zelensky donald trump vladimir putin

TRUMP, UN BEL FIJO DE 'NA MIGNOTTA - PRIMA DI AUTORIZZARE UN MAGGIORE SOSTEGNO MILITARE STATUNITENSE A KIEV, VUOLE RAGGIUNGERE CON L'UCRAINA UN ACCORDO SULL'ESTRAZIONE DI TERRE RARE. IL TYCOON VUOLE IL 50% DELLE RISORSE PRESENTI NEL PAESE - ZELENSKY, INSULTATO DA TRUMP ("È UN DITTATORE E UN COMICO MEDIOCRE"), SA DI ESSERE CON LE SPALLE AL MURO: SE NON ACCETTERA', RISCHIA SANZIONI DA PARTE DEGLI USA - IL DIRETTORE DELL’ISTITUTO DI POLITICA DI KIEV, RUSLAN BORTNIK: "NELL’UFFICIO DI ZELENSKY SONO SPAVENTATI E ARRABBIATI"

MEDIA, TRUMP VUOLE ACCORDO SU MINERALI PRIMA DI COLLOQUI DI PACE

VOLODYMYR ZELENSKY DONALD TRUMP VLADIMIR PUTIN

(ANSA) - L'amministrazione Trump vuole raggiungere un accordo sui minerali con l'Ucraina prima di autorizzare potenzialmente un maggiore sostegno militare statunitense a Kiev - o di proseguire con il tentativo di mediare i colloqui di pace tra Kiev e Mosca - optando per un accordo semplificato e concordando i dettagli in seguito: lo riporta la Reuters, che cita due fonti anonime.

 

La decisione di Washington, sottolinea l'agenzia di stampa, segue il rifiuto da parte del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di una proposta "dettagliata" degli Stati Uniti la scorsa settimana, secondo cui Washington avrebbe ricevuto il 50% dei minerali critici dell'Ucraina, tra cui grafite, uranio, titanio e litio (quest'ultimo è un componente chiave nelle batterie delle auto elettriche). Secondo le fonti, il rifiuto di Kiev ha dimostrato che ci vorrà del tempo per raggiungere un accordo completo.

DONALD TRUMP - VOLODYMYR ZELENSKY - MEME BY EDOARDO BARALDI

 

L’ORA PIÙ BUIA DI KIEV “SE NON FIRMIAMO LA RESA RISCHIAMO SANZIONI USA”

Estratto dell'articolo di Paolo Brera per “La Repubblica”

https://www.repubblica.it/esteri/2025/02/20/news/ucraina_elezioni_zelensky_resa_sanzioni_usa-424015259/

 

Volodymyr Zelensky lo sa e glielo dicono: «Non è finita qui». Ha le spalle al muro, è certo di aver perso il suo più grande alleato: il presidente americano lo ha ignorato, poi gli ha mostrato i muscoli. Ora lo sfotte dandogli del «comico che non fa ridere», lo delegittima come «dittatore» senza consensi.

 

Troncata la missione a Dubai e Ankara senza raggiungere Riad, visto che americani e russi non lo hanno voluto al tavolo tra superpotenze, nel fortino di via Bankova i suoi uomini lo aggiornano sulle notizie che non si leggono in chiaro. E non sono buone: «Potrebbero sanzionarci », gli dicono.

 

volodymyr zelensky donald trump

La voce gira insistente: se non si deciderà ad abbandonare il suo status da eroe, da leader di un popolo aggredito che ha acquisito col suo sangue il diritto di decidere per se stesso; se non accetta di convertirsi ad alleato paziente e subordinato di Washington come Lukashenko fa con Putin, Trump è pronto a forzargli la mano. Se sarà necessario, armerà il siluro delle sanzioni contro di lui e il suo fortino.

 

Lo ha scritto persino Arestovych, l’ex consigliere dell’Ufficio presidenziale che nel 2023 è fuggito diventando un oppositore giurato del presidente: «Stanno valutando la possibilità di sanzionare l’entourage di Zelensky: Mindic, Shefir, Kolyubaev, Pishchanskaya. Le porte d’accesso al suo forziere». A Shefir e Timur Mindich lasciò le azioni delle sue aziende quando divenne presidente.

