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MALATI DI “GREXIT” - PER MORGAN STANLEY LE PROBABILITÀ CHE ATENE ESCA DALL’EURO SONO ANCORA AL 25% - BERLINO VUOLE “RIFORME DURE” - TSIPRAS NEL MIRINO DELLA SINISTRA: "VERGOGNA"

1. BERLINO ANCORA ALL’ATTACCO: “SERVONO RIFORME DURE” - MORGAN STANLEY: ATENE RESTA SULL’ORLO DEL FALLIMENTO

Tonia Mastrobuoni per “la Stampa”

 

MORGAN STANLEY MORGAN STANLEY

Scrive Morgan Stanley, che dalla scorsa settimana ad oggi, nonostante l’accordo politico dell’Eurogruppo, non è cambiato molto. Le probabilità che la Grecia esca dall’euro sono ancora al 25%, sostiene la banca d’affari.

 

Frank Walter Steinmeier Frank Walter Steinmeier

Il negoziato sui dettagli è appena iniziato e Alexis Tsipras affronta un «trilemma» impossibile da risolvere, secondo gli analisti: deve rimanere nella moneta unica, resistere al governo e smontare gli accordi presi in precedenza. Una di queste tre variabili, scommette Morgan Stanley, dovrà essere sacrificata. A giudicare dall’ultimo Eurogruppo, si potrebbe trattare dell’ultima. Ma la banca d’affari teme ancora che nei prossimi tre o quattro mesi Atene possa essere costretta a rinunciare alla prima, alla permanenza nell’euro. 


Per ora, intanto, dal vocabolario dei greci sono sparite due richieste elettorali forti: quella di un taglio del debito e quella di una sorta di piano Marshall per risollevare il Paese dall’immane tragedia sociale in cui è piombato. Ottenuta la cancellazione della «Troika», i greci hanno accettato di sottoscrivere nuove riforme, che, come ha ricordato ieri il ministro degli esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, devono essere a somma zero.

ANGELA MERKEL E SAMARASANGELA MERKEL E SAMARAS

 

In sostanza, per ogni misura del vecchio governo Samaras che sarà abortita, Berlino ne accetterebbe una nuova soltanto se garantisse gli stessi introiti o gli stessi risparmi. Ma i tedeschi, abili negoziatori, non cantano vittoria. Anzi, in Germania si levano le prime voci di protesta: i capi dell’ala bavarese dei cristianodemocratici, la Csu, hanno concordato sabato scorso in teleconferenza che voteranno il nuovo pacchetto di aiuti solamente se sarà sostanziato di dure riforme. Il segretario generale, Andreas Scheuer, ha spiegato che la solidarietà si può ricevere unicamente «se si fanno riforme serie». 

varoufakis schaeublevaroufakis schaeuble


Volker Kauder, il capo dei cristianodemocratici tedeschi al Bundestag, si è mostrato più aperto: «I greci devono fare i loro compiti, ora», ha detto domenica alla «Welt», prospettando tuttavia un voto favorevole in Parlamento per il nuovo pacchetto greco. Ma anche nelle file del suo partito, qualcuno non ha nascosto il suo malumore. Ralph Brinkhaus ha sottolineato che «ci sono stati significativi passi in avanti ma non siamo ancora al traguardo». 


L’incognita vera è Wolfgang Schaeuble. Secondo indiscrezioni persino Angela Merkel era rimasta sorpresa la settimana scorsa delle sue reazioni, a tratti durissime, nei confronti di Atene. Se il piano che il governo Tsipras vuole mandare stamane a Bruxelles, come sembra, sarà di nuovo troppo vago, non è escluso un nuovo irrigidimento. In effetti, il responsabile tedesco delle Finanze dall’inizio del negoziato ha chiesto soprattutto una cosa: la chiarezza nei dettagli. E ad oggi, sembra la cosa più difficile da ottenere.

 

2. DITE NO AI NEIN DI SCHAEUBLE

weidmann schaeubleweidmann schaeuble

Da “la Stampa

 

Alexis Tsipras è ancora una volta nel mirino dell’ala sinistra del suo partito. Dopo le bordate contro l’accordo con l’Eurogruppo sparate dall’ex partigiano e oggi eurodeputato di Syriza, Manolis Glezos, che ha parlato di «vergogna» e ha chiesto scusa ai greci «per aver partecipato a creare questa illusione», ieri è toccato a un altro grande vecchio della politica - ma anche della cultura - greca, Mikis Theodorakis, esprimere il suo disagio verso la sinistra al governo che nei confronti dell’Europa a guida tedesca sembra un «insetto che finisce accidentalmente nella rete del ragno incapace di reagire ed essere salvato».

 

tsipras merkeltsipras merkel

Il leggendario compositore delle musiche di Zorba il greco, 89 anni, imprigionato e torturato durante il regime dei Colonnelli, invita in un articolo apparso sul suo sito personale il premier e i leader di Syriza a opporsi all’Ue e a «trovare la forza di dire No ai Nein di Schaeuble», per rafforzare la «legittimità nazionale» della maggioranza parlamentare. Il musicista chiede di «abolire immediatamente tutte le misure del memorandum e far partire il restauro della nostra indipendenza nazionale».

 

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