unioni civili

CIRINNÀ VERSO IL BARATRO - ORA RENZI HA FINALMENTE UN PRETESTO PER DIRE: LE STEPCHILD NON SI POSSONO FARE PER COLPA DI GRILLO, ORA MEGLIO UN ACCORDO CON NCD PER PORTARE LA LEGGE A CASA - I CATTOLICI GODONO

1 - UNIONI CIVILI: IN VISTA RICHIESTA PD RINVIO ESAME DDL

in piazza per le unioni civili (9)in piazza per le unioni civili (9)

(ANSA) - In Senato si profila una nuova richiesta di rinvio dell'esame del ddl sulle unioni civili. Lo si apprende da qualificate fonti parlamentari di maggioranza. Questa volta, riferiscono all'ANSA queste fonti, a chiedere una riflessione "di qualche giorno" sarebbe il Partito democratico. La richiesta verrebbe avanzata stamani in Aula. Ieri sera l'Aula di Palazzo Madama aveva approvato la richiesta di sospensione avanzata da Sel.

 

2 - ORA RENZI HA UN PRETESTO PER ARCHIVIARE LE ADOZIONI

Da “il Foglio”

 

in piazza per le unioni civili (8)in piazza per le unioni civili (8)

Tutto rinviato a oggi per il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili. Dopo una giornata di mediazioni, riunioni e scontri nell’Aula di Palazzo Madama, il presidente del Senato Pietro Grasso ha deciso di sospendere la seduta (su richiesta della capogruppo di Sel, De Petris), che riprenderà questa mattina alle 9,30.

 

Decisiva è stata la scelta dei senatori del Movimento 5 stelle di non sostenere l’emendamento Marcucci (il cosiddetto “super canguro”) che avrebbe fatto decadere la maggior parte degli emendamenti proposti al disegno di legge dalle opposizioni, in particolare sul contestato articolo 5 riguardante la stepchild adoption, che secondo il capogruppo Pd Luigi Zanda sarà votato a scrutinio segreto.

in piazza per le unioni civili (7)in piazza per le unioni civili (7)

 

“Andiamo avanti con i 500 emendamenti e facciamolo a voto palese”, aveva detto Alberto Airola (M5s), dopo il ritiro da parte della Lega del novanta per cento dei propri emendamenti, nel tentativo di convincere il Pd a non proporre il “super canguro”, che comunque “non sarà ritirato”, ha detto Marcucci.

 

In serata a Palazzo Madama si è fatta strada l’ipotesi che alla fine, per salvare il ddl, si decida di stralciare l’articolo 5, come richiesto da tempo dall’agguerrita pattuglia cattolica piddina. Stamattina la decisione di Renzi. Che alla luce del passo indietro di Grillo ha forse finalmente un pretesto per dire: le stepchild non si possono fare per colpa di Grillo, ora meglio un accordo con Ncd per portare la legge a casa. Chissà.

in piazza per le unioni civili (6)in piazza per le unioni civili (6)

 

3 - L’ULTIMO TENTATIVO DI RENZI “UN PATTO NELLA MAGGIORANZA” L’IDEA DI STRALCIARE LE ADOZIONI

Annalisa Cuzzocrea e Goffredo De Marchis per “la Repubblica”

 

Adesso si affaccia l’ipotesi di una ritirata, per salvare le unioni civili. Un dietrofront che avrebbe il profilo dello stralcio delle adozioni per le coppie gay perché se è vero che l’ordine dei renziani è picchiare duro sul «cinismo» dei 5stelle, come lo chiama Renzi, è anche vero che il premier è costretto a essere realista, cioè a contare i voti favorevoli all’emendamento canguro che permetterebbe di evitare decine di voti segreti e centinaia di proposte di modifica, tutte potenzialmente esiziali per far uscire una legge decente dall’aula di Palazzo Madama.

in piazza per le unioni civili (5)in piazza per le unioni civili (5)

 

Dall’Argentina Renzi si tiene in contatto con Luca Lotti che è piazzato alle spalle dell’emiciclo del Senato e ferma i senatori per sondarne gli umori. La raffica di dichiarazioni contro Grillo e Casaleggio per il voltafaccia sull’emendamento Marcucci, per l’annuncio del voto contrario fatto ieri dal senatore Alberto Airola, può servire ma «andare dritti, votarlo e contare i voti contrari del Movimento 5stelle, questo sì gli farebbe pagare un prezzo politico altissimo», ragiona il premier.

 

in piazza per le unioni civili (4)in piazza per le unioni civili (4)

Per questo per tutta la notte il sottosegretario Lotti e il capogruppo Luigi Zanda hanno lavorato sui numeri, cercando defezioni nel gruppo dei cattodem, solleticando la libertà di coscienza dei parlamentari di Forza Italia, chiedendo a Denis Verdini di compattare la sua truppa.

 

«I numeri però sono a rischio», ripetono i delegati di Palazzo Chigi. E ieri è stato del tutto lampante quando il Pd ha dovuto mettere ai voti il rinvio della seduta a oggi e ha superato l’ostacolo con i voti determinanti di Ala. Un chiaro segnale di resa, almeno parziale.