 

ZELENSKY - DONALD TRUMP - FOTO LAPRESSE

Il produttore Kolyubaev è amico e socio del suo potente Richelieu, il capo dell’Ufficio presidenziale Yermak; e Svetlana Pishchanskaya, amica d’infanzia di Zelensky, ne gestisce gli affari in Italia. Zelensky ha resistito all’armata rossa, ma non può difendersi dai marines. Nell’ufficio presidenziale sono convinti che sia questo il senso dell’attacco di Trump: non è più disposto a lasciare la poltrona centrale del negoziato al leader di un Paese di 30 milioni di abitanti che pretende di dettargli la linea. [...]

 

DONALD TRUMP E VLADIMIR PUTIN - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

«Nell’ufficio del presidente sono spaventati e arrabbiati. È una situazione insolita – spiega il direttore dell’Istituto di Politica di Kiev, Ruslan Bortnik - e sono molto a disagio e scioccati». Le sparate roboanti di Trump, da quel «4% di popolarità » di cui accredita Zelensky ai «350 miliardi di dollari» la cui metà sarebbe sparita nel nulla, sono lontane dalla realtà. I sondaggi dell’Istituto di sociologia di Kiev danno «la sua fiducia al 57%». Sta salendo: «A dicembre era al 52%».

 

Anche sui soldi i conti, secondo Kusch, sono diversi: «Gli Usa hanno dato il 30% di 120 miliardi di dollari, quasi tutti a fondo perduto, in aiuti al budget. Più un valore non facilmente computabile in armi e munizioni e in vecchi stock dai fondi speciali di Cia, Pentagono e Dipartimento di Stato: nemmeno loro sanno quantificarne il valore».

TERRE RARE IN UCRAINA DIFFICILI DA RAGGIUNGERE

 

Ma a Kiev non hanno dubbi: l’attacco delegittima Zelensky per fargli capire chi distribuisce ora le carte. Il presidente ucraino chiedeva nuovi aiuti e proponeva lo sfruttamento congiunto delle terre rare? Trump gli ha sottoposto una proposta indecente e lo ha costretto a rifiutarla. E ci sono altri tre anni di richieste maturate durante la guerra che il Maga vuole far saltare: le concessioni territoriali e i confini del 1991; la Crimea e il “no” al congelamento della guerra; i «non si tratta» con «il criminale di guerra Putin» e la morsa sul dissenso, iniziata prima dell’invasione, che è nel mirino di Trump e dei suoi uomini: «Zelensky non può rappresentare la volontà del popolo ucraino se non ripristina la libertà di stampa e non indice le elezioni», twitta Elon Musk. Sono ora nere e tese. L’Europa, divisa, non è sponda forte. [...]

terre rare

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT - ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. LO SARÀ PER FORZA: LA RIFORMA È INCOMPRENSIBILE E GLI ITALIANI VOTERANNO SULLA BASE DI FIDUCIA E SIMPATIA POLITICA. SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO SULLA DUCETTA - ANCHE SE SI NASCONDE, LA MELONI SA CHE DOVRA' METTERCI LA FACCIA: SE NON SCENDE IN CAMPO, NON SI SPOSTANO I VOTI. D'ALTRONDE I SONDAGGI CERTIFICANO IL TESTA A TESTA TRA "SI" E "NO" E SOLO LEI (CHE DA SOLA VALE I 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) PUÒ SMUOVERE LE SUE MASSE - TUTTO RUOTA INTORNO AL REFERENDUM: LA RESA DEI CONTI NELLA LEGA È CONGELATA FINO AL 24 MARZO, COSÌ COME LO SCAZZO TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI – L’OPPOSIZIONE È CONFUSA, LITIGA E SONNECCHIA, MA SE VINCESSE IL "NO" POTREBBE IMPROVVISAMENTE RIANIMARSI. IL CONSENSO DELLA SORA GIORGIA È STABILE E DURATURO, MA LA STORIA INSEGNA: CI VUOLE POCO A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE…

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO