giuseppe conte enrico letta

IL PASSO AVANTI PER LA NOSTRA DEMOCRAZIA: CHI PERDE LE ELEZIONI, NON DEVE GOVERNARE - PAOLO MIELI: “CHI DEVE SCEGLIERE IL GOVERNO, IL PARLAMENTO O GLI ELETTORI? LA SINISTRA VUOLE CHE SIANO LE CAMERE, CON UNA GENERICA INDICAZIONE DELL’ELETTORATO, PERCHÉ NON SI FIDA DELLA PROPRIA CAPACITÀ DI DAR VITA AD UNA COALIZIONE CHE RACCOLGA UN VOTO DEGLI AVVERSARI. ANZI, NON SA NEANCHE COSTRUIRLA UNA COALIZIONE. LA SINISTRA ITALIANA FAREBBE BENE A GUARDARE QUEL CHE SUCCEDE IN GRECIA, DOVE…”

Estratto dell’articolo di Paolo Mieli per il “Corriere della Sera”

 

paolo mieli cartabianca

La novità è che, dopo le elezioni di domenica scorsa in cui il centrodestra ha vinto con oltre il 40 per cento dei voti, tra la fine di giugno e gli inizi di luglio la Grecia tornerà alle urne. Si voterà, stavolta, con un sistema elettorale diverso che assegnerà al partito con più suffragi — presumibilmente Nea Demokratia di Kyriakos Mitsotakis — un consistente premio: fino a 50 seggi (su 300).

 

Le sinistre contavano su risultati diversi: i sondaggi prevedevano per Syriza di Alexis Tsipras poco meno del 30 per cento, invece l’ex primo ministro ha ottenuto appena più del 20. […] Così a decidere chi governerà la Grecia per i prossimi anni, non sarà il Parlamento, ma l’elettorato.

kyriakos mitsotakis.

 

[…] si torna sempre lì: chi deve scegliere il governo, il Parlamento coadiuvato dal capo dello Stato o gli elettori? La sinistra — in Grecia, come in Italia — vuole che siano le Camere, eventualmente con una generica indicazione dell’elettorato. Così, del resto è scritto nella Costituzione. Pur se la Costituzione su alcuni punti specifici può essere cambiata e la stessa sinistra non si è tirata indietro quando ha ritenuto che fosse il caso di farlo.

alexis tsipras

 

La realtà è però che in Grecia come in Italia il centrosinistra non si fida della propria capacità di dar vita ad una coalizione che raccolga un voto in più di quelli che prendono gli avversari. Anzi, non sa neanche costruirla una coalizione. […] La sinistra […] accettò il principio del maggioritario venticinque anni fa quando al timone c’era Romano Prodi (e con lui Arturo Parisi). Poi sfasciò tutto e nell’ultimo decennio ha contato solo sul gioco delle alleanze in Aula, quello per cui l’importante non è vincere le elezioni bensì trovare in Parlamento partiti o gruppi di transfughi disponibili a dar vita ad un governo.

arturo parisi romano prodi

 

Li si trova sempre. Il punto adesso è: […] la sinistra immagina […] di dedicarsi alla costruzione di nuove «unità nazionali»? Sembra di no. Come fare allora a darci strumenti che consentano di resistere alla tentazione tornare allo scorso decennio? Probabilmente è di questo che si parla quando viene messo sul tavolo l’incartamento del presidenzialismo.

 

[…] La sinistra greca e anche quella italiana promettono che — in caso di sconfitta — non parteciperanno più a governi pasticciati, costruiti in Parlamento […] Intenzione lodevole. Ma la serietà dell’intento potrà essere giudicata sulla disponibilità a condividere un modello istituzionale che renda difficili o addirittura impossibili governi sorretti da partiti sconfitti in una competizione elettorale.

draghi cingolani giorgetti mattarella

 

Si può (anzi, si deve) contemplare che in situazioni di emergenza al capo dello Stato sia concesso di dar vita a governi, appunto, emergenziali quale fu quello di Samaras ed è stato quello (ben diverso) presieduto da Mario Draghi. Ma dovrebbe esserci l’intesa sul fatto che a un governo del genere non dovrebbe prendere parte nessun esponente di partito. A nessun livello. In altre parole: chi perde le elezioni non dovrebbe poter andare al governo. A nessun titolo. Sul ponte di comando si potrà salire esclusivamente dopo aver conquistato la maggioranza nelle urne. […]

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…