di maio martina

PD, DI MAIO IN PEGGIO – IL LEADER GRILLINO OSPITE SPECIALE ALLA FESTA DELL' UNITÀ DI RAVENNA: LA MOSSA DEM PER ROMPERE IL GHIACCIO CON IL M5S - SI FA STRADA L’IPOTESI DI UN DIBATTITO CON LA SANGUIGNA TERESA BELLANOVA – IERI LA PRIMA SEGRETERIA DEL PD TARGATO MARTINA A TOR BELLA MONACA, L’IRONIA DEI RESIDENTI: "HO VISTO TANTE TELECAMERE E CARABINIERI, PENSAVO STESSERO GIRANDO DON MATTEO"

Carlo Bertini per la Stampa

 

di maio

 

Se l' operazione andrà in porto sarà di sicuro la serata clou delle feste di partito. Dal Nazareno trapela la voce che tra gli ospiti della Festa nazionale dell' Unità di Ravenna potrebbe pure figurare nientedimeno che Luigi Di Maio. E infatti dal suo entourage confermano di essere stati pre-allertati e che sono in attesa degli inviti.

Insomma, nessuna chiusura preconcetta, l' evento potrebbe essere fattibile .

 

Di Maio sarebbe l' ospite d' onore della festa, perché nessuno più di lui sarebbe in grado di attirare riflettori e telecamere in una kermesse che altrimenti non avrebbe grande seguito, visto lo stato in cui versa il mondo dei Dem.

 

Data e ora da concordare Ancora incerte, tra varie ipotesi sul tavolo, data e ora dell' arrivo a Ravenna: gli uffici del Nazareno stanno cercando di capire quando il vicepremier potrebbe dare una sua disponibilità a partecipare ad un dibattito alla Festa che aprirà i battenti il 24 agosto e chiuderà il 10 settembre.

martina

 

Con chi dovrebbe incrociare le sciabole il ministro del Lavoro e delle Attività produttive? Magari con un' esperta di queste materie, già al governo nel ruolo di viceministro negli stessi dicasteri. Nel Pd qualcuno azzarda che il format potrebbe coinvolgere una frontwoman sanguigna come Teresa Bellanova, nominata in segreteria a fianco di Martina (non nel ruolo di vice come avevano chiesto i renziani). Ma non c' è niente di sicuro e di deciso.

 

In ogni caso, la disponibilità ad aprire le porte a un ospite così ingombrante parla da sola. E svela l' intenzione dei vertici Pd di aprire il recinto del partito per intrecciare un' interlocuzione con il numero uno del M5s.

 

TERESA BELLANOVA 3

Senza che per questo vi sia un fine nascosto di imbastire chissà quale operazione di Palazzo: ovvero offrire la sponda Pd come partner di governo in caso Salvini voglia passare all' incasso dopo le Europee. «Un' opposizione all' altezza del suo ruolo deve aprire contraddizioni all' interno della maggioranza», ha risposto in proposito Maurizio Martina intervistato qualche giorno fa su questo giornale. Chiudendo la porta a una possibile collaborazione di governo. Perché «siamo molto distanti e M5S è legato mani e piedi a questa esperienza di governo egemonizzata dalla Lega».

 

TERESA BELLANOVA

Comunque sia, la voglia di ospitare Di Maio alla Festa nazionale in mezzo ai militanti indica che il nemico è un altro, Matteo Salvini. Mentre il mondo grillino va riconquistato, poiché dentro quell' elettorato c' è buona parte dei voti in uscita dal Pd, questa la convinzione che unisce tutti i capi corrente.

 

Certo, la tradizione di invitare esponenti della parte avversa alle feste dell' Unità è antica. Perfino nell' era berlusconiana non sono mancati dibattiti con ministri, e uno di questi fu il leghista Bobo Maroni, che con la sinistra ha sempre avuto un rapporto di apertura. Ma oltre a questo aspetto legato a Di Maio, sarà pure interessante vedere come sarà gestita la presenza di Nicola Zingaretti. Vedere se il candidato in campo sarà ricevuto con tutti gli onori sarà un termometro per capire se davvero Martina coltiva la voglia di candidarsi pure lui alle primarie. Voglia che finora non ha escluso, lasciando aperta ogni soluzione. Cosi come tutti gli altri capi corrente.

luigi di maio

 

Tutti schierati ai gazebo Tanto che queste fantomatiche primarie (che un big renziano ritiene si debbano fare dopo le Europee per non rischiare l' implosione definitiva del partito con un flop di presenze ai gazebo), potrebbero essere molto affollate.

