IL TRADING DEI VALORI - DI PIETRO DÀ LA FIDUCIA A PASSERA? A GIUDICARE DAGLI INVESTIMENTI DELLA SUA IDV (COI SOLDI NOSTRI) SÌ - TONINO TUONA CONTRO LE BANCHE E GLI INGANNI DEGLI HEDGE FUNDS, FA LA PREFAZIONE AL LIBRO “BANKSTER” DEL SUO SENATORE ELIO LANNUTTI (“LE BANCHE PEGGIO DI AL CAPONE”, CON UN CAPITOLO SU “LE OMBRE DI INTESA”), MA POI CHE FA? INVESTE 5 MILIONI DI EURO DELL’IDV IN FONDI, QUASI TUTTI DI INTESA SAN PAOLO - I SOLDI (PUBBLICI) NON GLI MANCANO: TRA IL 2008 E IL 2010 CIRCA 34 MILIONI DI EURO….

Paolo Bracalini per Il Giornale
(brano tratto da "Partiti Spa", Ed. Ponte Alle Grazie, pag 350, euro 14)

"Chissà cosa ne penserà il senatore dell'Idv Elio Lannutti, presidente dell'Adusbef e grande accusatore degli istituti bancari. Il parlamentare dipietrista ha anche scritto un bel libro, Bankster (il cui sottotitolo recita: «Molto peggio di Al Capone, i vampiri di Wall Street e Piazza Affari», «Le banche sono il potere più grande e più impunito del nostro tempo»...), per denunciare gli inganni delle alchimie bancarie, degli strumenti finanziari sempre più complessi e spesso fraudolenti messi in piedi dagli istituti di credito. La prefazione è addirittura del presidente del partito, Antonio Di Pietro.

Che dirà allora il buon Lannutti quando saprà che la sua Italia dei Valori investe nella finanza i propri rimborsi elettorali? Libere scelte, assolutamente legittime, poiché un partito è un'associazione privata e dei soldi che ha (pubblici, ma pur sempre suoi) può fare quel che vuole. Anche affidarli alle banche per farli fruttare, come ha scelto di fare Antonio Di Pietro. E in massima parte a Intesa San Paolo, cui Lannutti dedica un capitolo molto duro («Le ombre dell'Intesa»).

Nel 2010 risultano quasi 5 milioni di investimenti finanziari da parte dell'Idv. La fetta più grossa, 3,98 milioni, è stata versata alla Sgr (Società di Gestione Risparmio) Eurizon Capital, del gruppo Intesa Sanpaolo, ex banca del superministro Corrado Passera. Altri 201.000 euro in un fondo di investimento poco rischioso gestito sempre da Eurizon (Intesa Sanpaolo), quindi 300.000 di obbligazioni subordinate (più rischiose) ancora di Intesa Sanpaolo, con scadenza al 2017.

Poi altri 200.000 euro in obbligazioni Banca Imi (ancora Intesa Sanpaolo) a tasso variabile con scadenza 2015. E infine quasi 50.000 euro in due fondi di investimento a breve termine gestiti da Gestielle (della Banca Aletti, gruppo Banco Popolare, lo stesso istituto che gestisce gli investimenti della Lega Nord, ndr), e 33.000 in depositi.

Il totale ammonta a un investimento complessivo di 4.765.337 euro, che hanno fruttato 22.122 euro di interessi maturati sui titoli. Nella tabella (all'interno del libro Partiti S.p.A., ndr) viene riportato uno schema dei fondi investiti dall' «Italia dei valori finanziari». Negli ultimi anni, il leader Idv ha deciso di dedicarsi di più alla finanza rispetto al passato: nel 2009 gli investimenti ammontavano soltanto a 600.000 euro in obbligazioni Sanpaolo, mentre nel 2008 c'erano 2 milioni di euro in Buoni Ordinari del Tesoro (investimento peraltro poi sparito).

Come risparmiatore, Antonio Di Pietro non tende a differenziare più di tanto i propri investimenti per conto del partito. Ci si aspetterebbe per esempio un po' di mattone, visto che da privato Di Pietro ha destinato buona parte dei suoi capitali in immobili. Invece l'Idv non ha nessuna proprietà immobiliare e sta in affitto (...).

Il partito di Tonino va bene dal punto di vista economico. Il 2010 è stato chiuso con un avanzo di 4.835.558 euro. Ma anche il 2009 e il 2008 erano finiti in positivo, con rispettivamente 9.361.408 euro e 14.466.576 di utile. Nel 2010 Di Pietro ha speso 3.912.000 euro di campagna elettorale, ma in compenso ne ha incassati 13.494.656 di rimborsi elettorali tra rate delle vecchie elezioni 2006, rate di quelle 2008, regionali vecchie (Molise, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Trentino) e nuove (la tornata del 2010) e la seconda rata delle europee 2009. Il segreto di Tonino è tutto qui: poche spese, tanti rimborsi.

Perché per il resto l'Idv non attira molti fondi. Le libere contribuzioni (in tutto 711.000 euro, pochini) sono al 99 per cento quelle «obbligatorie» chieste agli eletti, parlamentari nazionali, europei e consiglieri provinciali. Le donazioni dei «simpatizzanti dell'Italia dei Valori» sono molto modeste: 5.471 euro in un anno. (...) Ottimo il saldo dei depositi bancari e postali di Tonino: 4.450.000 euro. Tutto ruota attorno ai rimborsi elettorali, che tra il 2008 e il 2010 valgono circa 34 milioni di euro (...).

 

Bracalini_partiti spaELIO LANNUTTIBankster - Elio Lannutti - Editori riuniti - CopertinaANTONIO DI PIETROCorrado Passera

Ultimi Dagoreport

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE...