carlo bonomi roberto gualtieri giuseppe conte

RESILIENZA, MEGLIO SENZA - LA PIROETTA DI BONOMI: A MENO DI DUE SETTIMANE DALL’ENDORSEMENT A GUALTIERI DALLA ANNUNZIATA (VOLUTO DAL CAPO DI GABINETTO LUIGI CARBONE) CONFINDUSTRIA NON SOLO APPOGGIA DRAGHI, MA BOCCIA PURE IL “PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA”, SCRITTO PROPRIO DA ROBERTINO IN TANDEM CON CONTE - LE CRITICHE DEL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA DIGITALE CESARE AVENIA IN AUDIZIONE ALLA CAMERA

roberto gualtieri

GUALTIERI? NON SI TOCCA! – RENZI METTE IL VETO AL MINISTRO CHE DEVE GESTIRE I 209 MILIARDI DEL RECOVERY FUND E FARE CIRCA 500 NOMINE NELLE PARTECIPATE E SUBITO SCATTA IL CAPO DI GABINETTO DI GUALTIERI, LUIGI CARBONE, IN MODALITÀ CASALINO: IN EUROPA CONSIDERANO IL NOSTRO MINISTRO DELL'ECONOMIA UNA “GARANZIA DI STABILITÀ” E IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA, CARLO BONOMI, CHE AVEVA CRITICATO FORTEMENTE IL RECOVERY PLAN, ORA DIFENDE IL MINISTRO CHE L’HA PROPOSTO - UN ASSIST CHE NON AIUTA GUALTIERI, ANZI INASPRISCE I TONI E RAFFORZA QUELLI CHE VORREBBERO SOSTITUIRLO

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/gualtieri-non-si-tocca-ndash-renzi-mette-veto-ministro-che-deve-259777.htm

 

LA PIROETTA DI CONFINDUSTRIA SU PNRR E GUALTIERI

Giusy Caretto per www.startmag.it

CARLO BONOMI DALLA ANNUNZIATA LODA GUALTIERI

 

Confindustria boccia il Pnrr: poco digitale e poche semplificazioni. Cesare Avenia, presidente di Confindustria Digitale, in occasione dell’audizione alla Camera, sostiene che il Piano resiste all’innovazione.

 

Ma è sempre Confindustria, in un’altra occasione, a promuovere chi quel Piano, in qualità di coautore, lo ha scritto, Roberto Gualtieri, Ministro dell’Economia e delle finanze. Andiamo per gradi.

Cesare Avenia - Confindustria Digitale

 

LE CRITICHE AL PNRR

“Il Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza) deve rappresentare un fattore di chiara, visibile, discontinuità con il passato di stagnazione economica, di arretratezza tecnologica e culturale, che ha caratterizzato la quotidianità di questi anni avendo come contraltare le incertezze e pesantezze del quadro normativo, le frammentazioni della governance e le lentezze dei piani di trasformazione digitale”, ha detto nell’audizione alla Camera Cesare Avenia, presidente di Confindustria Digitale (la federazione alla quale fanno capo imprese per un totale di oltre 250.000 addetti che realizzano un fatturato annuo di oltre 75 miliardi di euro).

 

Cesare Avenia - Confindustria Digitale 1

DISCONTINUITA’ CON IL PASSATO

E Confindustria Digitale spera in “un taglio netto a questo andamento resistente all’innovazione” affinché il Pnrr possa “diventare l’occasione storica di una trasformazione profonda del Paese che ne cambi i meccanismi di funzionamento. Ciò significa, in primis, accelerare sulle piattaforme operative digitali, necessarie per dare concretezza esecutiva alle riforme strutturali”.

 

GAP DIGITALE DIVENTA CAUSA STRUTTURALE DELLA MANCATA CRESCITA

GIUSEPPE CONTE PAOLO GENTILONI ROBERTO GUALTIERI

“L’Italia – ha aggiunto Avenia – è entrata nel dramma della pandemia al quart’ultimo posto tra i Paesi Ue per livello complessivo di digitalizzazione e all’ultimo nelle competenze digitali. Questo gap, gravissimo per un Paese industriale come il nostro, divenuto una causa strutturale della sua mancata crescita e modernizzazione, si è riflettuto pesantemente sull’efficacia delle risposte emergenziali che lo Stato si è trovato costretto a dare”.

 

carlo bonomi foto di bacco (2)

E nel Pnrr, “una delle criticità sta proprio nella sua impostazione conservativa, tesa a mantenere i vecchi assetti da cui derivano i ritardi. Dalla giustizia al welfare, dalla sanità alla scuola, ecc, la digitalizzazione viene vista come mero supporto tecnologico, con un’incredibile sottovalutazione delle sue potenzialità di rompere i vecchi schemi e generarne di nuovi più efficienti”.

