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NON RENDO A VOI IL VOSTRO DEBITO - IL PRESIDENTE DELLA BUNDESBANK JENS WEIDMANN STRIGLIA RENZI E PADOAN: “CON IL DEBITO NON SI ALIMENTA LA CRESCITA E L’ITALIA NON È UN MODELLO SUI CONTI PUBBLICI. NOTIAMO UN INDEBOLIMENTO DELLA SPINTA RIFORMISTA E DELLA DISCIPLINA DI BILANCIO”

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Tonia Mastrobuoni, Anja Ettel, Luis Felipe Doncel De La Colina per “la Repubblica”

 

Con il debito non si alimenta la crescita. E l' Italia, pur avendo fatto molti progressi sulle riforme, «non è un modello» sui conti pubblici. La Commissione europea, evidentemente, non riesce a districarsi nel "doppio ruolo", di guardiana dei Trattati e mediatrice tra diversi interessi politici. Meglio creare un' istituzione terza, che sanzioni automaticamente gli Stati che sforano.

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Alla vigilia di una settimana importante, in cui è atteso il parere di Bruxelles sul Programma di stabilità italiano, Jens Weidmann torna sul suo discorso recente a Roma che ha suscitato molte reazioni irritate. E in questa intervista ribatte punto per punto alle obiezioni di Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan. Spiegando anche perché sta difendendo Mario Draghi e la Bce dalle bordate del suo connazionale, Wolfgang Schäuble.

 

anche jens weidmann ha i suoi momenti gordon gekkoanche jens weidmann ha i suoi momenti gordon gekko

Presidente Weidmann, il suo ultimo discorso a Roma ha irritato molti. E il ministro dell' Economia italiano Pier Carlo Padoan ha obiettato in un'intervista con Repubblica alle sue parole, ricordando che il debito si riduce stimolando la crescita.

«Ovviamente la crescita è essenziale: su questo concordo perfettamente con Pier Carlo Padoan. Peraltro il governo di cui fa parte ha avviato molte importanti riforme per stimolarla, penso a quella del mercato del lavoro o alla riforma istituzionale. Però sono scettico verso chi pensa che il problema del debito si possa affrontare facendo altri debiti, o che il deficit sia la via giusta per favorire la crescita. A mio parere non c' è contrasto tra crescita e solidità dei bilanci. E sui conti pubblici, l' Italia non è certo un modello».

 

Anche Matteo Renzi ha reagito al suo intervento, invitandola a occuparsi un po' più del sistema bancario tedesco…

ceccherini weidmann ceccherini weidmann

«Quindi Ignazio Visco può discutere soltanto sull' Italia, e io solo sulla Germania? Alla Bce ci occupiamo della politica monetaria di tutta l'eurozona. Ultimamente notiamo un indebolimento della spinta riformista e della disciplina di bilancio. Alcuni Paesi, oppressi in passato da oneri ingenti sul debito, non hanno saputo approfittare in misura sufficiente degli enormi risparmi di cui hanno fruito grazie ai tassi bassi».

 

ceccherini weidmann con gli studenticeccherini weidmann con gli studenti

Molti sono rimasti sorpresi, invece, della sua posizione in difesa di Mario Draghi, dopo le dure critiche del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble.

«Non si trattava di prendere le difese di Mario Draghi, ma di sottolineare l' autonomia della Bce. Ho esposto la mia opinione basandomi su un'analisi economica. Quanto ho detto, peraltro, è perfettamente in linea con quanto ho dichiarato in precedenza. Ovviamente è legittimo discutere di politica monetaria.

 

Ma non bisogna mai mettere in discussione l'indipendenza delle banche centrali. Se il dibattito è così acceso, forse è perché alcune delle misure finora adottate danno l' idea che limite tra politica monetaria e politica fiscale si sia sfilacciato, modificando la ripartizione dei rischi sui bilanci delle banche centrali. Una dinamica che ci rende più vulnerabili».

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Wolfgang Schäuble è arrivato ad accusare la Bce di aver contribuito all' ascesa dei populisti dell' AfD…

«Vogliamo davvero consentire che la Bce sia costretta ad orientare le proprie scelte in base a chi ne approfitterà politicamente? O addirittura in base alle preferenze per un dato governo, alle simpatie o antipatie per questo o quel partito? Il Consiglio direttivo della Bce non può farsi condizionare da considerazioni del genere: rischierebbe di politicizzare la politica monetaria, sacrificando la propria indipendenza».

 

weidmann draghi weidmann draghi

Perché pensa che il suo discorso all'ambasciata tedesca a Roma abbia suscitato reazioni così forti?

«Lì ho parlato dei rischi di un'assunzione di responsabilità comune, ad esempio sui depositi bancari, sul sussidio di disoccupazione o sull'introduzione degli Eurobond. Finché aspetti decisivi della politica resteranno appannaggio degli Stati nazionali sarebbe sbagliato procedere verso garanzie comuni. Sarebbe impossibile, in quel caso, garantire l'obiettivo comune della stabilità e della solidità finanziaria degli Stati. Su questo punto è evidente che i pareri restano diversi».

 

La Commissione Ue dovrebbe essere più dura nei confronti dei Paesi che sforano sui conti?

PADOAN RENZIPADOAN RENZI

«La Commissione ricopre un duplice ruolo, molto difficile, verso il quale sono critico. E' al tempo stesso custode dei Trattati, ma è anche incaricata di mediare tra i diversi interessi politici. Purtroppo i compromessi che ne conseguono vanno spesso a discapito della disciplina di bilancio. Anch' io, come Wolfgang Schäuble, penso che sarebbe opportuno creare una commissione indipendente incaricata di valutare oggettivamente il rispetto delle regole. Si solleverebbe così la Commissione da questo compito, separando l' analisi economica dalle decisioni politiche».

 

Jens Weidmann e Angela MerkelJens Weidmann e Angela Merkel

Così i Paesi verrebbero sanzionati automaticamente per gli eccessi di disavanzo…

«Al momento le procedure sono talmente complesse e poco trasparenti che nessuno riesce a dire se ci si attenga alle regole o meno. Le regole comuni dovrebbero essere chiare e verificabili; è l' unico modo per esercitare un controllo. L' adozione di misure che inducano i membri dell' Unione monetaria ad attenersi più alle regole sarebbe certamente un progresso».

 

Ormai i mezzi della Bce sembrano sempre più limitati, o state pensando a forme estreme come l''helicopter money'?

RENZI PADOANRENZI PADOAN

«Per me la discussione sull'helicopter money non esiste. E serve solo a creare incertezza tra i cittadini. Non è un tema, per il direttorio della Bce. Non siamo in istituto di ricerca; non possiamo abbandonarci a discussioni accademiche su idee peregrine senza conseguenze. Peraltro tutte le nostre prognosi indicano un aumento dei prezzi: gli effetti del calo dei costi dell' energia dovrebbero essere gradualmente compensati».

 

Fino a che punto i tassi potranno essere ancora abbassati?

«Dovremmo attendere gli effetti di quanto già deciso e non metterci subito a escogitare altre misure; ciò vale anche per i tassi di interesse. In questo modo non si favorisce certo la fiducia».

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