CHI PREME IL GRILL-INO? IL DURO MESTIERE DELLA POLITICA

Andrea Scanzi per il "Fatto quotidiano"

Il parlamentare 5 stelle è, di colpo, al centro dell'attenzione. Da un giorno all'altro è chiamato a decidere le sorti di un paese. E non è pronto. Il problema, oltre che politico, è psicologico. Quando Beppe Grillo ripete che "raggiungeremo il 100% e poi ci scioglieremo", non allude a nessuna dittatura. Molto più semplicemente, porta all'esasperazione il sogno - suo e di Casaleggio - di una palingenesi definitiva: niente più politici di professione, sostituiti da semplici cittadini che rifiutino perfino l'appellativo di "onorevole".

La rivoluzione è totale e, come tutte le rivoluzioni, annovera pregi e difetti. Se l'aspetto positivo risiede nella passione scevra (si spera) da interessi personali, quello negativo coincide con l'inesperienza. Su questo, anzitutto, fanno leva i giornalisti, che ora li circuiscono e ora li triturano. Disabituati ai microfoni, i neo-parlamentari incorrono in gaffes (i microchip), deliri (il fascismo buono), autopresentazioni ("Ciao, mi chiamo Tonio, coltivo fagioli zolfini e vorrei fare il Ministro dei Legumi"), integralismi ("Chi vota la fiducia è fuori dal movimento") e aperture ("Facciamo un referendum online per decidere se appoggiare il Pd").

Sono alla prima esperienza e devono ancora capire dove sono stati catapultati. Ieri trentenni qualsiasi, oggi statisti. Ogni loro frase non è più il commento a un post, ma assurge a titolo di cronache e retroscena. "La politica è un mestiere come un altro", lo cantava Gaber e lo ripete Grillo, ma come tutti i mestieri va imparato. E adesso non pare esserci tempo. Si corre ai ripari, ma se la toppa è l'ex Grande Fratello Rocco Casalino come ufficio stampa forse era meglio il buco. Quando la Lega sbarcò a Roma, pure loro erano novizi. Più agguerriti, però. Più smaliziati. Meno ingenui.

E - soprattutto - accompagnati anche tra gli scranni dal loro capo, dal loro guru: dal loro senatùr. Accanto a deputati e senatori, Umberto Bossi c'era: Beppe Grillo, no. Le volpi di Camera e Senato cercheranno in ogni modo di circuire i giovani novizi, sperando di tramutarli in Scilipoti Jr. E i grillini saranno soli. Minacciando di dimettersi se verrà votata la fiducia, Grillo un po' ha giocato col finto fuoco (sa bene che quel rischio non esiste) e un po' ha ammesso che la tensione c'è.

Il parlamentare 5 Stelle è sottoposto a sollecitazioni infinite. Quella della propria ambizione, che non sempre coincide con l'interesse del movimento. Quella dei familiari, che certamente - e forse a ragione - gli staranno consigliando di non seguire Grillo e Casaleggio in questa fase particolare della politica italiana, accollandosi la responsabilità di un governo atto a salvare l'Italia. Ma c'è anche la pressione del web, del cosiddetto "popolo della Rete", quantomai vigile (e diffidente, e incazzoso).

Fatte salve petizioni assortite e talora fantasiose, l'internauta grillino è largamente posizionato sulle trincee di Grillo: "Niente alleanza, niente appoggi" (e chi si discosta dal Non Statuto è avvertito). C'è poi, come pressione ulteriore, quella dei due capi. Dei due (non) leader. Da una parte il parlamentare 5 stelle non vuole sembrare una sorta di Ambra Angiolini 2.0 telecomandato: insegue l'emancipazione, lo smarcamento.

Dall'altra, però, sa che a Grillo e Casaleggio tutto deve: senza quei due sarebbe ancora "uno come tanti" e non "uno vale uno". Il neo-parlamentare grillino deve tenere conto delle aspettative del movimento, del paese, della famiglia, della Rete, di Grillo, di Casaleggio. Eccetera. Eserciti variegati e trasversali ne soppesano ogni mossa. Impossibile piacere a tutti, forse neanche a se stessi. Ieri il grillino dubitava di tutto, oggi tutti dubitano di lui. Ieri era lecita l'iconoclastia, oggi si è già adulti. Per niente facile. Soprattutto quando si saltano - loro direbbero "bypassano" - molte fasi intermedie. E' dura decidere cosa fare da grandi, ancor più quando si è cresciuti troppo in fretta.

 

Beppe Grillo Beppe Grillo ROCCO CASALINOOGNUNO VALE UNO - CASALEGGIO COME V PER VENDETTAGRILLO E CASALEGGIO ARRIVANO A ROMA

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