LOMBARDO’S WAY - PER IL GIP, “I FRATELLI LOMBARDO AVEVANO STRETTO UN PATTO CON LA MAFIA: VOTI IN CAMBIO DI FAVORI” - NON CI SONO PROVE CHE I POLITICI ABBIANO MANTENUTO LA PAROLA (PER QUESTO IL PM AVEVA CHIESTO L’ARCHIVIAZIONE), MA PER IL GIUDICE UN ACCORDO CHE DURA DAL 1999 “NON POTEVA ESSERE SEMPRE TRADITO”. E POI CI SONO GLI INCONTRI COI BOSS - LOMBARDO: MI DIMETTERÒ SE MI RINVIANO A GIUDIZIO - LA FORNERO GLI DÀ BUCA, E IL PD CHE LO SOSTIENE è NELLA MERDA: AVEVA IMPICCATO L’UDC CUFFARO PER ACCUSE MENO PESANTI (IL PDL GODE)…

1- L'ATTO D'ACCUSA A LOMBARDO: «PATTO COI BOSS»
Gian Marco Chiocci per "il Giornale" (ha collaborato Simone Di Meo)

Peggio, molto peggio delle accuse a Cuffaro. È sconvolgente lo scenario che sta alla base dell'imputazione coatta, per concorso esterno in associazione mafiosa, a carico del governatore siciliano Raffaele Lombardo e di suo fratello Angelo. Un patto politico-mafioso, rimarca il gip, che i Lombardo «hanno direttamente o indirettamente sollecitato - e ottenuto - dalla "famiglia"catanese di Cosa nostra» nell'arco di 10 anni, fino alle elezioni nazionali, comunali e regionali del 2008.

Ha raccontato il pentito Maurizio Di Gati: «Dopo il 2001, l'ordine era quello di votare per l'Mpa» perché «se ne avevamo bisogno ci potevamo rivolgere a quel partito per quanto riguarda sia gli appalti sia altre cose». Proprio i lavori pubblici sarebbero la bussola per orientarsi nel sistema di potere politico-mafioso. A elencarli è un altro pentito, Gaetano D'Aquino: «autorizzazioni per i posti di vendita alla fiera di Catania», «concessioni di autorizzazioni» per ristoranti nel porto e nel Bingo, «concessioni edilizie», «interventi sul piano regolatore» e «posti di lavoro nelle cooperative».

E che non ci siano prove che i Lombardo abbiano mantenuto effettivamente la parola per il gip è poco importante, visto che «un connubio di simile estensione nel tempo, reiteratosi, dopo il primo appoggio nel 1999, in ben altre quattro occasioni, non è logicamente pensabile che abbia registrato sistematicamente il tradimento dei Lombardo degli impegni assunti con gli esponenti di Cosa nostra di volta in volta incontrati». E così, anche quando Raffaele Lombardo non risulta più avvicinabile dai boss, sono gli stessi uomini d'onore a fornire l'involontaria dimostrazione di averlo appoggiato.

«Quello che ho fatto io quando lui è salito per la prima volta lì, neanche se viene il padreterno troverà più queste persone e siccome io ho rischiato la vita e la galera per lui (...) da me all'una e mezza di notte è venuto, ed è stato due ore e mezza, qui da me, dall'una e mezza alle quattro di mattina, si è mangiato sette sigarette», si sfoga - intercettato - il boss Rosario Di Dio.

In realtà, leggendo gli atti e le informative del Ros, ai Lombardo non sarebbero andate solo preferenze elettorali, ma anche soldi. Soldi sporchi, circa 700mila euro raccolti con le estorsioni. Un «ingente investimento economico», lo definisce il gip. «Non vi scuddati, ci resi i soddi nostri del Pigno, ci resi a iddu ppa campagna elettorale... », tuona il padrino Vincenzo Aiello in un'intercettazione.

Il fratello di Lombardo diventa deputato al Parlamento nell'aprile del 2008. E, per festeggiare, il 4 maggio partecipa a un party ad alto tasso mafioso nella villa di Barbagallo, filmato dai carabinieri. Il 26 maggio -e fino al 28 dello stesso mese -il fratello del presidente viene ricoverato in «terapia intensiva respiratoria». Che cosa è successo lo racconta il gip sulla base delle dichiarazioni del pentito Eugenio Sturiale: «Angelo Lombardo aveva subito una bastonatura perché non aveva tenuto fede all'impegno assunto» con la famiglia Santapaola».

Agli atti anche i presunti contatti tra Raffaele Lombardo e il boss di Enna Raffaele Bevilacqua: 10 telefonate intercettate e alcuni appunti del capomafia che annotava, con soddisfazione, nell'agendina: «Ore 8,30 da Raf... a chi fare domanda per aeroporto?» Un capitolo a parte, invece, il gip lo riserva al rapporto tra l'azienda Safab e i referenti di Cosa nostra catanese, Barbagallo e Aiello, che utilizzano, secondo il gip, «il canale privilegiato instaurato con il presidente Raffaele Lombardo e con l'onorevole Angelo Lombardo per affinare l'imposizione della "messa a posto" per i lavori del canale di gronda di Lentini» del valore di 13 milioni di euro e per poter gestire, direttamente, la ricca cascata di subappalti da affidare a imprese «amiche».