 

carlo bonomi foto di bacco

SERVONO PROGETTI MISURABILI

E per rompere con il passato, spiega Avenia, “i piani e programmi di trasformazione già in atto, quali Strategia nazionale per le competenze digitali, piano triennale per l’informatica nella Pa, transizione 4.0, switch off digitale dei servizi pubblici (Anpr, Spid, ecc), piano Banda ultralarga aggiornato con lo sviluppo della rete 5G, devono diventare, nel Pnrr, altrettanti progetti esecutivi misurabili, con l’assegnazione di risorse adeguate, indicazione dei cronoprogrammi, delle metodologie di implementazione, degli obiettivi intermedi, dei risultati attesi, dei responsabili istituzionali per la loro attuazione, delle modalità di partnership pubblico-privato”.

 

GIUSEPPE CONTE E ROCCO CASALINO - MEME

POCHE SEMPLIFICAZIONI E POCHI SOLDI ALLE CONNESSIONI VELOCI

Oltre ai progetti, però servono anche i soldi. Ed è per questo che Avenia, in audizione, sottolinea poi “la scarsa attenzione dedicata al tema delle semplificazioni e la carenza oggettiva di risorse dedicate a completare l’infrastrutturazione del Paese con reti a banda ultra larga fissa e mobile, a cui vengono destinati soli 1,1 miliardi di euro, a fronte di un fabbisogno che gli operatori stimano in almeno 10 miliardi”.

ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE

 

GOVERNANCE

Ma serve anche una “governance che deve essere costruita” che sia “competente, autorevole e resiliente ai cambi di governo. Perché i progetti di trasformazione del Paese dovranno necessariamente sopravvivere alle contingenze delle vicende politiche: le iniziative che saranno avviate nei prossimi mesi determineranno il nostro futuro ben oltre l’orizzonte dell’attuale legislatura”.

 

L’APPOGGIO DI CONFINDUSTRIA A DRAGHI

cesare avenia confindustria digitale

E questa governance dovrà essere costruita da Mario Draghi, che Confindustria appoggia. “Abbiamo espresso al presidente Draghi il nostro più convinto sostegno all’azione che dovrà intraprendere, e la viva speranza che il consenso parlamentare riservato al suo programma sia ampio e solido perché c’è molto da fare e bisogna fare presto e bene”, ha detto Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, in una dichiarazione alla stampa parlamentare, al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio incaricato. “Abbiamo provveduto a informare il presidente Draghi sulle posizioni che Confindustria ha assunto nell’ultimo anno su tutti i maggiori temi che rimangono irrisolti nell’agenda del Paese”.

 

giuseppe conte carlo bonomi 2

COSA NON VA PER BONOMI

Temi irrisolti che sembrano decisamente numerosi: “Dal piano nazionale di ripresa e resilienza al piano vaccinale, dalla riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro alla riforma della Pubblica amministrazione e delle sue procedure, dalla necessità di una grande alleanza pubblico-privato per moltiplicare gli investimenti e concentrarli laddove più servono alla ripresa del Paese, tenendo in considerazione il peso del debito emergenziale che le imprese hanno contratto, alla riforma del fisco, alla sostenibilità generale della finanza pubblica visto l’andamento del debito”.

 

BONOMI GOVERNO ARROCCATO

L’appoggio al governo da parte di Confindustria non stupisce affatto. “Il governo si era arroccato su se stesso, con quello nuovo vorremmo ascolto, ma vero”, aveva detto domenica scorsa il presidente intervenendo a Mezz’ora in più, programma condotto da Lucia Annunziata.

 

LE DIMISSIONI DI GIUSEPPE CONTE - MEME

COSA PENSA BONOMI DI GUALTIERI

Ma non tutto, del vecchio governo, deve andar perduto. E se è vero che Bonomi sostiene che Confindustria “non fa scelte di persone e partiti, sta sui temi importanti per il Paese”, dall’altra chiede che Draghi salvi e riconfermi Roberto Gualtieri: “Credo che alcune persone del governo debbano essere mantenute, come il ministro dell’Economia. Lo sosteniamo con un giudizio di metodo, perché non possiamo permetterci un cambio, e di merito, perché quello che porteremo in Italia del Recovery è merito del ministro Gualtieri e della sua credibilità in Europa”, ha detto Bonomi domenica scorsa l’autore (ossia Gualtieri) del Pnrr che ora Confindustria critica.

roberto gualtieri

Ultimi Dagoreport

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)