1. PIANO PIANO, CE L’ABBIAMO FATTA ANCHE NOI: OLÈ, ABBIAMO DUE DESTRE AL GOVERNO! 2. L’UNO-DUE DI RENZIE E ALFANO SUL LAVORO PROVA INNANZITUTTO CHE LE CHIACCHIERE SU QUESTA PRESUNTA GENERAZIONE DI NUOVI LEADER QUARANTENNI CHE SAREBBERO VINCENTI IN QUANTO “POST-IDEOLOGICI” SONO TUTTE STRONZATE. QUESTI, LETTANIPOTE COMPRESO, UN’IDEOLOGIA CE L’HANNO ED È NETTAMENTE, E ONESTAMENTE, DI DESTRA 3. IL “JOB ACT” DI MATTEUCCIO, INSIEME AI PROGETTI ECONOMICI DI ANGELINO JOLIE, REALIZZA LA PROFEZIA CONTENUTA IN UN SAGGIO DI MARCO REVELLI DEL 1996 E INTITOLATO “LE DUE DESTRE”. CHE SOSTENEVA CHE IL SISTEMA POLITICO ITALIANO SI SAREBBE POLARIZZATO INTORNO A UNA DESTRA TECNOCRATICA ED ELITARIA (OGGI, POTREMMO AGGIUNGERE ANCHE “EURO-CRATICA”) E A UNA DESTRA POPULISTA E PLEBISCITARIA

a cura di colinward@autistici.org (Special Guest: Pippo il Patriota)


LE DUE DESTRE AL GOVERNO
Per primo si è mosso il Rottam'attore, che nei giorni scorsi ha annunciato alla Repubblica degli Illuminati il suo "Job Act", fatto di contratto unico d'ingresso, limitazioni all'articolo 18 sui licenziamenti e sussidi di disoccupazione al posto della cassa d'integrazione. Ha ricevuto il plauso di Confindustria, Assolombarda e di Farsa Italia, con Renato Brunetta.

Oggi tocca ad Angelino Jolie Alfano, che si fa intervistare dal Corriere delle banche ("Il contrattacco di Alfano sul lavoro: ‘Burocrazia zero per le nuove imprese'", p. 6) per dire: "Intendiamo spostare tutto su contratti aziendali e individuali. Datori di lavoro e lavoratori trovino all'interno di ciascuna azienda la modalità contrattuale più efficace".

Il leader del Nuovo centrodestra, che ha studiato legge in Cattolica, sa perfettamente che il contratto nazionale e le tutele collettive sono nate perché nelle singole aziende i rapporti di forza sono schiaccianti e gli imprenditori più avveduti sanno che il Far West individuale conviene nel breve termine, ma alla lunga crea malumori diffusi e dipendenti ingestibili. Ma non è questo quello che conta. Ognuno, su queste proposte, può pensarla come vuole e ben vengano chiarezza d'intenti e linearità dei progetti annunciati.

Questo uno-due di Renzie e Alfanayev sul lavoro prova innanzitutto che le chiacchiere su questa presunta generazione di nuovi leader quarantenni che sarebbero vincenti in quanto "post-ideologici" sono tutte stronzate. Questi, Lettanipote compreso, un'ideologia ce l'hanno ed è nettamente, e onestamente, di destra. Insomma, il "Job Act" del segretario del Pd, insieme ai progetti economici del segretario dell'Ncd, realizza compiutamente la profezia contenuta in un saggio di Marco Revelli pubblicato nel 1996 e intitolato "Le due destre".

Revelli sosteneva che il sistema politico italiano si sarebbe polarizzato intorno a una destra tecnocratica ed elitaria (oggi, potremmo aggiungere anche "euro-cratica") e a una destra populista e plebiscitaria. Entrambe avrebbero fatto da sponda a una pesante ristrutturazione del mondo produttivo, smantellando a turno tutele e regole che avevano garantito il patto "socialdemocratico" degli anni precedenti. Non solo, ma le due destre sarebbero riuscite a preparare il consenso sulle loro riforme nutrendosi proprio dell'insicurezza economica, dell'impoverimento e della paura crescente di cittadini disposti a tutto per uno straccio di lavoro.

