A UN PASSO DALLA GUERRA - PERES E NETANYAHU, STOP RAZZI O PRONTI A INVASIONE - GAZA, NUOVO BILANCIO, 73 MORTI E 550 FERITI - I RAZZI DI HAMAS SFIORANO UNA CENTRALE NUCLEARE

Ansa.it

 

I raid aerei su Gaza I raid aerei su Gaza

Tre differenti raid aerei israeliani nella notte nel sud della Striscia di Gaza hanno provocato 14 morti, di cui 13 nella città di Khan Yunes. A Khan Yunes un primo raid ha colpito una stalla uccidendo sei persone e ferendone altre. Più tardi in un altro attacco, dove sono state colpite due abitazioni, sono morti tre donne e quattro bambini. Infine, un ultimo raid ha interessato il campo profughi di Nusseirat, con la morte di una persona.

NETANYAHU AL FUNERALE DEI RAGAZZI RAPITINETANYAHU AL FUNERALE DEI RAGAZZI RAPITI

 

Gaza, nuovo bilancio, 73 morti e 550 feriti - 73 morti, 550 feriti e 105 case distrutte. Questo il bilancio aggiornato delle perdite palestinesi a Gaza negli ultimi tre giorni di combattimenti con Israele. Lo riferiscono i media locali. Dei 73 morti totali degli intensi raid aerei israeliani, 14 si sono aggiunti la scorsa notte.

 

Peres, stop razzi o pronti a invasione

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Se i razzi non cesseranno, Israele estendera' l'intervento e l'operazione terrestre potrebbe essere inevitabile. Il primo ministro Benyamin Netanyahu, cosi' come il presidente Shimon Peres, non ha nascosto le intenzioni dello stato ebraico mentre il presidente palestinese Abu Mazen ha definito la situazione a Gaza ''un massacro e un genocidio''. Il secondo giorno di confronto tra Hamas e Israele ha sempre piu' il contorno di una guerra vera e propria.

 

Su Israele in due giorni - secondo il portavoce militare - sono stati lanciati piu' razzi che in tutto lo scontro del 2012: 220 razzi dall'inizio delle operazioni, di cui solo oggi oltre 70 (anche su Tel Aviv e la sua area metropolitana).

 

"L'operazione sarà estesa e proseguirà fino a quando - ha ammonito Netanyahu che sembra aver ritrovato l'unita' del suo governo e del paese - gli spari verso le nostre città non cesseranno del tutto e la calma ritornerà". Anche il presidente Shimon Peres - in carica ancora per pochi giorni- ha messo in guardia Hamas che l'offensiva di terra potrebbe cominciare ''a breve''. '

 

'Li abbiamo avvisati. Gli abbiamo chiesto di fermarsi - ha ricordato Peres - abbiamo atteso un giorno, due, tre e loro hanno continuato. Ed hanno sparso il loro fuoco su molte aeree di Israele''. Il leader palestinese - che ha detto di essere in contatto con l'Onu e l'Egitto - ha attaccato duramente Israele minacciando il ricorso alle agenzie internazionali, compresa la Corte penale dell'Aja.

 

2. I RAZZI DI HAMAS SFIORANO UN REATTORE

Fabio Scuto per “La Repubblica”

 

shimon peresshimon peres

Il primo ministro Benjamin Netanyahu, così come il presidente Shimon Peres, non nascondono i drammatici risvolti di questa crisi. Perché si fanno ogni giorno più precisi gli artiglieri di Hamas. La pioggia di razzi da Gaza ha colpito il nord, in centro e il sud di Israele fin nel cuore del deserto del Negev, dove ieri sera due M-75 si sono schiantati nella sabbia non distanti dalla centrale nucleare di Dimona.

 

Una bordata di sette razzi ha lasciato la sua scia luminosa nel cielo buio traversando tutta la regione di Eshkol, diretti nel cuore energetico di Israele. Cinque sono stati intercettati da una batteria Iron Dome, altri due sono “passati” perché il sistema di Difesa antimissile ha stabilito che con la loro traiettoria non avrebbero colpito la centrale.

 

È questa la nuova strategia di Hamas, della Jihad islamica e degli altri gruppi armati della Striscia che superate le divisioni adesso si dicono uniti nella “resistenza” contro l’attacco di Israele, il lancio multiplo nella speranza di “bucare” il sistema.

