LA POLITICA DEL PUNTO G: TUTTO IL SESSO DELLA SECONDA REPUBBLICA - “LA BANDIERA FICCATELA NEL CULO” BY BOSSI - LE BARZELLETTE SCONCE DI SILVIO - ALLA PIDDINA PICIERNO, CHE RIMPROVERAVA ALLA LEGA DI ESSERSI CALATA LE BRAGHE: “PUÒ ESSERCI UNA BELLA SORPRESA PER TE” - MURATTIN CHE MANDA AFFANCULO VENDOLA - BONIVER “BONAZZA” - RENZI CON L’INVIDIA DEL PENE DI GRILLO - SIRCANA E I TRANS - LA “GRANDE ATTIVITÀ SESSUALE DI DINI” (78 ANNI)…

Mattia Feltri per "La Stampa"


E dire che - poiché ha compiuto i diciotto anni e ormai è grandicella (anzi moribonda) - la Seconda repubblica dovrebbe essere immune al brivido del proibito per la parolina sconcia, impronunciabile, dietro cui si celano i misteri orali od orizzontali dell'età adulta. E invece no. Siamo sempre lì, alla terza media, massimo quarta ginnasio. Beppe Grillo - che pure viene dal mondo sboccato del cabaret, ma arriva pure per ultimo - individua il punto G dell'orgasmo mediatico e diagnostica a Matteo Renzi l'invidia del pene.

Lui ama, nei suoi comizi, attingere al glossario della zona erogena, lì dove la politica si dimostra sempre all'altezza. Anche localmente: l'assessore ferrarese Luigi Murattin ha polemizzato con Nichi Vendola sulle seguenti frequenze ideologiche: «Ma va' a elargire prosaicamente il tuo orifizio anale in maniera totale e indiscriminata».

In origine era la Lega. Con tutto il suo celodurismo, con il ricchissimo dizionario dei sinonimi cafoneschi alla voce «omosessuale» o alla voce «prostituta», che noialtri si imparava a memoria da adolescenti. Con Umberto Bossi che invitava la tal signora a infilarsi la tal bandiera nel tal posto. Coi gesti dell'ombrello. Con Margherita Boniver definita «la Bonazza». Fu uno schiaffo poderoso al sistema. Si veniva da mezzo secolo di democristianeria, di pudore esasperato e di ipocrisia non soltanto lessicale. L'abbattimento della Prima repubblica sembrava necessario passasse anche da qualche eruzione intestinale, dallo sputazzo, dal sovvertimento scioccante dell'ordine linguistico costituito. E però poi non ci si è fermati più.

Nel giugno 2011, in una trasmissione televisiva la deputata del Pd, Pina Picierno, stava rimproverando alla Lega di essersi «calata le braghe» e un collega, il leghista Massimo Polledri, offrì una risposta notevole: «Se ci caliamo le braghe noi, può esserci una bella sorpresa per te». È tutto un dibattere di gusti, misure, corredi e applicazioni. Non si parla d'altro. Il collettore massimo di questi ricami è Silvio Berlusconi: di nessuno mai, nella storia dell'umanità, si è conosciuta così approfonditamente la vita d'alcova, con chi, quante volte e per quante ore, con quali abiti, persino con la critica d'autore: «Un toro!», disse Patrizia D'Addario, mentre un'altra ragazza ci forniva fondamentali nozioni sulla consistenza delle presidenziali natiche.

E però non è che Berlusconi sia soltanto vittima. Certo, è stato intercettato mentre definiva Angela Merkel una non snellissima e non attraentissima leader. È stato filmato mentre raccontava una barzelletta con bestemmione in onore alla bellezza di Rosy Bindi. Ma è anche difficile negare che sia stato lui il fondatore della sessocrazia, in tv, con le Minetti, con gli apprezzamenti perenni, le storielle a base d'amplesso, i percorsi logici disarmanti, il passaggio (come disse Pietrangelo Buttafuoco) ad Alvaro Vitali senza passare per Alberto Sordi: «Meglio guardare belle ragazze che essere omosessuali».

Non scampa più nessuno. Dalle foto di Silvio Sircana (guarderà i femminielli o le indicazioni stradali?) all'intervistatrice di Italo Bocchino che siccome era trans fece notizia. Dalle insinuazioni sui meriti politici di Mara Carfagna alle notti mercenarie di Cosimo Mele alle scappatelle di Piero Marrazzo, di cui naturalmente interessarono soprattutto i dettagli.

L'ultimo approdo è stato l'autocoinvolgimento programmatico: Rosario Crocetta promise che se fosse stato eletto presidente di Sicilia avrebbe detto addio al sesso; Maurizio Gasparri avvalorò l'opportunità dell'astinenza sessuale prima delle elezioni; Lamberto Dini (nel 2009, aveva 78 anni) confessò che anche lui aveva «una grande attività sessuale», e senza aiutini. Eppure il più saggio fu Marcello Dell'Utri («L'astinenza rende i politici più lucidi»), perché spiegò come mai gli ultimi vent'anni sono trascorsi così.

 

BERLUSCONI-CARFAGNAcarfagna-berlusconiBERLUSCONI E CARFAGNA - PANSECANicole Minetti SexyDONATELLA E LAMBERTO DINI PINA PICIERNO

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