di matteo meloni gelli

"LA MAGGIORANZA GETTA LA MASCHERA: IL PIANO SULLA GIUSTIZIA E’ IN CONTINUITÀ CON QUELLO DI LICIO GELLI" – IL PM ANTIMAFIA NINO DI MATTEO, DOPO LE FRASI DI CROSETTO E DEL LEGHISTA MOLINARI, VA ALL’ATTACCO: "PARLANO DI CONTROLLO DELL’ESECUTIVO SUI PM. VOGLIONO DUE GIUSTIZIE, FORTE CON I DEBOLI E A DIFESA DEL POTERE” – L’ATTO DI ACCUSA CONTRO LA RIFORMA CARTABIA E LA BORDATA ALL’ANM: "UN ERRORE CHE CONTINUI SULLA LINEA DEL DIALOGO..."

Giuseppe Pipitone per “Il Fatto Quotidiano” - Estratti

 

nino di matteo foto mezzelani gmt 024

Dottor Di Matteo, ha letto le dichiarazioni del ministro Crosetto e del capogruppo della Lega Molinari?

Sì e non sono sorpreso. Finalmente alcuni esponenti della maggioranza hanno gettato la maschera e parlano espressamente di controllo dell’esecutivo sui pm.

 

Però al congresso dell'Anm il ministro Nordio ha assicurato che l'indipendenza della magistratura non è negoziabile.

Mi sembrano parole vuote: con i fatti porta avanti un progetto opposto. Occorre una visione d'insieme per capire quale è il rischio che sta correndola nostra democrazia.

 

A cosa si riferisce?

La riforma Cartabia e quelle del governo Meloni vanno nella stessa direzione. Ed è quella indicata dal primo governo Berlusconi, che a sua volta ha molti punti di contatto con il Piano di Rinascita democratica di Licio Gelli. Si punta a creare un sistema Giustizia improntato al doppio binario: un diritto penale minimo per i privilegiati e uno massimo per gli altri. Una giustizia classista con uno scudo per il potere.

 

antonino di matteo

In che modo si starebbe creando questo sistema?

Da una parte limitando l'incisività delle indagini sui reati tipici dei colletti bianchi. Dall'altra nascondendo fatti rilevanti, grazie a un bavaglio sempre più stretto all'informazione e ai pm.

 

A proposito di colletti bianchi: questa settimana in Parlamento sarà votato un odg che chiede di eliminare l'uso del trojan per i reati contro la Pa. Lei che ne pensa?

Che così s'indebolisce lalotta alla mafia.

 

Perché?

Mai come in questi anni abbiamo capito che mafia e sistema corruttivo sono due facce della stessa medaglia.

 

GIOVANNI TOTI - GIORGIA MELONI

Invece di sparare, da almeno due decenni le mafie preferiscono corrompere, condizionare le attività delle pubbliche amministrazioni.

Quindi spuntare le armi dei pm nella lotta alla corruzione vuol dire indebolire la lotta alla mafia. Chiunque abbia un minimo di esperienza e di onestà intellettuale lo sa. Stiamo vivendo un momento triste.

 

Cosa intende?

Quando un’inchiesta su politica e criminalità accerta fatti rilevanti, si parla sempre di giustizia a orologeria. Oppure si chiede di aspettare il terzo grado di giudizio. Ma ci sono condotte che dovrebbero subito far scattare l'allontanamento dalla vita politica ‘‘ del soggetto coinvolto.

 

Anche se penalmente non rilevanti. E invece oggi molti personaggi che hanno avuto consapevoli rapporti con la mafia continuano a essere protagonisti della vita pubblica.

 

A chi si riferisce? A Cuffaro?

Potrei fare almeno una decina di nomi. I rapporti tra parte dellaclassedirigente e i mafiosi sono molto diffusi. Ma per combattere una situazione simile occorre una magistratura credibile, che abbandoni ogni forma di collateralismo alla politica.

nino di matteo 1

 

Quindi ha ragione Crosetto, la magistratura è politicizzata?

I magistrati politicizzati non sono quelli che fanno le indagini, ma quelli che su certe inchieste hanno preferito seguire criteri di opportunità politica. Ma è sui primi che una parte del potere ha scatenato una sorta di progetto di vendetta.

 

Cioè?

Dopo il cosiddetto scandalo Palamara è partito un progetto di rivalsa nei confronti della magistratura, che covava in gran parte della politica, sin dai tempi di Tangentopoli, delle grandi inchieste su mafia e politica dopo le stragi. L'obiettivo è prevenire che in futuro si possano ripetere inchieste simili.

 

Lei non ha partecipato al congresso dell’Anm, come mai?

licio gelli

Ritengo che la magistratura associata non abbia reagito adeguatamente alla riforma Cartabia. Pur rispettando i colleghi dell'Anm, a partire dal presidente Santalucia, credo sarebbe un errore continuare su questa linea di dialogo. Molti magistrati pretendono posizioni più forti su temi come l'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale, la separazione delle carriere, l'introduzione dei test psicoattitudinali.

 

NINO DI MATTEO

Che intende con posizioni più forti?

Proteste più evidenti, come lo sciopero

 

meloni toti

(...)

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...