Altro che adozioni, ora rischia l’intera legge.

in piazza per le unioni civili (17)in piazza per le unioni civili (17)

 

E rischia anche la sconfitta il Pd nella votazione del canguro. Quindi, in attesa di rientrare a Roma stamattina, Renzi immagina anche la strada di un patto dentro la maggioranza di governo, un accordo con Angelino Alfano che scansi la stepchild adoption per portare a casa le unioni civili. «E noi ci stiamo — ripete il capogruppo Renato Schifani — basta stralciare le adozioni ed evitare l’equiparazione col matrimonio».

 

Ma per tutta la notte i dem hanno lavorato sul canguro, cercando i numeri dappertutto, perché, dice Renzi ai suoi collaboratori, «io capisco anche la voglia dei nostri senatori di non darla vinta ai grillini». Grillini che fino alla mattina avevano dato il loro placet all’emendamento tagliatutto ma poi sono capitolati di fronte agli ordini ricevuti da Casaleggio e Grillo. Sulla chat dei parlamentari 5stelle Luigi Di Maio ha scatenato la sua battaglia contro il Pd dichiarando il canguro «irricevibile e per noi incostituzionale», chiedendo di mettere in difficoltà il Partito democratico, di dimostrare che non aveva una maggioranza senza «trucchi e se non ce l’ha lo dica».

Monica Cirinna e Donatella Visconti Monica Cirinna e Donatella Visconti

 

Airola, che si era speso per la legge Cirinnà, ha capitolato. Per i vertici, l’occasione di danneggiare il Pd lasciandolo solo con le sue contraddizioni era troppo ghiotta. E perfetta. Perché il Movimento 5 Stelle si è sempre battuto contro la ghigliottina alla Camera e contro i “canguri” al Senato. Il direttorio ha deliberato. «Nessun diktat, nessuna imposizione, ma per noi votare il canguro, per lo più davanti a soli 500 emendamenti, sarebbe stata un’assurdità. Abbiamo parlato come parliamo sempre con i senatori, ma non siamo stati noi a decidere», garantisce Roberto Fico.

 

Alberto Airola
Alberto Airola

Non sono bastati i capannelli tra Zanda e la capogruppo M5s Nunzia Catalfo. Non è bastato l’appello del viceministro Ivan Scalfarotto in un colloquio con Airola: «La nostra vita è nelle vostremani. Quella di noi gay. La politica che c’entra?». Camminano invece a un metro da terra i cattodem come Rosa Maria Di Giorgi: «Abbiamo aspettato 20 anni per questa legge, possiamo aspettare 20 anni e dieci giorni votandola senza forzature».

 

La decisione finale verrà presa stamattina. E non sarà indolore per il Pd, comunque vada. Andare avanti, alla guerra totale, scatenerebbe i cattolici oltranzisti, quelli che Zanda non avrà convinto. Fermarsi e trattare con Ncd provocherebbe uno strappo con i senatori più di sinistra, compresi i giovani turchi vicini al ministro Orlando. Ma se conta far passare la legge qualcuno dovrà piegarsi

 

RENZI E LOTTIRENZI E LOTTI

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? LA MISURA È DIVENTATA COLMA CON IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI, PUBBLICATO SUI SOCIAL IERI SERA: DA GIORNI IL VICEPRESIDENTE DEL CSM, IL LEGHISTA FABIO PINELLI, ERA IN ALLERTA PER LE VERGOGNOSE PAROLE DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO”. PINELLI SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, POTENTE SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – IL GUARDASIGILLI NORDIO ABBASSA LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” – L’INCAZZATURA MAGGIORE DEL COLLE È CON GIORGIA MELONI: AVEVA PROMESSO DI FAR ABBASSARE I TONI A NORDIO, E POI È STATA LEI A TORNARE ALL’ATTACCO… - VIDEO

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…

meloni board of peace marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI PORTA L’ITALIA NEL CLUB DEI PUZZONI GLOBALI! IL NOSTRO DISGRAZIATO PAESE SARÀ L’UNICA GRANDE POTENZA EUROPEA A ENTRARE NEL “BOARD OF PEACE” DI DONALD TRUMP, INSIEME A DITTATURE, REGIMI MILITARI, AUTOCRAZIE E MONARCHIE ASSOLUTE DOVE I GIORNALISTI VENGONO FATTI A PEZZETTI - IL NOSTRO PENSIERO VA A MARINA BERLUSCONI: UNA SETTIMANA FA IN UN’INTERVISTA AL “CORRIERE” HA TUONATO CONTRO TRUMP (“LA SUA UNICA REGOLA È CANCELLARE TUTTE LE REGOLE. E LUI LA CHIAMA LIBERTÀ”), E SI RITROVA IL SEGRETARIO DEL SUO PARTITO, ANTONIO TAJANI, IN PARTENZA PER WASHINGTON A BACIARE IL PANTOFOLONE DEL TYCOON, IN MODALITÀ MAGGIORDOMO DI CASA MELONI...