Intanto va segnalato che però Repubblica oggi prende in qualche modo le distanze dalla Renzie-nomics e lo fa con un onesto pezzo di Ettore Livini: "Incentivi a chi assume e flessibilità. Ma in Grecia, Spagna e Portogallo le riforme non hanno creato posti. La lezione europea in vista del Job Act di Renzi. Gli esempi a cui l'Italia potrebbe ispirarsi per adesso hanno prodotto solo la diminuzione del costo del lavoro" (p. 9).

NON FA SOSTA LA SUPPOSTA
Fatti meglio i conti, e con il popolo intento a completare la lista dei regali di Natale, il duo Paccomanni-Lettanipote ha aumentato ancora le tasse. I giornali fanno a gare a incasinare cifre e misure, ma il Corriere alla fine lo scrive chiaramente: "La manovra è legge con tre miliardi in più. Sì alla fiducia su Stabilità e decreto salva Roma. Gli interventi da 11,6 a 14,7 miliardi. Più tasse: aumentano le imposte di 2,1 miliardi (600 milioni nel 2015 e 1,9 miliardi nel 2016)". Non solo, ma a fine anno arriva anche un nuovo "pacchetto casa" su Tasi, sfratti e mini-Imu. Mentre per gli affitti d'oro c'è il più classico dei rimandi, con l'ipotesi di "un'analisi di congruità dei contratti" (p. 2).

Non la prende bene neppure il Messaggero di Calta-mattone, che titola così la prima pagina: "Due miliardi di tasse in più. Legge di Stabilità approvata: dalla casa al fisco conto finale più salato per i contribuenti".

E per la serie "La ripresa sta arrivando", ecco una bella notizia sprofondata nell'ultima pagina di economia della Repubblica: "L'Italia si ipoteca lo stipendio. ‘Cessione del quinto' su del 2,4%. Nel 2013 unico credito in crescita. E per le banche pensionati più affidabili degli altri" (p. 31). Commenti non ne servono.

MA FACCE RIDE!
Grandiosa intervista di Sergio Scalpellini, l'imprenditore che affittando palazzi alla Camera secondo Repubblica ha incassato 444 milioni di euro in diciassette anni. Scarpellini risponde alle accuse dei grillini e alle domande del giornalista al grido di "tutte stronzate" e "la politica fa schifo".

Poi, rifatti i conti alla sua maniera e togliendo Iva, imposte, mutui eccetera, sostiene che non sono tanti soldi quelli che alla fine incassa dallo Stato. Ma il colpo da maestro è questo, tipicamente italiano: "Peccato che se rescindono gli affitti rischiano di andare a casa cinquecento dipendenti. A meno che non li assume la Camera" (Repubblica, p. 10).

Scarpellini profonde il suo verbo anche sul Cetriolo Quotidiano, aggiungendo un piccolo particolare che spiega tante cose. Il suo gruppo ha donato circa 650.000 euro ai partiti in 13 anni: "Non mi aspetto nulla. Durante la campagna elettorale qui vengono bianchi, rossi e verdi e noi diamo sempre un contributo" (p. 3)

IL RIMPASTO CHE PASSIONE
Come si è visto, in questi giorni la politica parla molto di lavoro, tasse e "probblemi concreti della ggente", ma le poltrone di governo sono il chiodo fisso dei partiti i dei loro leader, Re Giorgio permettendo. Per il Corriere, "Renzi difende il doppio incarico e i suoi premono per il rimpasto. Il segretario: ‘Mi ricandido a sindaco per i prossimi 5 anni'. Faraone: la squadra di Letta va cambiata" (p. 9).

