruxelles ha parlato di nuovo. "Vengono per le orge politici da Ucraina, Francia, Germania, Paesi Bassi, Lussemburgo, Svizzera e Spagna". Tuttavia, gli ospiti più frequenti sono polacchi e ungheresi. Secondo Manzheley, 9 politici della Fidesz di Orban hanno partecipato alle orge. Ha anche detto che 4 membri del PiS polacco partecipano 2-3 volte all'anno "per orge particolari", fino a 100 persone alla volta. Secondo lui, non sono deputati al Parlamento europeo, ma funzionari o ricoprono incarichi di governo.

la stanza dell orgia di bruxelles

 

I politici polacchi e ungheresi, per mantenere le loro posizioni, devono fingere di essere d'accordo con i loro leader sulle posizioni contro la comunità Lgbt.

 

"Questo è il motivo per cui preferiscono venire all'estero a divertirsi - dice Manzheley - Se dovesse emergere questa loro attitudine nei loro paesi, significherebbe la fine della loro carriera. A causa delle regole delle loro società, non possono parlare apertamente della loro omosessualità". Ovviamente è molto difficile verificare queste affermazioni.

 

 

 

 

 

ORGIA GAY, EURODEPUTATO NEI GUAI. L'ORGANIZZATORE: «SI È IMBUCATO. IL BLITZ? COLPA DELL'INVIDIA DELLE ORGE RIVALI»

Da www.leggo.it

 

david manzheley

Si continua a parlare di József Szájer, l'eurodeputato di Fidesz scoperto mentre partecipava ad un'«orgia gay» a Bruxelles, in palese violazione delle regole del lockdown. Sposato e grande sostenitore dei matrimoni esclusivamente eterosessuali, Szájer si era dimesso a sorpresa domenica, senza fornire spiegazioni. Ieri poi ha rilasciato una dichiarazione, dopo che la notizia e le circostanze del suo arresto avevano cominciato a circolare sui media.

 

Secondo il vice procuratore della regione di Bruxelles, l'ex eurodeputato era stato arrestato con le mani insanguinate, dopo che un passante lo aveva visto «calarsi dalla grondaia» mentre tentava di fuggire al raid della polizia. Szájer ha ammesso di essre stato ad una «festa privata», ma ha sostenuto che le droghe trovate in suo possesso gli erano state messe addosso a sua insaputa: si è poi scusato con la sua famiglia, ma non ha fatto alcun riferimento alla natura della «festa». La polizia belga ha aperto un'indagine sull'accaduto e sul possesso di droga da parte di Szájer.

 

david manzheley

L'organizzatore del festino, un 29enne di nome David Manzheley, ha riferito al quotidiano belga Hln di non conoscere Szájer, che si sarebbe letteralmente 'imbucato' alla festa in quanto in compagnia di un altro invitato. «Invito sempre un po' di persone alle mie feste, che a loro volta portano con sé degli amici, e ci divertiamo insieme. Parliamo, beviamo, proprio come in un bar. L'unica differenza è che nel frattempo facciamo sesso gli uni con gli altri», ha spiegato Manzheley.

 

All'arrivo della polizia i partecipanti erano «tutti nudi»: «Gli agenti ci chiedevano i documenti, ma noi eravamo tutti nudi», ha detto, dando poi la colpa del blitz alle 'orge rivali', invidiose delle sue feste e «della sua capacità di attirare più uomini ai miei party», le sue parole, afferma 20minutos.es. Quando all'opportunità di organizzare una festa del genere in tempi di Covid, Manzheley si è giustificato: «Ho invitato solo persone che avevano già avuto il Covid ed erano guariti. Tra loro c'erano anche due infermieri, mi hanno assicurato che non era pericoloso», scrive Repubblica.

jozsef szajer

 

ORBAN LO SCARICA Intanto Viktor Orbán ha scaricato definitivamente Szájer: «Quello che ha fatto il nostro parlamentare József Szájer non ha posto tra i valori della nostra famiglia politica», ha detto il premier ungherese. «Non dimenticheremo né ripudieremo i suoi 30 anni di lavoro, ma le sue azioni sono inaccettabili e indifendibili», ha aggiunto Orban, riferendo che Szájer ha lasciato il partito, lo stesso del premier, dopo essersi già dimesso dal suo incarico di europarlamentare durante il fine settimana.

 

L'imbarazzo per il partito del premier è stato grande, dopo che venerdì sera Szájer è stato scoperto dalla polizia di Bruxelles mentre tentava di fuggire da un festino che violava le norme di distanziamento in vigore in Belgio. Oltre all'atteggiamento tradizionalista di Fidesz in termini di diritti, ad aggiungere ulteriore imbarazzo sono state le posizioni personali di Szájer e il suo impegno per inserire nella Costituzione la definizione del matrimonio come istituzione riservata alle persone eterosessuali.

jozsef szajer

 

Parole analoghe a quelle del premier Orban sono state espresse anche dal gruppo di Fidesz al Parlamento europeo, per il quale le dimissioni di Szájer sono state «la decisione giusta». Prima dell'intervento di Orban, i membri del governo ungherese non hanno voluto rilasciare dichiarazioni sulla vicenda, quando sosno stati pressati dai giornalisti al loro arrivo, stamattina, alla riunione di gabinetto.

jozsef szajer

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…