PRONTOOO, GIGGINO? - SALLUSTIONI SE NE FREGA DELLA QUERELA DI DE MAGISTRIS E TORNA ALL’ATTACCO: TROPPE COINCIDENZE NELLE TELEFONATE (517 PIÙ CENTINAIA DI SMS) TRA L’EX PM E LA COLLEGA NUZZI CHE INDAGAVA SU DI LUI - PER LA PROCURA DI PERUGIA È TUTTO REGOLARE, MA A FINE 2009 IL CSM SANZIONÒ LA NUZZI: “PERCHÉ NELLA FUNZIONE DI PM NON SONO RIUSCITI A MANTENERE IL NECESSARIO DISTACCO DALLE VICENDE TRATTATE, MA SI SONO FATTI COINVOLGERE OLTRE IL CONSENTITO DALLE VICENDE DI UNA PARTE”..

Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica per "il Giornale"

I contatti telefonici fra l'ex pm Luigi De Magistris e l'allora pm salernitano GabriellaNuzzi- che in un paio di procedimenti indagava su di lui e contemporaneamente, in un altro, lo sentiva come parte offesa dal presunto «complotto» ordito ai suoi danni- sono documentati dal gip di Perugia che ha archiviato le accuse alle toghe campane: «I magistrati della procura di Salerno, segnatamente i coassegnatari Versani e Nuzzi, se da un lato erano titolari di procedimenti iscritti a carico del dottor Luigi De Magistris, originati da denunce contro di lui presentate per atti e comportamenti tenuti quale pm titolare dei procedimenti Poseidone e Why Not, dall'altro avevano avviato un procedimento penale originato dalle stesse denunce presentate questa volta dal dottor De Magistris contro coloro cui egli addebitava di aver ordito una sorta di complotto volto a delegittimarlo».

Se così stanno le cose c'è da ragionare sull'opportunità di tali, intense, frequentazioni telefoniche che il gip di Perugia, lo ripetiamo, non ha ritenuto meritevoli di uno sfogo processuale. Al contrario, le tante «vittime» di De Magistris, alla prima occasione utile (l'udienza del 27 ottobre a Salerno dove l'ex pm si è costituto parte civile) sono pronte a sollevare il problema e chiederne conto al diretto interessato.

Perché scorrendo i tabulati esaminati dai carabinieri di Roma e incrociando date e orari delle telefonate e degli sms con le attività di indagine dell'epoca della procura salernitana con quella catanzarese, vogliono capire il motivo di quel rapporto così stretto e fare luce sulle «coincidenze » fra lo scambio di informazioni fra i due (517 telefonate, centinaia di sms, due al giorno di media nei nove mesi monitorati) e alcuni importanti atti di indagine.

Una «gestazione» telefonica- annotano i carabinieri - che inizia il 4 giugno con due sms spediti da «D» (De Magistris) a «N» (Nuzzi) e finisce alle 19 in punto del 25 marzo 2009 con l'ultima chiamata partita dal cellulare dell'esponente Idv. Probabilmente è una coincidenza, ma già il 4 giugno è una data cruciale. È il giorno in cui Nuzzi e company se da un lato annunciano di voler chiedere l'archiviazione per De Magistris indagato per calunnia, abuso d'ufficio e rivelazione di segreto in seguito alle denunce di personaggi coinvolti in Why Not, Poseidone e TogheLucane, dall'altro non smentiscono l'indiscrezione sull'altra faccia delle indagini, nata dagli esposti firmati dal pm catanzarese contro coloro che, a suo dire, avevano tentato di esautorarlo da indagini «scomode».

Sempre quel giorno la procura generale di Catanzaro rispondeva picche alla richiesta di acquisizione atti avanzata da Salerno, con ciò innalzando il livello di tensione tra i due distretti giudiziari. Tre giorni dopo, infatti, scoppia la bomba. Esce la notizia degli indagati eccellenti nell'inchiesta affidata a Nuzzi - parte offesa De Magistris - ritenuti responsabili, per la procura di Salerno, del «clima di ostilità che si sarebbe creato intorno a De Magistris».