 

Al di là di Graziano Delrio (che ancora non ha sciolto la riserva), c' è Gianni Cuperlo che non esclude di correre, idem Andrea Orlando. E un altro sul piede di guerra è Francesco Boccia, vicino a Emiliano, perché «in un partito che non sai cosa diventerà non ti puoi fidare di nessuno». Tradotto, tutti aspettano di capire se Zingaretti farà o meno un patto con Renzi. Insomma, se arriverà a Ravenna, Di Maio troverà ad accoglierlo un Pd balcanizzato.

 

IL PD VA A TORBELLA

Lorenzo de Cicco per il Messaggero

 

martina

La prima segreteria del Pd targato Martina si riunisce davanti a uno scaffale pieno di libri sui dinosauri estinti. Non sembra un buon auspicio, ma è da qui che il neo-leader dei democratici vuol far rinascere il suo «partito di strada». Dal Booklet Le Torri, accanto a un negozio cinese con insegna in cinese (e prodotti cinesi), nel cuore di Tor Bella Monaca, quartierone di Roma Sud dove i grillini dal 2013 in poi fanno il pieno di voti, mentre i dem sono precipitati al 13%. E infatti, dopo il blitz dei democratici, la sindaca Raggi si riaffaccerà da queste parti già lunedì, con un consiglio comunale straordinario.

 

maurizio martina

L' accoglienza per Martina e compagni, se si può dire ancora, non è proprio festosa - «non siete mai venuti», dice una signora e annotano subito le agenzie stampa, arrivate insieme a una frotta di cameraman. E infatti sembra quasi un set: «Ho visto tante telecamere e carabinieri, pensavo stessero girando Don Matteo», confessa Anna De Filippi, 67 anni, che lavora qui difronte. Di sicuro la folla non c' è. Anzi non c' è proprio nessuno, togliendo gli addetti ai lavori.

 

Né per applaudire, né per fischiare. A un certo punto un capannello di ragazze si avvicina, ma «siamo qui per i saldi». La segreteria intanto fila dietro il vetro della libreria, un po' effetto acquario. Martina sa che la sfida è ardua: «Non ho velleità che il quartiere si entusiasmi, ma da qui dobbiamo ripartire». Ci saranno altre tappe, dice, allo Zen di Palermo, oggi, poi a Napoli e Torino. Cuperlo: «La sinistra non può divorziare da questi luoghi».

 

C' era anche l' ex ministra Madia, arrivata coi mezzi pubblici, Matteo Orfini, Marina Sereni, che annuncia: «Da settembre partiranno alcuni congressi locali».

 

luigi di maio smartphone

I MILITANTI SCONTENTI È lei, Sereni, che viene spedita, in serata, al circolo Pd di Torbella, la sezione locale prima chiusa perché «pericolosa» - in piena tempesta Mondo di Mezzo - e ora riaperta. Più di un militante c' è rimasto male che la segreteria non si sia riunita qui. Lo aveva detto il deputato dem Morassut.

 

Il segretario locale, Fabrizio Compagnone, gli da ragione: «Dovevano venire al circolo, ma pazienza. Ora è importante che questa presenza nelle periferie vada avanti, vedremo nei prossimi mesi».

 

Tutto intorno ai politici, locali e nazionali, c' è il vuoto del disinteresse, una distanza che non sarà facile riaccorciare. Qualche commento positivo c' è: «Il segnale di Martina è buono, speriamo che restino». Ma il sentimento collettivo, come si dice, sembra essere un altro. Silvana Tomassini, 68 anni, titolare della storica pizzeria del centro commerciale Le Torri confessa che «non ci sto a capire nulla, ma neanche loro...», e sembra la frase cult di Ferie d' agosto. Giuseppe Sorrentino, 19 anni: «Martina chi è?

 

Non ho mai votato e non lo farò. Qui c' è tanto spaccio e poco lavoro. E le cose combaciano». Carlo Schiavo, 51 anni, gestore del bar Giroch' s: «Il Pd?

maurizio martina

Meglio se non venivano». Dice lo stesso un ragazzo che però non dà il nome, «sono pregiudicato, vengo qui sopra in caserma, a mettere la firma».

 

LUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTE

 

martina

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