liberta stampa 1

PROCURE SCATENATE. CONTRO I GIORNALISTI – PERQUISITE REDAZIONI E CASE PRIVATE SOPRATTUTTO SE TOCCANO I SERVIZI SEGRETI – NICOLA BORSI DEL “SOLE 24 ORE” E FRANCESCO BONAZZI DE “LA VERITA’” SI SONO TROVATI LA GUARDIA DI FINANZA A CASA: AVEVANO SCRITTO DELLA BANCA DEGLI 007

 

Giorgio Meletti per il Fatto Quotidiano

 

zonin e la banca dei servizi segreti

Una serie di decisioni illegittime di diverse procure della Repubblica stanno di fatto abrogando il segreto professionale dei giornalisti. Basta il semplice sospetto di una minima violazione di segreto d' ufficio e scatta la perquisizione per scoprire le fonti del giornalista. È una pratica più volte censurata dalla Cassazione e ancor più energicamente condannata da norme e sentenze europee. Eppure accade sempre più spesso.

 

Il fenomeno si traduce, al di là della buona fede dei singoli magistrati, in una pressione per tutti i giornalisti […]. Anche chi si affida al segreto professionale del giornalista, imposto dalla legge e tutelato anche dal codice di procedura penale, è avvertito: se vai a raccontare qualcosa anche senza commettere niente di illecito, sappi che prima o poi potrebbe esserci un carabiniere, un poliziotto o un magistrato che potrà ricostruire tutti i tuoi contatti con il giornalista.

 

PIGNATONE

L' ultimo caso risale alla sera di venerdì 17 novembre. Gli uomini della Guardia di Finanza, su ordine del procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone, si sono presentati nella redazione del Sole 24 Ore a Milano, con un decreto di acquisizione di documenti per il giornalista Nicola Borzi. Quella mattina il giornale aveva pubblicato il secondo di due articoli di Borzi sui movimenti dei conti correnti dei Servizi segreti presso la Banca Popolare di Vicenza.

 

IL SOLE 24 ORE

Secondo Pignatone chi ha fornito i documenti al giornalista (che non è indagato ma solo testimone) ha violato il segreto di Stato, un grave reato che può costare fino a dieci anni di carcere. Borzi ha consegnato i documenti richiesti in una chiavetta, ma i finanzieri per maggior sicurezza hanno smontato il disco rigido del suo computer sequestrandogli tutto il suo archivio, le sue email, insomma tutti gli strumenti di lavoro.

 

GUARDIA DI FINANZA

La stessa sera del 17 novembre, a Roma, trattamento simile ha ricevuto Francesco Bonazzi, giornalista de La Verità, che aveva scritto sullo stesso argomento il giorno prima di Borzi. Bonazzi però se l' è cavata consegnando una chiavetta con i documenti richiesti e sottoponendosi a un lungo interrogatorio da testimone non indagato [...].

 

armando spataro

Colpisce il silenzio che ha circondato anche l' ultimo di una lunga serie di episodi. Neppure il direttore del Sole 24 Ore Guido Gentili ha fatto alcun commento. Borzi è una delle principali fonti d' accusa nell' inchiesta sul falso in bilancio del Sole 24 Ore, per la quale ha presentato numerosi esposti. Eppure l' Ordine nazionale dei giornalisti non ha speso una parola […].

 

LA VERITA BELPIETRO

Salvo poi indicare come focus di principale interesse nazionale la libertà di stampa a Ostia. Il racconto confezionato da giornali e telegiornali considera il lavoro giornalistico messo a repentaglio più che altro dalla testata al giornalista precario della Rai Daniele Piervincenzi, dalle minacce mafiose a Paolo Borrometi dell' Agenzia Italia o dal disprezzo di Beppe Grillo per i "giornalisti da 10 euro al pezzo". Fatti gravissimi […].

 

Purtroppo una politica capace di evocare a vanvera la "emergenza democratica" si gira dall' altra parte. Purtroppo molti credono che la libertà di stampa, il cui principale baluardo è la segretezza delle fonti, sia un privilegio dei giornalisti e non una garanzia per tutti […].

 

marco lillo

Così, quando il 30 giugno scorso la Procura di Napoli ha ordinato illegittimamente la perquisizione a tappeto di tutta la famiglia del vicedirettore del Fatto Marco Lillo, molti, soprattutto i garantisti a 24 carati, hanno pensato che gli stava bene. Blande reazioni anche il 21 luglio, quando la Guardia di Finanza si è presentata a casa di Gianluca Paolucci de La Stampa […].

 

Due settimane dopo, il procuratore capo di Torino Armando Spataro scrive una lettera di scuse a La Stampa: la denuncia dell' Unipol da cui era scaturito il blitz era sbagliata, le intercettazioni erano state rese pubbliche non da un reato del giornalista ma dall' errore di un magistrato.

 

ADINOLFI RENZI

Anche le intercettazioni tra Matteo Renzi e il generale della Gdf Michele Adinolfi, due anni fa, costarono a Vincenzo Iurillo del Fatto l' acquisizione da parte degli inquirenti di tutto il contenuto del suo computer, salvo poi scoprire che l' unico atto illegittimo era stato l' attacco alla memoria informatica del giornalista.

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