salvini

COSA E’ ANDATO A FARE SALVINI IN RUSSIA? PERCHE A UN CERTO PUNTO HA FATTO PERDERE LE SUE TRACCE? - NEL SUO VIAGGIO DI OTTOBRE, STANDO AI DOCUMENTI UFFICIALI, C’E’ UN BUCO DI 12 ORE – FONTI VICINO AL CREMLINO: “NON HA INCONTRATO NESSUN MEMBRO DEL GOVERNO, NÉ NESSUN FUNZIONARIO VICINO A PUTIN” – IL NETWORK LOMBARDIA- RUSSIA E I QUELLA SOCIETA’ DI CONSULENZA INTESTATA A D’AMICO E SAVOINI…

Gianluca Paolucci per la Stampa

 

salvini

Il vicepremier italiano e ministro dell' Interno, Matteo Salvini, si reca in visita ufficiale in Russia, Paese sotto sanzioni europee votate anche dall' Italia. E sparisce per circa 12 ore. Nel suo entourage, intanto, qualcuno cerca di fare affari tra Russia e Italia ma non pare riuscirci, almeno stando ai documenti ufficiali. E passa con disinvoltura dal ruolo di accompagnatore del ministro a procacciatore d' affari.

 

È il 17 ottobre scorso, all' hotel Lotte di Mosca si tiene l' assemblea generale di Confindustria Russia. Ospite d' onore, Matteo Salvini. Ufficialmente, dovrebbe rientrare in serata. Così dice l' ambasciata italiana a Mosca e così dice, ai giornalisti che chiedono lumi, una figura fissa in tutte le visite russe di Salvini: Gianluca Savoini. Dopo le otto (ora di Mosca), al termine della conferenza, esce da una porta laterale. Riappare il mattino successivo (ora italiana), con una foto postata su Twitter dall' aeroporto di Mosca con birra, hamburger e patatine.

vladimir putin con matteo salvini

 

«Spuntino dietetico in aeroporto a Mosca, dopo aver incontrato imprenditori italiani e ministri russi, si riparte direzione Bolzano!», scrive nel tweet. L' Ansa, la sera precedente a tarda ora, citava invece generici «emissari di Putin». Una fonte basata a Mosca, con una profonda conoscenza del Cremlino, interpellata da La Stampa dice seccamente: «Le posso assicurare che non ha incontrato nessun membro del governo, né nessun funzionario vicino al presidente Putin». Chi ha incontrato il ministro non si sa, di cosa hanno parlato non si sa. Non c' è traccia pubblica di un incontro con ministri dell' esecutivo russo. Abbiamo chiesto delucidazioni all' entourage del ministro, senza ricevere risposte.

 

Eppure, il leader della Lega, fin dall' inizio della crisi ucraina nel 2014, non ha mai nascosto la sua posizione contraria alle sanzioni, la simpatia per Putin e per le sue politiche. Quello stesso 17 ottobre, per dire, fece scalpore una sua dichiarazione da Mosca, quando, pur ministro dell' Interno, affermò di «sentirsi al sicuro» e in alcuni paesi europei no.

vladimir putin e gianluca savoini

 

Anche in quell' occasione accanto a Salvini è Gianluca Savoini. Presidente dell' Associazione Lombardia-Russia. Che era a Mosca anche ieri, quando lo abbiamo cercato, senza successo, per un commento. Personaggio chiave del rapporto tra la Lega e la Russia, ha fatto scalpore l' estate scorsa la sua presenza al tavolo di un incontro ufficiale tra Salvini e il suo omologo russo, Vladimir Kolokoltsev. «Nessuno sembra sapere perché» Savoini fosse lì, senza un ruolo formale, in un incontro tra ministri dell' Interno e i rispettivi staff di due Paesi sovrani, scrive la testata americana Buzzfeed.

 

Il fatto è che Savoini, pur ai margini nell' organigramma della Lega, sul dossier russo ha un peso importante. Nel gennaio scorso, ad esempio, durante la stesura del programma della Lega per le elezioni politiche, il coordinatore del lavoro spiega di aver «dovuto tagliare alcune cose da non rendere pubbliche» del contributo di Germano Dottori - docente di Studi Strategici della Luiss, membro del comitato redazione di Limes, ex docente della Link Campus University -. Tra le cose tagliate, secondo i documenti visionati da La Stampa, «la velata critica a Savoini».

Ma l' interesse di Savoini per la Russia non si limita alla geopolitica e alle relazioni bilaterali e guarda anche agli affari.

 

PUTIN SALVINI

Con Claudio D' Amico, ex parlamentare leghista ora assessore a Sesto San Giovanni, anche lui di Lombardia-Russia e uno dei promotori dell' avvicinamento della Lega a Russia Unita, il partito di Putin, è socio della Orion, una società di Mosca che si occupa di consulenza alle imprese. «Orion è stata creata come rappresentanza commerciale di aziende italo-russe grazie ai contatti che avevamo. Con poche centinaia di euro la abbiamo attivata a fine 2016 ma è sempre rimasta dormiente perché nel frattempo non abbiamo avuto tempo di portarla avanti», spiega D' Amico. Sono passati dei soldi? «No», assicura.

 

salvini putin

Anche il segretario di Lombardia-Russia, Gianmatteo Ferrari, leghista, ha una società a Mosca che si occupa sempre di consulenza alle imprese. Si chiama Far Global Service, sono soci altri due italiani ed «è stata aperta per vedere di fare qualcosa là», magari coinvolgendo i familiari della moglie russa, spiega Ferrari. Anche questa è una scatola vuota, registrata poche settimane fa. Prima c' era la Global Service International, finita in liquidazione l' estate scorsa. Stessi soci della Far Global, più Luca Bertoni - altro leghista e membro di Lombardia-Russia - e Hristo Marinov, cittadino bulgaro, direttore della Fondazione Unità Nazionale e vicino ai movimenti di estrema destra. Anche questa una scatola vuota. Gli ultimi due si sono tirati indietro, dice Ferrari, ma in Russia «è più conveniente aprire una nuova società che cedere le quote», spiega. Perché tutti quanti dalla stessa associazione decidano di fare gli stessi affari (di fatto in concorrenza tra loro) a Mosca non è chiarissimo. «Sono iniziative personali», dice D' Amico. «Con la prima società non abbiamo fatto niente, adesso vedremo di fare qualcosa», dice Ferrari.

salvini maglietta putinsalvini maglietta pro putin pro russia

Hanno collaborato Raffaele Angius e Michele Sasso

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