raggi pallotta 2

PIOVONO LETTERE ANONIME CONTRO LO STADIO DELLA ROMA E SUI RAPPORTI TRA PARNASI E PALLOTTA. LA RAGGI PRENDE TEMPO, MA NONOSTANTE L'INTERVENTO DI GRILLO IL M5S SI ORIENTA VERSO IL 'NO' ALLA DELIBERA: IL PROGETTO DOVREBBE RICOMINCIARE DA CAPO – L’APPENDINO DICE NO A UNA CANDIDATURA IN PARLAMENTO: RESTO A FARE IL SINDACO DI TORINO

 

Dagonota

parnasi foto di stasi gmt parnasi foto di stasi gmt

 

Da qualche giorno sono aumentate in maniera esponenziale le lettere anonime che sfarfalleggiano sulla scrivania di Virginia Raggi. E tutte hanno un unico argomento: lo stadio della Roma. In modo particolare, questi anonimi Pasquini moderni si concentrano sui rapporti finanziari che intercorrerebbero tra il costruttore Parnasi e James Pallotta, presidente dell’As Roma Calcio.

 

Nelle missive non firmate si favoleggia di tutto. Comprese le strategie dell’americano una volta avuto il via libera all’infrastruttura. E non sono esattamente pensieri gentili.

luca  parnasi mauro baldissoniluca parnasi mauro baldissoni

 

Visti anche i contenuti delle lettere anonime, la sindaca prende tempo. Ed accende un cero alla Sovraintendenza che ha bloccato lo stadio con la scusa dell’area d’interesse artistico ed archeologico. Le ha offerto la scusa migliore per bloccare i lavori. E per rinviare il semaforo verde si nasconde dietro la circostanza che dopo le dimissioni di Berdini manca l’assessore che, materialmente, dà, il via libera all’operazione.  

 

Per restare nel mondo pentastellato dei sindaci, Chiara Appendino ha già fatto sapere a Beppe Grillo che non ha nessuna intenzione di essere tirata per la giacchetta per un incarico nazionale; tantomeno, di essere candidata in Parlamento. Da buona piemontese intende completare i quattro anni di sindaco di Torino. Ed in tal modo, scavalla le elezioni nazionali.

 

 

 

2. VERSO IL NO ALLA DELIBERA SULLO STADIO

Giovanna Vitale per www.repubblica.it

 

In Campidoglio, sulla questione stadio, siamo ormai al tutti contro tutti. Neanche l'intervento di Grillo è riuscito a sanare la spaccatura interna alla maggioranza capitolina, ormai per larga parte decisa ad annullare la delibera di pubblica utilità varata un anno e mezzo fa dalla giunta Marino.

 

PAOLO BERDINIPAOLO BERDINI

"La Raggi si sta muovendo a scopo cautelativo e farà una dichiarazione tra uno o due giorni: e così si chiuderà questa storia dello Stadio in un modo o nell'altro", ha detto il garante cinquestelle lasciando l'Hotel Forum per andare in Campidoglio, dove incontrerà i consiglieri M5s con Fraccaro e Bonafede. All'arrivo in Comune Grillo ha risposto a chi gli chiedeva come si sarebbe conclusa la vincenda dello stadio: "Questa non è una mia decisione. La risposta la daranno Virginia e il consiglio. Se è pubblicamente utile? È un'opera da un milione di metri cubi in cui lo stadio rappresenta solo il 15 per cento. Il restante 85 sono altre cose".

 

Di primo mattino la sindaca Virginia Raggi è stata costretta a disdire sia il previsto incontro pomeridiano con il dg giallorosso Mauro Baldissoni e con il costruttore Luca Parnasi, proponenti del progetto a Tor di Valle, rinviandolo a venerdì per la necessità di ulteriori approfondimenti, sia a sconvocare la riunione fra i consiglieri cinquestelle e lo stesso Beppe Grillo, organizzata per convincere i più riottosi a convergere sul via libera al mega complesso sportivo e commerciale che dovrebbe sorgere alla periferia sud di Roma.

GRILLO APPENDINOGRILLO APPENDINO

 

Una decisione che però ha fatto andare su tutte le furie gli eletti capitolini, obbligando Raggi a una repentina marcia indietro: l'incontro con Grillo si farà oggi pomeriggio. E lì la maggioranza compatta comunicherà al garante del Movimento lo stop allo stadio della

 

 

Conferma il capogruppo M5S Paolo Ferrara: "Quella fra di noi non la chiamerei divisione, ma differenza di opinione, e comunque è stata superata molto rapidamente. Il gruppo è unito e prenderà una decisione in modo compatto". Cioè si va verso l'annullamento della delibera Marino. "Si stanno facendo tutte le valutazioni, le carte ci sono tutte", prosegue Ferrara. "Noi abbiamo sempre detto di voler fare uno stadio nel rispetto della legge, se nell'ambito di queste valutazioni si troveranno i requisiti per poterlo fare lo faremo. Prenderemo presto una decisione".

STADIO ROMASTADIO ROMA

 

Fermo restando che i tempi "non sono dettati da noi ma dalla conferenza dei servizi che si chiude il 28 febbraio, quindi bisognerà essere rapidi". Non vogliono cedere, gli eletti capitolini. Convinti, anche per la pressione della base, che il capo del Movimento sia stato mal consigliato e dunque stia sbagliando. Oggi pomeriggio cercheranno di spiegarglielo personalmente

 

Sulle barricate anche le opposizioni. "Da mesi si parla della vicenda stadio, ma la sindaca Raggi ancora non ha detto se lo vuole fare o no. L'unico dato certo, al momento, è il parere negativo che il comune di Roma ha inviato alla conferenza dei servizi che si chiuderà il 3 marzo", tuona la capogruppo del Pd Michela Di Biase. "Al di là delle sortite ridicole e qualunquiste di Grillo, nulla sappiamo su come il Comune intende procedere.  Nei giorni scorsi siamo giunti a conoscenza di un vincolo apposto dalla Soprintendenza sull'ippodromo Tor di Valle: potrei esprimermi sulla tempestività di un vincolo che viene apposto dopo due anni e mai prima di allora era stato avanzata alcuna questione al proposito.

beppe grillo virginia raggibeppe grillo virginia raggi

 

Potrei aggiungere, da amante e fruitrice del nostro straordinario patrimonio, che sarebbero altri i beni da sottoporre a tutela. Potrei, ma non spetta a me il giudizio su l'operato di un organo terzo. Posso solo augurarmi che attraverso le vie amministrative o giurisdizionali previste dalla legge, quel parere possa essere rivisto e superato".

Stadio Roma, il video realizzato dal club per denunciare il degrado a Tor di Valle

 

 

alessandro di battista stadio della romaalessandro di battista stadio della roma

Una posizione netta, che schiera i dem a favore del progetto: "Tutti noi nella scorsa consigliatura abbiamo votato la delibera che sancisce la pubblica utilità. Vale a dire: sì allo stadio ma con annesse opere pubbliche fondamentali per l'opera e per la bonifica e fruibilità di un intero quadrante della città. Le opere pubbliche sono per noi fondamentali e valgono 440 milioni di euro.

 

Raggi si assuma la sua responsabilità, noi continueremo a sostenere il progetto Stadio con le opere pubbliche connesse e speriamo che a nessuno venga in mente di limare oltre alle cubature commerciali, che per noi possono essere tranquillamente riviste, anche le opere pubbliche votate in Aula. Questo si sarebbe un cedimento al privato contro l'interesse pubblico".

 

BEPPE GRILLO ROMABEPPE GRILLO ROMA

 

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