“ABBIAMO UN’AUTOSTRADA!” - NELL’INCHIESTA SULL’AFFARE SERRAVALLE SALTA FUORI CHE LA PERIZIA DELLO STUDIO VITALE (LO STESSO DELLA SCALATA UNIPOL A BNL) CHE RITENEVA CONGRUO IL PREZZO DELLE AZIONI (ALLA FACCIA DI ALTRE SEI CHE DICEVANO IL CONTRARIO), FU FATTA A BABBO MORTO: INSOMMA, UN’ENORME TOPPA PER RAPPEZZARE IL BUCO CREATO DA PENATI…

Enrico Lagattolla per "il Giornale"

Quel giorno, l'advisor di manica larga disse che sì, il prezzo era giusto. Disse che i 238 milioni di euro pagati dalla Provincia di Milano - allora guidata da Filippo Penati - per acquistare le azioni di Serravalle in mano al costruttore Marcellino Gavio ci stavano tutti. Disse che, in fondo, valutare ogni azione della società autostradale tra i 7,1 e i 9,69 euro poteva considerarsi «ragionevolmente congruo». E così fu. Palazzo Isimbardi le pagò 8,831 euro l'una. Alla faccia di altre sei perizie, che abbassavano - e non poco - l'asticella dell'esborso pubblico.

Eppure, Palazzo Isimbardi rivendicò la correttezza dell'operazione anche sulla base di questa consulenza. Chi la firmò? Guido Roberto Vitale, il banchiere dei Democratici, il «finanziere rosso» che seguì anche un'altro affare che ha fatto storia (giudiziaria), ossia il tentativo di scalata di Unipol a Bnl.

E quando la firmò? E qui nascono i dubbi. Dalle carte consegnate alla commissione garanzia e controllo di via Vivaio da Bruno Dapei (vicepresidente del Consiglio provinciale), sembra che lo studio Vitale&Associati abbia redatto il documento ad affare concluso. Insomma, un'enorme toppa per rappezzare il buco creato da Penati. Il quale, peraltro, ricambiò con due generose determine dirigenziali, firmate dall'allora direttore responsabile Antonino Princiotta, sotto inchiesta dalla procura di Monza che indaga sul cosiddetto «sistema Sesto».

La data chiave è il 29 luglio 2005. Quel giorno, la Provincia di Milano acquista il 15% della Serravalle dal gruppo Gavio. Palazzo Isimbardi acquisisce la maggioranza assoluta della società, e Gavio incamera una plusvalenza da 170 milioni. Lo stesso giorno, Princiotta sigla la «ricevuta» della consulenza dello studio Vitale&Associati. Ma a leggerlo, quel documento, qualcosa non torna.

L'advisor, infatti, spiega di aver redatto la perizia anche sulla base del «contratto di compravendita di azioni della Serravalle tra Asam (il veicolo societario di via Vivaio, ndr) e Gavio sottoscritto il 29 luglio 2005», e il «contratto di finanziamento della Serravalle tra Asam e Banca Intesa sottoscritto il 29 luglio 2005». Insomma, nel giro di 12 ore vengono firmati i due contratti e completata la consulenza. Ma c'è dell'altro. E sta nelle parole usate dagli esperti di Vitale.

Nelle 16 pagine di documento, infatti, si parla al passato. «Facciamo riferimento agli accordi raggiunti tra la Provincia di Milano e le società facenti capo all'imprenditore Marcellino Gavio in merito all'acquisto da Gavio, da parte di Asma spa, di complessive 27 milioni di azioni ordinarie rappresentative del 15% del capitale della società Milano-Serravalle».

Ancora, è «essenziale che la Provincia, forte della nuova qualità di azionista di maggioranza assoluta, assuma un ruolo attivo nell'indirizzare la società». Insomma, l'affare viene dato per concluso. E allora perché un parere «a babbo morto»? Ad ogni modo, nelle carte si specifica che «il documento è indirizzato al presidente della Provincia per uso esclusivo suo e degli altri organi competenti della Provincia, ha contenuto strettamente riservato» e non può «essere riportato in pubblico o in alcun documento accessibile al pubblico».

Non sono le uniche anomalie di quei giorni. Lo studio Vitale&Associati, infatti, avrà due incarichi dalla Provincia, entrambi poco chiari. Il 21 luglio del 2005 - solo 8 giorni prima del passaggio azionario - Princiotta dispone il pagamento di 80mila euro per un «incarico professionale per l'assistenza sulle linee di indirizzo sul progetto di quotazione in Borsa della Milano-Serravalle spa». Ancora più strano è l'atto dell'8 agosto successivo.

Centoventimila euro per stabilire quale fosse il prezzo congruo per acquistare le azioni della società autostradale. Peccato che l'affare sia già andato in porto. «È la pistola fumante delle irregolarità e delle insensatezze commesse», attacca Dapei. Che su tutta questa storia ha in mente di scrivere un libro. E un titolo gli frulla in testa. «Abbiamo un'autostrada». Ogni riferimento («Abbiamo una banca», esultava Fassino al telefono con Consorte) non è per niente casuale.

 

PENATI Autostrada SerravallePIERO DI CATERINA Giuseppe Pasini Marcellino GavioBRUNO BINASCO BRACCIO DESTRO DI GAVIO

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…