SILVIO RUBY, I LIGRESTI RUBANO: PER FERRARA TRA LE DUE TELEFONATE QUELLA DELLA CANCELLIERI E’ MOLTO, MA MOLTO PEGGIO

Giuliano Ferrara per "Il Foglio"

Allora, io non voglio litigare con nessuno, sono dell'idea che la Cancellieri è responsabile di un contatto umano pietoso, di un'attenzione comprensibile e alla fine non invasiva delle prerogative altrui nel caso della detenuta Giulia Ligresti e delle sue condizioni penose di salute, non mi pare che debba dimettersi, che la si debba lapidare per compiacere un'opinione pubblica diseducata alla realtà, perfino dei sentimenti veri (quelli farlocchi no, quelli sono sempre presenti a tutti nei cuori e nelle coscienze). Però sono molto, molto incazzato.

E cerco di spiegarmi, non per ripulire Berlusconi e la sua telefonata imbrattando la Cancellieri, come suggerisce Francesco Merlo in un articolo di Repubblica addebitando alla difesa pelosa del ministro della Giustizia una volontà immoralista nel caso Ruby, non è questa la mia tecnica abituale e mi ritrovo perfettamente a mio agio, per le cose che penso e che scrivo da anni, nel disconoscere, senza pensare ad altro, lo spirito forcaiolo e pezzente degli imbrattatori del prefetto fattosi ministro.

Tuttavia il paragone è stato mondanamente istituito, come avvenne puntualmente nel caso di Dominique Strauss-Kahn, e allora sto al gioco al massacro. E vi dico in sicura consapevolezza che, secondo le categorie non mie ma dei censori e moralisti che battono il tamburo, Berlusconi telefonando in questura a Milano ha commesso una leggerezza molto umana, mentre la Cancellieri ha fatto una porcata telefonando al Dap. Se volete fare santo il ministro della Giustizia per imbrattare l'ex presidente del Consiglio, avete sbagliato indirizzo di coscienza (io voglio solo lasciarlo in pace, e svolgo questo paradosso perché contiene la verità delle cose morali in ballo).

Berlusconi si è prodigato con gentilezza perché una amica delle sue serate di Arcore coinvolta in una rissa non finisse in comunità e fosse rilasciata e consegnata a una sua incaricata. Berlusconi è ricco, la ragazza è figlia di immigrati marocchini, e la sfanga come può. Berlusconi è fantasioso e pazzo, perciò si inventa o millanta a vario titolo che la piccola è la nipote di Mubarak, scusa che sa di infantilismo innocente in una situazione difficile.

Accampa ragioni di ordinaria umanità per spiegare il suo gesto. I suoi nemici dicono che aveva paura di uno scandalo: e se fosse? Le attenzioni speciali alla vita privata disinvolta di Berlusconi, che non gioca a canasta con le sue coetanee, sono note, niente di male a combinare umanità ordinaria e straordinaria preoccupazione per il teatro dei fatti, così vicino alla procura di Milano e al suo senso del pudore. Finito lì, a parte il dettaglio non irrilevante dell'aggressione successiva, fino ai sette anni di galera e ai cinque di interdizione dai pubblici uffici.

La Cancellieri fa esattamente lo stesso gesto, una raccomandazione per una persona amica. Solo che la persona è ricca, è potente, e gli intrecci non sono da elisir d'amore, hanno un contenuto molto più imbarazzante. Secondo i censori di Berlusconi e le loro grottesche categorie, ben rappresentate da quei magnoni dei grillini, ci si trova di fronte a un vile conflitto di interessi e a un familismo amorale dei più sordidi. E dunque?

Ci avevano già provato con Strauss-Kahn, giustamente rilasciato da un sistema di giustizia che non perseguita senza prove certe, ma accusato di stupro da una donna in una camera d'albergo in cui fu ritrovato il suo seme sulla moquette. Il semidio della sinistra internazionale che sa di economia e sa piacersi costi quel che costi era diventato un simbolo di bon ton, con le scuse ai francesi e tutto, mentre Berlusconi, che nessuno ha mai accusato della minima violenza, e che al massimo fu esposto in modo controverso e calunnioso alle accuse da sbellicarsi di "palpazione" nel serraglio di Arcore, era un predatore e un maiale.

La casistica è una brutta bestia. Io sono per il garantismo giuridico verso Berlusconi, verso Strauss-Kahn e verso la Cancellieri, e con Sofri e Manconi penso che le raccomandazioni per misure non afflittive sono sempre poche. E divento una bestia quando sento fare paragoni da quattro soldi, ispirati all'odio fazioso mascherato da sapienza etica.

 

 

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