piazza indipendenza palazzo

PROTEGGERE I PROFUGHI FOTTENDO I PENSIONATI - IL PALAZZO SGOMBRATO A ROMA È DI UN FONDO DI EX DIPENDENTI DEL SAN PAOLO: IN QUESTI ANNI DI OCCUPAZIONE HANNO PERSO 5 MILIONI DI EURO IN AFFITTI MANCATI, E DOVEVANO PURE PAGARE 500MILA EURO L’ANNO IN BOLLETTE! - DENTRO ALL’IMMOBILE, OLTRE A VERI RIFUGIATI, SI SONO NASCOSTI (POI ARRESTATI) 5 SCAFISTI, PIÙ CENTINAIA DI PERSONE SENZA DIRITTO D’ASILO

 

Franco Bechis per ‘Libero Quotidiano

MIGRANTI PIAZZA INDIPENDENZAMIGRANTI PIAZZA INDIPENDENZA

 

Se c' è qualcuno che faceva un tifo da stadio per lo sgombero di quel palazzo che si affaccia su piazza Indipendenza a Roma erano i bancari pensionati del San Paolo di Torino. Perché i soldi della loro pensione da quattro anni e più si erano volatilizzati insieme all' occupazione abusiva di 556 persone, in gran parte eritrei ed etiopi, ma anche sudanesi e italiani (15).

scontri piazza indipendenzascontri piazza indipendenza

 

La polizia li aveva identificati la sola volta che è riuscita ad entrare in quelle mura - il primo dicembre 2015 - per un controllo straordinario dovuto all' inizio del Giubileo della misericordia, trovando fra gli occupanti molti richiedenti asilo e profughi, ma anche un certo numero di immigrati clandestini privi di documenti che furono portati via per essere identificati in Questura, fra le urla e le proteste dei loro vicini di stanza.

scontri piazza indipendenza. scontri piazza indipendenza.

 

I bancari in pensione del San Paolo di Torino insieme ad altri pensionati sono proprietari della maggiore parte di quel palazzo di 32 mila metri quadrati su nove piani (più due interrati), acquistato nel 2011 attraverso il Fondo Omega di Idea Fimit. Il palazzo avrebbe dovuto essere affittato prima per farne un centro direzionale, poi un grande albergo di lusso alla società Sea, ma proprio mentre il contratto stava per chiudersi, una sera all' inizio del 2013 i vigilantes che lo proteggevano furono assaliti e messi un fuga da un gruppo violenti di alcuni centri sociali e del Movimento per il diritto alla casa che fecero entrare centinaia di stranieri: quei 556 che furono poi censiti.

scontri piazza indipendenza scontri piazza indipendenza

 

Con l' occupazione fu cambiato il contratto di affitto, con l' intesa che sarebbe entrato in vigore con lo sgombero dell' edificio. Che però fino al 19 agosto scorso (con la coda finale di ieri in piazza e le polemiche annesse) non è mai avvenuto: non se l' era sentita di procedere l' allora sindaco di Roma, Ignazio Marino, né di usare il pugno di ferro l' allora prefetto della capitale, Giuseppe Pecoraro, che avrebbe lasciato l' incarico nell' aprile 2015 all' attuale capo della polizia, Franco Gabrielli.

scontri a piazza indipendenza  6scontri a piazza indipendenza 6

 

Da allora ad oggi i poveri pensionati del San Paolo e di altre aziende private hanno visto andare in fumo almeno 5 milioni di euro, che sarebbero stati la redditività di quell' investimento fatto con i soldi accantonati per la loro previdenza integrativa. Non solo: le autorità che accettavano quella situazione di illegalità, costrinsero il proprietario (Idea Fimit con i fondi dei pensionati) a non staccare le utenze, continuando a pagare per quegli abusivi la bellezza di 500 mila euro l' anno di bollette della luce e dell' acqua. Non quelle del gas, perché l' immobile non era residenziale e quindi non aveva quel tipo di allacciamento.

scontri a piazza indipendenza  4scontri a piazza indipendenza 4

 

Non è noto invece chi paghi eventuali abbonamenti tv collegati alle numerose parabole che gli eritrei stessi hanno installato sul tetto del palazzo (da terra se ne vede almeno una decina).

 

Quel primo di dicembre 2015 nel palazzo insieme alle forze di polizia che procedevano all' identificazione entrarono anche i vigili del fuoco, per controllarne la sicurezza. Iniziarono l' ispezione, ma una volta andata via la polizia, gli abusivi che abitavano quelle stanze si schierarono minacciosi davanti ai pompieri, impedendo a loro con violenza la verifica su quasi il 75% dell' immobile.

scontri a piazza indipendenza  3scontri a piazza indipendenza 3

 

 Quel che avevano visto però bastava ed avanzava ai vigili del fuoco, che fecero partire l' 11 dicembre successivo un fonogramma diretto al prefetto Gabrielli, al commissario del comune Francesco Paolo Tronca, alla questura e ai commissariati di polizia.

 

«Il fabbricato», scrivevano, «già destinato ad uffici, costituito da due piani interrati e nove piani fuori terra, attualmente occupato da circa 500 immigrati, manifesta una condizione di reale pericolo dovuto alla presenza di decine di bombole di gas gpl distribuite su tutto l' edificio () si riscontra la presenza di numerose stufe elettriche utilizzate per il riscaldamento degli uffici adibiti ad abitazione. Si accerta l' assenza di qualunque mezzo di estinzione portatile e la mancanza di funzionalità dell' impianto idranti e di rilevazione incendi». Quindi, «considerato l' elevato rischio di incendio/esplosione e la mancanza di adeguati mezzi di protezione, si ritiene necessario procedere con lo sgombero dell' edificio e la bonifica dello stesso dalle sostanza infiammabili presenti».

scontri a piazza indipendenza  1scontri a piazza indipendenza 1

 

Sgomberare era dunque una scelta obbligata a protezione dell' incolumità degli stessi profughi o immigrati. Ma non si è fatto, un po' per la presenza continua e minacciosa dei movimenti pro casa, uno po' per la timidezza incomprensibile della politica e delle istituzioni.

 

Tre mesi dopo quei fatti, nel marzo 2016, dopo lunghe indagini della Guardia Costiera, il tribunale di Roma emetterà un ordine di cattura nei confronti di 17 scafisti eritrei che avevano venduto profughi e migranti. Cinque di loro vengono arrestati all' interno di quell' immobile, e sarà la seconda volta che la polizia italiana vi entrerà. Ma non l' ultima, perché altri arresti sono stati compiuti in quell' immobile per spaccio di droga e sfruttamento della prostituzione (la polizia secondo alcuni informatori, sospettava che all' ottavo piano si esercitasse pure con una tariffa di 80 euro a notte).

migranti piazza indipendenza1migranti piazza indipendenza1migranti piazza indipendenza2migranti piazza indipendenza2migranti piazza indipendenza3migranti piazza indipendenza3ROMA - SESSO IN STRADA A PIAZZA INDIPENDENZAROMA - SESSO IN STRADA A PIAZZA INDIPENDENZAROMA - SESSO IN STRADA A PIAZZA INDIPENDENZAROMA - SESSO IN STRADA A PIAZZA INDIPENDENZAmigranti piazza indipendenzamigranti piazza indipendenza

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…