Dalle carte dell'inchiesta Iblis emerge infine il nome dell'ex senatore e assessore regionale Nino Strano (quello che, per festeggiare la caduta di Prodi, mangiò una fetta di mortadella in Parlamento) autore di una visita in carcere al boss Francesco Marsiglione al quale, secondo il contenuto di alcune intercettazioni, il politico avrebbe offerto aiuto per tutte le esigenze della famiglia: dalla ricerca di posti di lavoro ai figli alla proposta di candidarlo in un consiglio di quartiere. A quest'ultima richiesta, però, pure il boss avrebbe detto no: sarebbe stato troppo.


2- MAFIA:LOMBARDO TRA SILENZI E SEGNALI, TENSIONE ALLEATI
Alfredo Pecoraro per l'ANSA del 30 marzo 2012 -

Nel day after di Raffaele Lombardo, raggiunto ieri dall'ordinanza del gip di Catania che ne ha disposto l'imputazione coatta per concorso esterno in associazione mafiosa, fa rumore il silenzio prolungato di due tra gli assessori di maggior peso del suo esecutivo: il prefetto Giosué Marino e il pm Caterina Chinnici, figlia del giudice istruttore ucciso dalla mafia che starebbe meditando una loro linea d'azione. Ma vi sono anche segnali che sembrano pietre.

Il primo è arrivato dal ministro Elsa Fornero, che oggi pomeriggio avrebbe dovuto incontrare Lombardo a Palazzo d'Orleans. Fino a ieri la riunione era confermata dal cerimoniale, tant'é che il governatore ne aveva discusso con la stampa. Stamattina il dietro front, improvviso. Visita annullata. "Sopraggiunti impegni" dicono dal ministero, ma c'é chi sussurra che la decisione sia stata presa per evitare "imbarazzi" al ministro.

Ma il vero nodo è il malessere degli alleati. Il Pd ha stabilito di riunire la direzione regionale lunedì prossimo, convocata per affrontare il "caso" Lombardo, col senatore Enzo Bianco pronto a guidare la truppa dei falchi che ne chiedono le dimissioni immediate e il segretario dimissionario, Giuseppe Lupo, a togliersi qualche sassolino dalla scarpa al cospetto dei fautori delle larghe alleanze e del governo politico, tra cui i senatori Giuseppe Lumia e Nino Papania. Un altro segnale della situazione di tensione arriva dal fronte bilancio e finanziaria. La bozza di maxiemendamento alla al ddl di stabilità, definito a fatica dalla giunta, è stato 'seppellito' di botto, a poche ore dalla conferenza stampa che l'assessore all'Economia Gaetano Armao aveva convocato a Palermo nel pomeriggio per fare il punto.

Invece, a sorpresa Lombardo ha riunito d'urgenza la giunta approvando la proroga di un mese dell'esercizio provvisorio (fino al 30 aprile). Un modo per tenere calma in questo momento delicato l'opposizione, pronta a fare ostruzionismo in aula contro la legge di stabilità. Il clima è teso. La tensione cresce di ora in ora, c'é persino chi pensa già alle elezioni anticipate, previste se Lombardo dovesse dimettersi, scelta che il governatore ha assicurato che farà se sarà rinviato a giudizio dal gup. In questo scenario, in Sicilia si potrebbe andare al voto il prossimo autunno, con sei mesi d'anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura.

Ipotesi che, tra l'altro, non dispiacerebbe a molti poiché in questo modo il Parlamento non avrebbe più il tempo di chiudere l'esame in doppia lettura della legge regionale che riduce da 90 a 70 i posti dei deputati all'Assemblea regionale. Lombardo intanto ha chiesto di poter riferire all'Ars. Lo ha fatto inviando una lettera al presidente dell'Assemblea, Francesco Cascio. Scrive: "La vicenda di carattere giudiziario, alla cronaca degli ultimi giorni, consegna all'opinione pubblica l'esigenza che il presidente della Regione riferisca al Parlamento siciliano".

Senza entrare nel merito della vicenda giudiziaria, il leader dell'Udc Pierferdinando Casini, ha definito "un atto di chiarezza e serietà", l'uscita del partito dal governo in Sicilia. "Non abbiamo problemi a stare all'opposizione di Lombardo - ha aggiunto - lo siamo stati coi governi Prodi e Berlusconi". Mentre Gaetano Quagliariello (Pdl) afferma: "Noi coerentemente garantisti, tanti professionisti dell'antimafia hanno invece cambiato mestiere. Fa un certo effetto vederci scavalcati dai sofismi dei già duri e puri".

 

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