MARTINELLI, CAMBIA CANALE - PER RISOLVERE LA CONTROVERSIA CON IMPREGILO E SACYR SULL’AUMENTO DEI COSTI PER I LAVORI AL CANALE DI PANAMA, IL PRESIDENTE AMICO DI LAVITOLA VUOLE CHIAMARE KISSINGER

Luca Fornovo per "la Stampa"

Potrebbero addirittura intervenire Henry Kissinger o Hillary Clinton, come "mediatori speciali", per dipanare l'intrigo internazionale di Panama. Un affare diplomatico, degno di un romanzo di le Carrè (Il sarto di Panama), che vede il super Canale al centro di una contesa economica e politica. Da una parte le autorità di Panama, alle prese con le elezioni presidenziali e i festeggiamenti per il centenario del Canale a ottobre di quest'anno.

Dall'altra Italia e Spagna che, con le imprese Salini Impregilo e Sacyr, riunite nel consorzio Gupc, stanno portando avanti il faraonico progetto (dal costo iniziale di 3,1 miliardi di dollari) per ampliare la via d'acqua e consentire dal 2015 il passaggio anche di navi gigantesche (fino a 366 metri di lunghezza).

Tutto è cominciato alla vigilia di Capodanno quando il consorzio Gupc a cui partecipano anche i belgi Jan De Nul e la panamense Cusa ha inviato una lettera dai toni durissimi all'Autorità del Canale. Un ultimatum che in breve recita così: ci sono spese impreviste a causa dei costi più che raddoppiati per il cemento armato. O ci pagate questi costi extra da 1,6 miliardi di euro o interrompiamo i lavori. Avete tempo fino al 20 gennaio.

E qui scoppia la crisi diplomatica. Il presidente di Panama, Ricardo Martinelli, non vuole fare figuracce: a maggio di ricandiderà per le elezioni presidenziali e a ottobre inizieranno le celebrazioni del centenario. Inoltre non si può rischiare di far saltare il progetto: per il piccolo Stato, con poco più di tre milioni di abitanti il Canale è un business colossale. Nelle casse di Panama entreranno a regime oltre 2,5 miliardi di dollari come diritto di passaggio delle oltre 15 mila navi che transitano ogni anno.

E allora giovedì Martinelli alza la voce contro i governi di Spagna e Italia: «Esigo che i lavori vadano avanti...me lo avevano assicurato nel 2009, quando sono stati aggiudicati i lavori i premier dei due esecutivi» (per l'Italia c'era Berlusconi). Venerdì alza il telefono e convoca gli ambasciatori di Spagna e Italia.

Nel week end è attesa una visita del ministro spagnolo dei Lavori pubblici, Ana Pastor con probabilmente il presidente di Sacyr, Manuel Manrique. Per l'Italia il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e il ministero degli Esteri, Emma Bonino seguono da vicino la vicenda col governo spagnolo.

Il pomo della discordia resta l'aumento imprevisto da 1,6 miliardi. Si cerca un compromesso sul valore di questi costi extra. Fonti diplomatiche spiegano che si sta pensando di dare mandato a un negoziatore di alto prestigio internazionale. Circolano persino i nomi di Kissinger e la Clinton. Intanto dall'Autorità di Panama si intravede un'apertura: «I costi potranno essere pagati, se emergeranno motivi validi».

Il consorzio spiega che il basalto, la roccia estratta dagli scavi per il Canale, si è rivelato inutilizzabile per il calcestruzzo, e ciò ha portato a raddoppiare i costi del cemento armato che rappresenta circa un terzo del valore dell'opera. Gupoc ha poi rassicurato l'Autorità del Canale sull'esecuzione dei lavori: «È terminata al 72%, finiremo i lavori nei primi sei mesi del 2015».

Ma se non si troverà subito un accordo a metà strada sul prezzo si dovrà ricorre al Dab (Dispute aggiudication board), un arbitrato internazionale che stabilirà a chi spetta pagare. E sullo sfondo della crisi di Panama riaffiorano le immancabili (e forse fantasiose) tesi complottistiche contro gli Usa, che nel 1999 hanno ceduto il Canale a Panama.

Lo studio legale Mayer Brown, che segue l'Autorità del Canale, è la stessa squadra di avvocati che assiste Bechtel. Il colosso Usa dell'ingegneria, uscito sconfitto nel 2009 dalla maxi-gara d'appalto sul Canale, potrebbe avere interesse a seminare zizzanie.

Ma non manca neppure chi vorrebbe fare una buona azione per salvare il Canale. La Bei, la Birs e la Banca mondiale, il pool che ha finanziato i lavori per 2,3 miliardi, stanno usando tutta la loro moral suasion per convincere Panama e il consorzio ad arrivare a un accordo in fretta. Ma come dice le Carrè: siamo a Panama e nessuna buona azione rimane impunita.

 

 

BERLUSCONI CON RICCARDO MARTINELLI E VALTER LAVITOLA jpegRiccardo Martinelli sventola la bandiera panamenseKISSINGER ANDREOTTILOGO IMPREGILOIL CANTIERE DEL CANALE DI PANAMA IL CANALE DI PANAMA IL CANTIERE DEL CANALE DI PANAMA

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