DELITTO A WALL STREET SENZA CASTIGO - A 5 ANNI DAL CROLLO DELL’ECONOMIA GLOBALE CONDANNATO SOLO UN GIOVANE TRADER FRANCESE (DI GOLDMAN SACHS)

Francesco Guerrera per il Wall Street Journal, pubblicato da La Stampa

Il capro espiatorio della crisi finanziaria ha il volto angelico e l'accento francese di Fabrice Tourre, un giovane ex trader di Goldman Sachs. Un paio di settimane fa, una giuria riunita nella corte federale di Manhattan ha deciso che Tourre aveva defraudato gli investitori con una delle obbligazioni «tossiche» vendute da Goldman poco prima del crollo del mercato delle case americano.

Tourre, che a Wall Street è famoso per un'email a una fidanzata in cui si ribattezzò «il favoloso Fab», non andrà in prigione perché il processo era civile. Ma questo ragazzotto cresciuto nei sobborghi di Parigi potrebbe passare alla storia come il più grande scalpo preso da giudici e procuratori per infrazioni commesse durante la Grande Recessione del 2008-2009.

Il fatto che un trader sconosciuto e senza tante responsabilità possa diventare il nemico pubblico numero uno per una crisi che ha messo in ginocchio l'economia mondiale è sconcertante.

A cinque anni dagli eventi storici del 2008 - il crollo di Lehman Brothers, la paralisi del commercio internazionale e una lunga, gelida recessione negli Usa e in Europa - non ci sono colpevoli di rango.

Banche e individui hanno pagato centinaia di miliardi di dollari per risarcire le vittime di una bolla immobiliare e finanziaria senza precedenti. Ma, per ora almeno, il favoloso Fab è l'unico a essersi alzato dal banco degli imputati dopo essere stato giudicato colpevole.

Questa mancanza di condanne e condannati è forse uno dei motivi per cui la crisi sembra ancora così vicina e fa ancora paura: senza capri espiatori, la catarsi è più difficile. Con un'economia americana che, come ha confermato la Federal Reserve questa settimana, è senza infamia e senza lode, recuperare dal trauma di mezzo decennio fa è ancora più complicato.

Ma la domanda vera è se la scarsità di rei sia il prodotto della scarsità di reati. Se, nonostante tutto, la crisi sia stata causata non da crimini ma da errori, enormi ma commessi in buona fede.

È una questione che divide l'opinione pubblica americana e il mondo finanziario e che diventerà ancora più importante mentre ci si prepara a commemorare il 15 settembre, l'anniversario del collasso di Lehman.

Un bel pezzo del ceto politico - soprattutto tra i democratici di sinistra - e della «gente comune» - chi scrive lettere ai giornali (e ai giornalisti, a giudicare dal mio inbox...), i blog, gli attivisti che proteggono risparmiatori e consumatori etc. - si sta strappando i capelli.

In America si dice spesso che la frode fiscale è un crimine «senza vittime», nel senso che ne risente solo il governo, ma per i critici di Wall Street, la crisi finanziaria sembra essere un crimine senza colpevoli.

Com'è possibile - si chiede gente come Sheila Bair, che era a capo di una delle authority di settore durante il periodo caldo del 2008-2009 - che un'enorme parte dell'economia crolli sotto il peso di strumenti finanziari di dubbio uso e che nessuno ne paghi le conseguenze?

Il corollario è che regolatori e procuratori non hanno fatto il proprio mestiere, incapaci di trovare le prove per mettere in galera nomi importanti.

La risposta ufficiale a queste invettive è arrivata questa settimana dal ministro della Giustizia dell'amministrazione Obama. In un'intervista con il Wall Street Journal, Eric Holder ha detto che il suo ministero sta preparando una serie di processi contro i responsabili della crisi. Non ha dato dettagli ma ha aggiunto, con toni minacciosi, che chi «ha inflitto danni al sistema finanziario americano non si deve sentire al sicuro solo perché è passato un po' di tempo».

Un messaggio duro ma che dovrà essere provato in Corte, di fronte a giurie che spesso non sono d'accordo con chi vuole incarcerare Wall Street. Nel 2009, pochi mesi dopo l'arrivo di Holder, fu proprio il suo ministero a prendere una batosta clamorosa, perdendo uno dei primi casi importanti della crisi, contro due ex funzionari della Bear Stearns, la banca che crollò quattro mesi prima di Lehman.

Il problema - emerso nel processo Bear Stearns e in altri casi seguenti - è che è estremamente difficile provare che Wall Street ha commesso dei crimini in un periodo in cui un'intera economia si è sbriciolata. Basta solo pensare alle condizioni del pre-crisi: né le banche centrali, né gli «esperti» (e tra loro ci metto la stampa), né tantomeno i consumatori riuscirono ad anticipare lo scoppio della bolla immobiliare Usa e i suoi effetti devastanti sul resto del pianeta.

È un vecchio adagio della giustizia: se sono colpevoli tutti, non è colpevole nessuno. O, come mi ha detto questa settimana uno che era a capo di una delle grandi banche nel 2008, «essere un cattivo manager non è un crimine». Fino a quando mastini come Holder non riescono a provare il contrario, la mia fonte ha ragione. Di incompetenza ce n'è stata tanta, di criminalità poco o nulla.

Il che significa che per dimenticare i dolori della crisi, per ritornare a sperare e a spendere, i consumatori americani non potranno contare sull'effetto depurativo che potrebbe dare la vista di un paio di banchieri finiti dietro le sbarre dopo una condanna.

Per il male di cuore, si dice che il tempo aiuta, ma per i malanni finanziari l'unica cura è la crescita economica. I guadagni di oggi fanno dimenticare le perdite di ieri. Ma l'economia Usa non sta cooperando. Vivacchia e non sembra innestare la marcia giusta. Dà barlumi di luce, ma non la ancora grande energia di cui ci sarebbe bisogno.

Persino la Fed non sa cosa fare. I dettagli dell'ultimo incontro - rilasciati questa settimana - hanno rivelato una banca centrale spaccata a metà, divisa tra il desiderio di smettere di pompare denaro gratis nell'economia e il terrore di far ricadere il Paese nella recessione. La Fed è lo specchio dell'America di oggi. Vogliosa di cambiamento, pronta a sperare in un futuro migliore ma frustrata da una realtà che non sembra migliorare. In un frangente così, attaccare un povero francesino dall'email facile non è una soluzione accettabile.

 

 

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