L’IMU-RTACCI! PRIMI BENEFICI DELLA “MORTE” (PRESUNTA) DEL PATONZA: ALFINI CI FARA’ PAGARE DI NUOVO L’IMU

Da Corriere.it

La prima grana post-fiducia per il governo arriva dal decreto che abolisce la prima rata dell'Imu, che da lunedì pomeriggio sarà votato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, che devono portare il testo in aula mercoledì pomeriggio.

Il governo vorrebbe «blindare» il provvedimento, ma i deputati del Pd della commissione Bilancio hanno presentato un emendamento che fa pagare l'Imu alle case con rendita catastale oltre i 750 euro per recuperare risorse da destinare al sociale. A farsi portavoce delle esigenze del governo è stato il presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia, vicino al premier Letta.

«Saccomanni - spiega Boccia - ha pagato con sollecitudine ai Comuni la compensazione per il mancato gettito della prima rata Imu. A questo punto diventerebbe complicato modificare le norme del decreto». Il post fiducia ha dato forza sì al governo, ma l'equilibrio politico è ancora da trovare. Molti deputati del Pd vorrebbero subito varare norme più «di sinistra», come appunto far pagare l'Imu ai redditi più alti, ma questo metterebbe in difficoltà Angelino Alfano all'interno del Pdl.

Tra i circa 450 emendamenti presentati ve ne sono alcuni sia del Pd (di Angelo Rughetti) che di Scelta Civica (di Enrico Zanetti) che alzano la franchigia, e che farebbero pagare quindi l'imposta alle case di maggior pregio. Un emendamento di tutti i deputati Pd, poi, prevede che non vengano esentate le case oltre 750 euro di rendita.

Il miliardo e 200 milioni che si ricava, spiega Maino Marchi, andrebbero a coprire un ritorno dell'Iva al 21%, nonché per aggiungere 400 milioni alla Cig in deroga e 50 al Fondo affitti: «noi abbiamo presentato gli emendamenti per sollevare delle questioni - aggiunge Marchi - possiamo anche ritirarli o trasformarli in ordini del giorno, ma comunque chiediamo che si ragioni e che non si blindi il testo».

E la proposta del Pd trova il plauso del segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy: «Se le risorse dell'Imu derivanti dalla tassa sulle cosiddette case di lusso fossero utilizzate per ridurre il carico fiscale sui salari e pensioni, la Uil è pronta a discuterne». I conti per la Uil sono infatti presto fatti: sarebbero infatti 1.740.195 le case con una rendita catastale sopra i 750 euro, di cui il 65% ‘villinì che si aggiungerebbero ai 44.785 proprietari di immobili di lusso.

Sarebbero perciò 1.784.980 i contribuenti che continuerebbero a pagare l'Imu. In sostanza, spiega ancora il sindacato, se si dovesse modificare il recente decreto Imu l'imposta si azzererebbe per gli immobili al di sotto dei 170 mq. classificati in A/2 considerato che la media nazionale degli immobili in A/2 è di 624 euro medi con 6 vani.

Continuerebbero, invece, a pagare l'imposta i proprietari degli immobili di categoria A/2, con 4 o più vani, a Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Napoli. Cittá in cui il valore catastale è più alto. A Milano, infatti, la media catastale è di 1.487 euro; a Torino di 1.295 euro, a Roma di 1.179 euro, a Bologna di 1.602 euro, a Firenze di 900 euro e a Napoli di 932 euro.

Mediamente, spiega ancora la Uil, non pagherebbero l'imposta i proprietari degli immobili di categoria A/3, salvo quelli con più di 200 mq. e nelle cittá come Roma, Bologna e Firenze.Per questa categoria la media catastale nazionale è di 423 euro e per ogni vano mediamente è di 85 euro, con punte 177 euro a vano a Roma, dove per un trilocale si pagherebbe l'Imu.

 

 

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