ursula von der leyen mateusz morawiecki

C’È STATA LA PRIMA POLEXIT - LA POLONIA È STATA ESPULSA DALLA RETE EUROPEA DEI CONSIGLI DI GIUSTIZIA, L’ORGANISMO CHE COORDINA I VARI CSM EUROPEI, GUIDATO DAL COSTITUZIONALISTA ITALIANO FILIPPO DONATI - LA DECISIONE ERA NELL’ARIA DOPO LE RIFORME ILLIBERALI VARATE DAL GOVERNO DI VARSAVIA. SARÀ SOLO IL PRIMO PASSO VERSO L’USCITA DALL’UE O IL PARTITO NAZIONALISTA PIS FARÀ RETROMARCIA SUL RISPETTO DELLO STATO DI DIRITTO?

Angela Mauro per www.huffingtonpost.it

 

ursula von der leyen. mateusz morawiecki

Ci siamo arrivati: la Polonia è espulsa da uno degli organismi istituzionali dell’Unione, la Rete europea dei Consiglio di giustizia (Encj), organismo di coordinamento tra le istituzioni europee e le varie magistrature nazionali.

 

La proposta di espulsione del Consiglio giudiziario nazionale polacco, il Csm di Varsavia (Krs), è passata a scrutinio segreto con 86 voti a favore e 6 astenuti, nell’assemblea di oggi a Vilnius. La maggioranza richiesta era di 69 voti.

 

FILIPPO DONATI

A capo dell’Encj c’è l’italiano Filippo Donati, costituzionalista e professore all’Università di Firenze, eletto in quota M5s nel Consiglio superiore della magistratura nel 2020. “Decisione dolorosa ma inevitabile”, dice il vicepresidente del Csm italiano David Ermini.

 

La decisione era nell’aria. Nasce da una proposta del Comitato esecutivo dell’Encj discussa nell’assemblea del 17 settembre scorso in seguito alle polemiche sui giudici polacchi, la cui indipendenza è messa a rischio dalle riforme attuate dal governo nazionalista a Varsavia, come denunciato più volte dalla Commissione Europea senza che il Consiglio Europeo abbia mai preso provvedimenti, tipo l’attuazione dell’articolo 7 del Trattato dell’Unione che sospende i diritti (per esempio di voto) ai paesi che violano i principi dell’Ue.

 

David Ermini

Ecco, l’espulsione per Varsavia è invece arrivata oggi da questa rete dei Csm europei, nata con una prima assemblea a Roma nel 2004. La missione della rete è di “porsi come collegamento tra le istituzioni europee, le loro politiche e le varie magistrature nazionali, per favorire l’attenzione ai principi di autonomia e di indipendenza del potere giudiziario nell’elaborazione degli strumenti normativi di cooperazione”.

 

Da giugno 2020, a capo dell’Encj c’è l’italiano Filippo Donati, costituzionalista, professore all’Università di Firenze, membro laico del Consiglio superiore della Magistratura da luglio 2018, eletto in quota M5s.

ursula von der leyen mateusz morawiecki

 

“Una decisione dolorosa ma ineluttabile”, commenta il vice presidente del Csm David Ermini, prendendo la parola all’assemblea di Vilnius e annunciando il voto favorevole a nome di Palazzo dei marescialli.

 

filippo donati

“Il Consiglio nazionale della magistratura polacco non raggiunge il livello di autonomia dagli altri poteri dello Stato richiesto dalle norme statutarie dell’Encj, e pertanto non è in grado di ottemperare al dovere di salvaguardare l’indipendenza della magistratura - continua Ermini - Le riforme del sistema giudiziario polacco e del Krs costituiscono palese violazione dei principi dello stato di diritto, in quanto inequivocabilmente dirette a condizionare e comprimere l’indipendenza e l’autonomia della magistratura assoggettandola al controllo del potere esecutivo e legislativo. Qui non si tratta di interferire impropriamente sulla sovranità legislativa di un Paese o sindacare la soggezione del giudice alla legge, ma di consacrare il principio che lo stato di diritto e la separazione dei poteri sono valori fondanti delle democrazie europee e dell’Unione. E di affermare, senza esitazioni e incertezze, che l’indipendenza della giurisdizione è la pietra angolare dello stato di diritto in Europa, perché garanzia dei diritti e dell’uguaglianza dei cittadini”.

 

jaroslaw kaczynski mateusz morawiecki

Il Csm polacco “non salvaguarda l’indipendenza della Magistratura, non difende la Magistratura, né i singoli giudici rispetto a eventuali misure che minaccino di compromettere i valori fondanti di indipendenza e autonomia”, recita la nota dell’Encj. Ma la scelta di oggi, continua il comunicato, non deve essere “presa alla leggera. Per ciascuno dei Consigli presenti oggi che hanno votato a favore, questo è un atto in difesa dell’Encj e dei valori che rappresenta, come l’indipendenza della magistratura e lo Stato di diritto in Europa”.

 

Mateusz Morawiecki von der leyen

Ieri, la sentenza della Corte di giustizia europea che ha condannato la Polonia al pagamento di una multa di un milione di euro al giorno alla Commissione Ue per non aver sospeso la camera disciplinare per i giudici, anche se sono mesi che il premier Mateusz Morawiecki lo promette. Oggi l’espulsione dalla rete dei Csm europei. La tensione tra le capitali europee e Varsavia è sempre più alta, esacerbata anche dalla sentenza della Corte suprema polacca sul primato del diritto nazionale su quello europeo.

Mateusz Morawiecki von der leyen 2

 

È in questa situazione incandescente che la Commissione Europea dovrà prendere una decisione sui fondi del Next Generation Eu per la Polonia, ancora bloccati per violazione dello stato di diritto. “Per il piano di Recovery abbiamo concordato di avere investimenti e riforme - insiste la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen - Le riforme sono legate alle raccomandazioni specifiche per Paese. Per la Polonia prevedono l’indipendenza della magistratura. Ci dev’essere un chiaro impegno per smantellare la Camera disciplinare, riformare il regime disciplinare e riammettere i giudici licenziati in modo illegittimo. La parte delle riforme è conditio sine qua non”.

 

Ma a Varsavia non si arrendono. “La Polonia non può e non deve pagare un solo zloty” a Bruxelles, dice il ministro della Giustizia polacco, Zbigniew Ziobro.

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