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“INFILATEVI QUESTI PIANI DI PACE NEI VOSTRI SEDERI PANGENDER!" – IL SUPERFALCO RUSSO MEDVEDEV STRONCA LA PROPOSTA DELL’UCRAINA E DEI SUOI ALLEATI EUROPEI DI UN CESSATE IL FUOCO DI 30 GIORNI - PUTIN DEFINISCE “ROZZI” GLI “ULTIMATUM” LANCIATI DA KIEV E DAI LEADER DELLA COALIZIONE DEI VOLENTEROSI E PRENDE TEMPO: “VALUTIAMO LA RIPRESA DI NEGOZIATI CON L’UCRAINA IN TURCHIA IL 15 MAGGIO" (MA ANCHE TRUMP HA FATTO CAPIRE CHE DEPORRE LE ARMI DEVE VENIRE PRIMA DI TUTTO) – IL PRESIDENTE USA: "UN GIORNO POTENZIALMENTE GRANDIOSO" - LA REPLICA DI MACRON: “PUTIN STA CERCANDO UNA...”

Da repubblica.it 

Keir Starmer Emmanuel Macron e Friedrich Merz sul treno verso Kiev

 

Trump: “Un giorno potenzialmente grandioso. Continuerò a lavorare con entrambe le parti”

"Un giorno potenzialmente grandioso per Russia e Ucraina. Pensate alle centinaia di migliaia di vite che saranno salvate quando questo 'bagno di sangue' senza fine, si spera, si concluderà. Sarà un mondo completamente nuovo, e molto migliore.


Continuerò a lavorare con entrambe le parti per garantire che ciò accada. Gli Stati Uniti vogliono concentrarsi, invece, sulla ricostruzione e sul commercio. Una grande settimana in arrivo!". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, alcune ore dopo la proposta del leader russo, Vladimir Putin, di riprendere i negoziati con l'Ucraina a Istanbul dal 15 maggio.

 

MACRON, PUTIN VUOLE GUDAGNARE TEMPO

La proposta del Presidente russo Vladimir Putin per negoziati diretti tra Russia e Ucraina, fatta in risposta a un cessate il fuoco di 30 giorni richiesto da Kiev e dai suoi alleati europei, è "un primo passo, ma non sufficiente". Lo afferma il Presidente francese, Emmanuel Macron. "Un cessate il fuoco incondizionato non è preceduto da negoziati", ha detto Macron ai giornalisti mentre scendeva da un treno nella città polacca di Przemysl al suo ritorno dal viaggio in Ucraina, aggiungendo che Putin sta "cercando una via d'uscita, ma vuole ancora guadagnare tempo".

 

 

dmitrij medvedev vladimir putin

PUTIN, 'DA VOLENTEROSI DICHIARAZIONI ROZZE E ULTIMATUM'

Il presidente Vladimir Putin ha definito "rozzi" gli "ultimatum" lanciati ieri da Kiev e dai leader dei Paesi 'volenterosi', che hanno minacciato nuove pesanti sanzioni contro la Russia se non accetterà un cessate il fuoco di 30 giorni. "Stanno ancora cercando, lo vediamo anche ora, di parlarci in modo rozzo e con l'aiuto di ultimatum".

 

LA RISPOSTA EUROPEA

VLADIMIR PUTIN E LE ARMI NUCLEARI - VIGNETTA BY OSHO

La risposta europea alla parata militare nella Piazza Rossa è un ultimatum: la Russia accetti 30 giorni di cessate il fuoco «completo e incondizionato», o scatteranno «sanzioni durissime». È la posizione della “coalizione dei volenterosi”, come la definisce il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Nei saloni di Palazzo Mariinsky, progettati nel Settecento dall’italiano Bartolomeo Rastrelli, ci sono il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il premier britannico Keir Starmer e quello polacco Donald Tusk. E Zelensky, ovviamente. Connessi online, ecco i leader di oltre 30 Paesi Ue e Nato, tra i quali la presidente del Consiglio Giorgia Meloni

 

PUTIN

Rosalba Castelletti per repubblica.it - Estratti

 

starmer macron merz

Vladimir Putin convoca i giornalisti in fretta e furia e rilascia una dichiarazione quando in Russia sono già quasi le 2 di notte. L’urgenza e l’orario fanno capire che non parla ai suoi cittadini, ma al suo interlocutore statunitense Donald Trump che gli ha lanciato un ultimatum: far partire lunedì la tregua incondizionata di 30 giorni in Ucraina o affrontare la minaccia di nuove sanzioni. «Non fu la Russia a interrompere i negoziati nel 2022. Fu Kiev», dice alludendo ai colloqui che deragliarono a Kiev.

 

 

«Ciononostante, proponiamo che Kiev riprenda i negoziati diretti senza alcuna precondizione. Offriamo alle autorità ucraine di riprendere i negoziati già giovedì, a Istanbul. La nostra proposta è sul tavolo, la decisione spetta ora alle autorità ucraine e ai loro curatori guidati, a quanto pare, da ambizioni politiche personali e non dagli interessi dei loro popoli». Propone ancora una volta di negoziare prima del cessate il fuoco. «La tregua non è esclusa a fine colloqui». È il suo estremo tentativo di rovesciare il tavolo, di rilanciare la palla nel campo ucraino senza arrivare allo scontro con il presidente statunitense che però ha fatto capire che deporre le armi deve venire prima di tutto.

Donald Tusk Keir Starmer Volodymyr Zelensky Olena Zelenska Emanuel Macron Friedrich Merz – foto lapresse

 

Che il Cremlino non avesse più molte argomentazioni per respingere l’ipotesi di una tregua di 30 giorni in Ucraina si era capito sin dal mattino. Il portavoce Dmitrij Peskov aveva dato in successione quattro risposte: parole diverse, ma stessa sostanza, che sembravano il preludio a un nuovo articolato rifiuto.

 

 

Prima aveva usato la formula oramai standard che i commentatori russi riassumono in “sì, ma”: sosteniamo il cessate-il-fuoco, ma soltanto tenendo conto di «un gran numero di sfumature».

 

Dopo, parlando ad Abc, aveva ricordato la principale obiezione sollevata da Putin già al telefono con Trump il 18 marzo: l’Occidente dovrebbe prima cessare di inviare armi a Kiev «altrimenti sarà un vantaggio per l’Ucraina» che «continuerà la sua mobilitazione» e «addestrerà nuovo personale».

 

A fine giornata aveva infine accusato i Paesi europei di rilasciare «dichiarazioni contraddittorie» e «conflittuali» e, poi, parlando con Cnn, aveva ricordato che Kiev non aveva mai reagito alla tregua di tre giorni scaduta ieri decretata da Putin.

 

 

PUTIN MEDVEDEV

«Avete sentito critiche a Kiev per non aver voluto dare una risposta? No». E concluso: «Dobbiamo rifletterci. Si tratta di una novità. Abbiamo la nostra posizione». Più che un’apertura, l’ultima battuta era sembrata un esercizio di diplomazia.

 

Quella che oramai manca all’ex leader Dmitrij Medvedev, oggi vicesegretario del Consiglio di Sicurezza, che aveva twittato: «Una tregua per dare respiro alle orde banderite o nuove sanzioni. Pensate sia una mossa intelligente, eh? Ficcatevi questi piani di pace nei vostri sederi pangender». Come lui, sono in tanti i falchi a dire che la Russia non accetta gli ultimatum.

(…)

 

dmitrij medvedev

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