PORCELLUM FOR EVER! ECCO IL CODICILLO DEL DUO AZZECCAGARBUGLI LETTA&NAPOLITANO PER IMPEDIRE QUALSIASI CAMBIO DELLA LEGGE ELETTORALE

Gianluigi Pellegrino per "La Repubblica"

Era stato promesso "mai più al voto con il porcellum". Ed invece si mettono le premesse per l'esatto contrario. Con tanto di timbro di una legge costituzionale che approvandosi con la procedura rafforzata della doppia lettura, impedirebbe persino al Parlamento di mettere mano alla legge elettorale nel caso, certo non improbabile, in cui le riforme si arenassero o comunque saltasse il tavolo della strana maggioranza e si dovesse tornare alle urne.

Il colpo di mano è all'articolo 2 del testo con cui il governo ha previsto la commissione dei 40 deputati e senatori che dovrebbero confezionare le ipotizzate riforme costituzionali. E però la norma non si limita ad assegnare a quel percorso (invero barocco) i soli disegni di modifica della Carta, ma obbliga i Presidenti delle Camere a farvi transitare anche «tutti i progetti di legge ordinaria di riforma dei sistemi elettorali».

Questo vuol dire che non solo una nuova eventuale legge elettorale è rinviata all'esito dell'ipotetica approvazione delle riforme costituzionali ma anche che, fuori da quel percorso, viene radicalmente impedito al Parlamento di superare il porcellum con procedura ordinaria.

Morale della favola: se passano le complesse e per ora confuse riforme «forse» dopo si metterà mano al porcellum, ma se inconcludenza e veti incrociati freneranno le prime, come già mille volte è successo, allora il porcellum è persino blindato nel senso che una norma rafforzata come quella che si sta approvando impedisce di cambiarlo con procedura ordinaria.

Ci era stato detto invece che tra le posizioni, apparentemente contrapposte, del Pd che chiedeva un immediato ritorno al mattarellum e il Pdl che pretendeva un rinvio a valle della riscrittura della Costituzione, la via mediana era quella di aspettare il prossimo autunno, quando, promettevano i democratici, o con il pdl o con chi ci sta il porcellum sarebbe stato superato. Così prometteva il Pd, ma la legge proposta ora dal governo, se approvata, impedirebbe qualsiasi intervento sulla legge porcata se non dentro al percorso delle ipotizzate riforme del quale peraltro il progetto governativo allunga ulteriormente i tempi.

Avevano detto diciotto mesi dall'insediamento del nuovo esecutivo. Lo aveva promesso Letta e lo aveva ratificato Napolitano. Ma già adesso quei mesi son diventati molti di più. Ed infatti è scritto a chiare lettere che il termine di un anno e mezzo che noi pensavamo già partito in realtà non comincerà nemmeno a decorrere sino alla «data di entrata in vigore della presente legge costituzionale». E siccome per approvarla, questa norma costituzionale, ci vogliono almeno cinque o sei mesi ecco qui che già sui tempi, gli impegni presi ruzzolano giù quando ancora non hanno mosso i primi passi. Peraltro ove mai una qualche modifica costituzionale vedesse la luce, seguirebbero uno o più referendum ed eventualmente solo allora si potrebbe finalmente modificare la legge elettorale. Parliamo di molti anni, non certo di mesi.

Spiace dirlo ma sembra davvero che, al di là dei proclami, l'obiettivo che un po' tutti i partiti vogliano garantirsi, sia proprio quello di fare il possibile perché il porcellum resista contro ogni minimo buon senso.

Persino il vagheggiamento del presidenzialismo che si fa oscillare come un drappo rosso davanti ad elettori esausti e che ovviamente non ne conoscono le implicazioni così poco consone alla realtà italiana, appare strumentale al medesimo disegno che infatti si disvela quando il Pdl annuncia di rifiutare qualsiasi degna riforma elettorale "se non passa quella presidenziale". E siccome è certo che questa non passerà, è facile trarne la conseguenza che ancora una volta l'obiettivo di fondo è evitare l'unica riforma (quella elettorale) che da sola potrebbe garantire insieme governabilità nel mantenimento della democrazia parlamentare e ritorno della scelta in capo ai cittadini.

Riforme rinviate e nelle more il porcellum a ingrassare, sono davvero le ascisse e le ordinate di un programma intitolato "tirare a campare" che Letta per primo dovrebbe ripudiare.

Saremmo così non più cittadini governati sia pur da un esecutivo di necessità; ma "sudditi sequestrati" dalla trappola di una inagibilità democratica che impedisce la sola ipotesi di tornare alle urne con un legittimo sistema elettorale. Chiusi in gabbia con il porcellum nel pantano di una democrazia bloccata prima da un bipolarismo tra ammucchiate rissose, ora dal rischio di un nuovo consociativismo fondato sul minimo comun denominatore, contrapposizioni di facciata e strizzate d'occhio blindate dalla logica dei numeri.

La strategia del Pdl è ben chiara. Garantirsi il futuro prossimo, a partire dal mantenimento della legge-porcata. Molto meno comprensibile il torpore del Pd che invece proprio su questo tema deve finalmente battere un colpo cominciando con lo stralciare l'inaccettabile vincolo pro-porcellum dalla norma costituzionale. Spazzare via subito la legge porcata sarebbe doveroso. Ma addirittura vincolarsi a tenerla con una legge rafforzata è criminale e francamente, per i democratici, anche esercizio di inspiegabile masochismo.

 

 

Napolitano Maurizio Lupi ed Enrico Letta LETTA E napolitano Giorgio Napolitano e Enrico Letta napolitano ed enrico lettaVIGNETTA VAURO I TAGLI DEL PORCELLUM

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