Entra più nello specifico la Stampa: "I renziani: con il nostro patto a gennaio ci sarà pure il rimpasto. Saccomanni, Cancellieri e Zanonato: tre ministri ‘pesanti' nel mirino del nuovo leader del Pd" (p. 9). E il Sole 24 Ore riempie anche un paio di caselle: Delrio, fedelissimo di Renzie, andrebbe al Viminale al posto di Alfanayev (che resterebbe vicepremier), mentre Epifanio Epifani potrebbe sostituire il bersaniano Zanonato allo Sviluppo economico (p. 3).

NANO DECADENCE
Il Banana intristito tenta l'ennesimo lifting a Farsa Italia: "Tajani, Toti e...Mister X. Altre facce nuove per i vertici di Forza Italia. Berlusconi vuole chiudere sui vicepresidenti. Manca solo un tassello. Brunetta nei guai: raccolta di firme tra i deputati per defenestrare il presidente del gruppo" (Stampa, p. 13). Per Repubblica, "Forza Italia, Berlusconi pensa a un triumvirato. Rivolta contro Brunetta: ‘Vuole la premiership'. In pole position Toti, Carfagna e Tajani, quest'ultimo importante per i legami europei con il Ppe e con la corte di Strasburgo" (p. 13).

ULTIME DAL MONTE DEI PACCHI DI SIENA
Ancora giorni convulsi a Siena e dintorni, dove la politica tenta disperatamente di restare in partita attraverso le fondazioni. "Fondazione Mps: ‘Nessuna offerta per il 20%'. Ma la Borsa ci crede e l'azione si infiamma. Ente e investitori ancora distanti sul prezzo: potrebbero aggiornarsi a dopo l'assemblea, specie se sarà votata una proposta soft sui tempi dell'aumento. Oggi la Cariplo incontra un Fondo straniero. Si sfila Sanpaolo, entra in cordata Carifirenze" (Repubblica, p. 28).

Per il Corriere, "Aumento Montepaschi, la Borsa crede al rinvio. Sfuma l'intervento delle fondazioni a sostegno di Siena. Il no di Compagnia San Paolo. Il titolo guadagna quasi il 5%. Attesa per le scelte dei manager dopo l'assemblea di venerdì prossimo" (p. 41).

FUORI I SOLDI, INGEGNERE!
Caccia (disperata) a nuovi capitali in casa Sorgenia, "l'energia che ti stende" (i bilanci delle banche). "Cir, Verbund svaluta Sorgenia. Vienna non parteciperà a nessun aumento di capitale della joint venture. Il socio austriaco azzera il valore della partecipazione pari al 45,65% e mette in liquidazione la holding italiana. La mossa arriva dopo l'avvio della trattativa con le banche per rinegoziare il debito: gli istituti chiedono l'iniezione di mezzi freschi" (Sole, p. 29).

Ci mette l'artiglieria pesante il Giornale di Paolino Berlusconi: "I De Benedetti rischiano il fallimento sull'energia. Il socio austriaco della Cir azzera la sua partecipazione in Sorgenia: ‘Non vale più niente'. A rimetterci potrebbero essere le banche, da Mps a Intesa. In quindici anni di vita, accumulato un debito da 1,8 miliardi di euro. L'errore strategico? Puntare sulle centrali a ciclo combinato" (p. 8)

TELECOM-MEDIA
Vago Vegas, il temuto politico berlusconiano prestato alla vigilanza, prepara il conto per gli stranieri. Secondo il Cetriolo Quotidiano, "Il fondo Black Rock rischia una multa da 1 miliardo di euro. Pesante accusa per insider trading. In arrivo addebiti anche sul ‘convertendo' che ha spaccato Telecom. Secondo la Consob ha venduto tutte le sue azioni Saipem alla vigilia del crollo del titolo per l'inchiesta sulle tangenti in Algeria" (p. 9).

 

 

ALFANO ENRICO LETTA enrico letta e alfano Alfano Vespa e Renzi ALFANO VESPA RENZI FOTO LAPRESSEalfano berlusconi adn x MARCO REVELLIcancellieri saccomanni letta napolitano letta renzi LETTA E SACCOMANNI images Giovanni Toti LORENZIN CARFAGNA

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...