Sott'inchiesta magistrati, giornalisti e politici in due diversi filoni. Verso sera si riattiva il filo rosso tra l'indagato/parte offesa De Magistris e il «suo» pm Nuzzi, che manda un sms alle 18.59, ottenendo in risposta due messaggini otto minuti dopo. A giugno i contatti continuano intensamente. Un giorno a caso: il 13 giugno è in calendario l'interrogatorio del pm Bruni, il flusso è unilaterale: tre sms in pochi secondi partono dal cellulare di De Magistris, che poi alle 10.41 telefona alla «collega ». Il 25 giugno i contatti sono otto. Il 28, mentre le agenzie annunciano la prossima decisione della Cassazione sulla conferma del trasferimento d'ufficio per De Magistris, i carabinieri annotano uno scambio di sms.

Ma sono tante le sovrapposizioni, probabilmente «casuali», tra atti d'indagine e contatti telefonici. Idem a luglio, quando l'ex pm viene interrogato cinque volte. Il primo arriva la conferma della Suprema Corte(«De Magistris va trasferito») e la notizia che due indagati di «Toghe lucane» si oppongono all'archiviazione per l'ex pm. Tre minuti dopo il take Ansa (12.55) il futuro sindaco manda un sms alla Nuzzi, che tra l'altro l'indomani deve interrogarlo. La Nuzzi poi lo chiama per due minuti e mezzo alle ore 13. Alle 18.11 De Magistris richiama.

Ma l'elenco prosegue fino a marzo 2009. Le telefonate evidenziate dai carabinieri ricalcano, sarà un caso, i calendari delle audizioni in procura. Il pm Facciolla viene ascoltato il 22 luglio dalla Nuzzi che alle 17.30 chiama due volte De Magistris. A settembre la toga di Catanzaro sfila di continuo negli uffici giudiziari salernitani. Di pari passo proseguono per l'autunno sms e chiacchierate con la titolare delle indagini, che insistono ancor più in autunno. Una delle utenze di De Magistris monitorate nelle indagini, solo a ot­tobre, è in contatto con la Nuzzi 52 volte inventi giorni diversi, con picchi di otto contatti il 24 e cinque il 27, data di uno degli interrogatori dell'ex pm.

Anche a novembre oltre 60 contatti. A dicembre,il 2,l'inchiesta vive il momento di maggiore attrito fra le procure di Salerno e Catanzaro con la perquisizione ordinata dalla prima negli uffici della seconda. Quella mattina, rilevano i carabinieri, «D» chiama «N» alle 10.29 e altre due volte in serata, 19.26 e cinque minuti dopo, quando di lì a poco «N» ricambia.
Sarà pure vero che questa pioggia di contatti, monitorati dai carabinieri, testimonia solo un rapporto che fra i due diventa a un certo punto «informale», per dirla col gip di Perugia. Informale, dunque, ma anche poco ortodosso e di dubbia opportunità.

È passibile di querela domandarsi se forse non era il caso di trovare un momento migliore per fare «amicizia», magari lontano da scontri fra procure, inchieste aperte, interrogatori e perquisizioni in corso? Il Csm, il primo dicembre del 2009, ha sanzionato la Nuzzi togliendole 6 mesi di anzianità e trasferendola, con motivazioni interessanti, anche alla luce di quanto appena visto: «Si ritiene di destinare i dottori Nuzzi e Verasani anche ad altra funzione. Ciò perché nella funzione di pm non sono riusciti a mantenere il necessario distacco dalle vicende trattate, ma si sono fatti coinvolgere oltre il consentito dalle vicende di una parte. E ciò senza usare la necessaria diligenza e professionalità per filtrare e resistere alle sollecitazioni della stessa».

 

de magistrisALESSANDRO SALLUSTI nuzzi gabriella

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