GRILLOLOGY - GIÀ PRONTO IL “TITOLO” DI “COFONDATORE” M5S PER ACCREDITARE CASALEGGIO (QUALIFICA VAGA PER RE GIORGIO?)

Tommaso Ciriaco per "la Repubblica"

Incurante dei nuvoloni che già promettono un violento temporale estivo in piazza Montecitorio, la senatrice grillina Laura Bottici sospira: «Era ora... per noi il "Restitution day" è davvero una liberazione». È vero, per il movimento è come spezzare un incantesimo che li ha a lungo imbrigliati. Diaria, scontrini, rinvii, riunioni, scontri e transfughi. Ora che tutto è compiuto - dopo mesi di avvitamento e tensioni - sorridono tutti. Si abbracciano, stipati dietro al mega assegno di sei metri da sbandierare davanti alla Camera e davanti a pochissimi attivisti. I risparmi dei primi 75 giorni di lavoro ammontano a 1.569.951,48 euro. Torneranno allo Stato per ridurre il debito pubblico.

I grillini si ritrovano in una sala di Montecitorio. Sarebbe una conferenza stampa, ma l'entusiasmo straripa. Applaudono quando Luigi Di Maio, Riccardo Nuti e Nicola Morra sfidano gli altri partiti a «seguire l'esempio». Si accendono quando invocano la rendicontazione obbligatoria per le spese di tutti i parlamentari. Quasi tutti portano nel taschino un piccolo fac simile dell'assegno. Non c'è il pienone, ma in compenso hanno restituito tutti. Anche Alessio Tacconi e chi fino all'ultimo ha tentennato. Oggi, salvo imprevisti, i dati dei singoli parlamentari finiranno in Rete. L'unica titolata a giudicare il grado di parsimonia dei "cittadini" pentastellati.

Archiviata la sfida contabile, il M5S guarda già a mercoledì. Grillo e i capigruppo saranno ricevuti da Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato ha concesso di far slittare
l'udienza e il Fondatore avrà così tempo di riposare. In vacanza in Sardegna, pare in Costa Smeralda sulla spiaggia Grande Pevero.

Della delegazione potrebbe far parte anche Gianroberto Casaleggio. Ma proprio su questo si consuma un piccolo giallo. Il Colle è stato chiaro: entra chi ha un ruolo. La versione ufficiale accredita Grillo intento a pressare il guru per convincerlo a partecipare alla missione quirinalizia. È già pronto il "titolo" di "cofondatore" grillino. Eppure, i dubbi restano. E non solo perché la qualifica potrebbe risultare troppo vaga.

Casaleggio non avrebbe gradito il paletto del Quirinale. L'esordio istituzionale del guru, inoltre, rafforzerebbe chi lo accusa di essere l'incontrastato dominus del movimento. Oltre a scatenare il malcontento dei dissidenti, già preoccupati da un tour internazionale di Grillo che lascerebbe Casaleggio solo al comando. Comunque finisca, i grillini lamenteranno lo stallo istituzionale. «Il Parlamento - dice Morra - è su una sedia a rotelle». Per dirla con Nuti, «o diventa utile o è meglio che si sciolga».

I grillini alzano il tiro per uscire dall'angolo. Lo dimostra Di Maio sul nodo degli F-35: «Mi sono trovato unico rappresentante della Camera a difendere il Parlamento. Le Presidenze non sono intervenute ». Per Morra è addirittura «un golpe». L'obiettivo di Grillo, invece, siede ancora più in alto di Boldrini: «Il Parlamento non può pronunciarsi sull'acquisto dei cacciabombardieri», le Camere sono «una scatola di tonno vuota », mentre il Consiglio supremo di difesa si è riunito «per dichiarare guerra al Parlamento». Si tratta di «un consiglio dei ministri con Napolitano a capotavola al posto di Letta». Mercoledì è ancora lontano.

 

GIANROBERTO CASALEGGIO GIANROBERTO CASALEGGIO E BEPPE GRILLO FOTO LAPRESSE casaleggio grillo Giorgio Napolitano LAURA BOLDRINI nicola morra

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