ABU MAZENABU MAZEN

 

Dagli arsenali nelle caverne scavate sotto la Striscia ieri sono usciti decine di razzi a lungo raggio, di fabbricazione cinese, russa, iraniana, siriana, contrabbandati dai tunnel sotto la frontiera col Sinai e assemblati nelle officine clandestine del braccio armato del movimento

islamico. E vanno lontano.

 

Sono arrivati fino a Hadera che dista dalla Striscia di Gaza poco meno 120 chilometri, sono in grado di tenere sotto l’incubo tutte le città israeliane, come Tel Aviv dove la giornata ieri si è aperta con altri cinque ordigni in arrivo da Gaza, intercettati tutti dalla batteria anti-missile.

 

Ma le sirene hanno risuonato decine di volte nelle cittadine del sud a Holon, Rishon Lezzyyon, a nord a Hadera e nella zona di Haifa. Con i temibili M302s a lunga gittata: una novità che Israele imputa alle forniture dell’Iran e della Siria. Se per ora non ci sono vittime lo si deve all’ Iron Dome che ha riportato il 90 per cento di successo. Ma — come previsto dall’esercito — nessun posto in Israele sembra essere più al sicuro. Chiuso per motivi di sicurezza il piccolo aeroporto sulla Dov — alla periferia di Tel Aviv — mentre i voli al Ben Gurion arrivano e decollano solo verso nord, con cancellazioni e ritardi.

palestinese membro di hamaspalestinese membro di hamas

 

Sessanta chilometri più a sud la situazione non è meno drammatica. Un diluvio di fuoco -500 tonnellate di esplosivi - si è abbattuto ieri sulla Striscia, Caccia F-16, droni con i micidiali missili “hellfire”, elicotteri da combattimento hanno martellato Gaza e con il numero dei raid è andato via via aumentando il numero delle vittime, 52 in due soli di giorni, diminuisce il numero dei miliziani uccisi mentre aumenta quello delle vittime civili. I feriti negli ospedali sono quasi cinquecento Le strade sono deserte, i negozi — tranne le panetterie — sono chiusi.

 

L’unico luogo affollato è l’ospedale Shifa di Gaza City, dove sono trasportati i feriti. I medici affermano di non poterli assistere a dovere tutti, i più gravi andrebbero trasferiti in Egitto. Ma il valico di Rafah con il Sinai resta chiuso. Hamas ha fatto appello al governo del Cairo, ma è stato inutile. Allora si è rivolto ai sentimenti più profondi del popolo egiziano. Gli ha dedicato gli attacchi condotti ieri contro Israele “nel decimo giorno del mese islamico del Ramadan”: il giorno esatto in cui, nel 1973, l’esercito egiziano sorprese

palestinesi addestrati da hamaspalestinesi addestrati da hamas

Israele con una offensiva sul canale di Suez. Perché anche questo, lascia intendere Hamas, sarà un Ramadan di fuoco.

 

Ieri sera il premier Benjamin Netanyahu ha telefonato alla cancelliera tedesca Angela Merkel, al segretario di Stato Usa John Kerry e al segretario dell’Onu Ban Ki-Moon. Per oggi è convocato il Consiglio di sicurezza. Netanyahu ha sottolineato che nessun Paese può accettare l’incessante lancio di razzi contro il proprio territorio e che Hamas è il vero responsabile dell’uccisione di civili a Gaza, poiché li usa come scudi umani.

 

iraq    anche bambini tra i terroristi dell isisiraq anche bambini tra i terroristi dell isis

Passare all’operazione di terra resta un’opzione aperta per il premier, anzi potremmo essere proprio alla vigilia di una “Ground Operation” in grande stile. Migliaia di soldati israeliani e carri armati sono schierati ai confini di Gaza, nei campi agricoli del sud d’Israele, aspettano solo l’ordine. Ordine che potrebbe arrivare presto come ha minacciato anche il presidente israeliano Shimon Peres, tradizionalmente una “colomba” nel mondo politico israeliano.

 

«Se non cesserà stanotte (ieri notte, ndr) il lancio di missili contro Israele, l’invasione di terra diventerà inevitabile e molto vicina», ha detto ieri sera l’anziano statista che lascerà l’incarico alla fine di questo mese. A Ramallah il presidente palestinese prosegue nella sua denuncia contro il “genocidio” del suo popolo, ha telefonato al presidente egiziano Mohammed Fattah al Sissi, ma non ha ricevuto nessuna assicurazione. Il nuovo Egitto è adesso un nemico giurato di Hamas.

iraq   l'avanzata dei jihadistiiraq l'avanzata dei jihadisti

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