roberto vannacci

CHI HA PROTETTO ROBERTO VANNACCI FINORA? – LE IDEE “SCORRETTE” DEL GENERALE NON ERANO AFFATTO IGNOTE NEL MONDO MILITARE. GIÀ NEL 2017 RIVENDICAVA CON ORGOGLIO IL SUO ESSERE “ARDITO” – NEL LIBRO “IL MONDO AL CONTRARIO” C’È UN PASSAGGIO SULLA RUSSIA, ARGOMENTO PIUTTOSTO SENSIBILE PER UN GENERALE DI RANGO, CHE FINO A POCO TEMPO FA È STATO ADDETTO MILITARE PER LA DIFESA ALL’AMBASCIATA ITALIANA DI MOSCA - LE CRITICHE DA DESTRA A CROSETTO, L’AUTODIFESA A “DIARIO DEL GIORNO” SU RETE4 (LA TRASMISSIONE CHE DI SOLITO CONDUCE ANDREA GIAMBRUNO) E ALCUNI PASSAGGI SCELTI DEL VOLUME, ORMAI PRIMO IN CLASSIFICA SU AMAZON - VIDEO

VIDEO: L'INTERVISTA DI ROBERTO VANNACCI A "DIARIO DEL GIORNO"

https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/vannacci-generale-sollevato-intervista_68607670-202302k.shtml

 

roberto vannacci a diario del giorno.

1. VANNACCI RIMOSSO MA NON SI PENTE NEL LIBRO ANCHE LE LODI ALLA RUSSIA

Estratto dell’articolo di Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”

 

Il provvedimento alla fine è arrivato, con un dispaccio dello Stato Maggiore dell’Esercito nella mattinata di ieri: dopo il caso sollevato da Repubblica sui contenuti omofobi («i gay non sono normali»), razzisti («non siamo tutti uguali») e di rivendicazione del proprio «diritto all’odio» contenuti nel proprio libro autoprodotto, il generale Roberto Vannacci è stato rimosso dalla guida dell’Istituto geografico militare di Firenze.

 

Da domani gli subentra un altro generale, Massimo Panizzi, che in passato è stato portavoce dell’ammiraglio Giampaolo Di Paola quando quest’ultimo era ministro della Difesa del governo Monti. Non ci sarà alcuna cerimonia di avvicendamento, vista la delicatezza della situazione.

 

MEME SU ROBERTO VANNACCI BY IL GRANDE FLAGELLO

Adesso Vannacci viene trasferito a disposizione del Comando delle Forze operative terrestri, che ha sede Roma, anche se potrà restare di stanza a Firenze. Senza quindi avere, per il momento, ruoli direttivi. Una scelta che per Pd e sinistra, oltre che per le associazioni arcobaleno — comprese quelle legate all’Esercito — non è abbastanza.

 

[…] Vannacci, per ora, si limita a ribadire di non pentirsi di nulla, perché «ho solo espresso le mie idee». E sui social è pieno di commenti di militari ed ex che osannano le parole di Vannacci («finalmente uno che dice la verità») e contestano da destra Crosetto […]

 

[…] Tutto l’Esercito è così? Non proprio. Perché in queste ore l’imbarazzo è tanto per l’onta sulla divisa. Nel dietro le quinte ci si domanda chi siano stati finora i protettori del generale. Le cui idee non erano per nulla ignote nel mondo militare (siamo «arditi in quanto diversi, e orgogliosi di esserlo. Arditi in quanto élite, unica», scriveva nel 2017 Vannacci in riferimento al gruppo d’assalto della Prima Guerra Mondiale, che poi in gran parte aderì al fascismo).

 

IL MONDO AL CONTRARIO DI ROBERTO VANNACCI PRIMO IN CLASSIFICA SU AMAZON

Peraltro, al di là di omosessuali e tutto il resto, nel saggio il generale tocca un argomento assai sensibile per un militare di rango, cioè la Russia. Vannacci ne è stato fino a poco tempo fa addetto militare per la Difesa all’Ambasciata italiana a Mosca e impiega una pagina per sperticarsi in lodi per la gestione dell’immigrazione. Lì — scrive — «se non rispetti le leggi e la cultura locale vieni rispedito al mittente senza troppi complimenti ». Insomma, bravi loro, mica come in Italia e in Europa. […]

 

2. L’ESERCITO RIMUOVE IL GENERALE. CROSETTO: «QUESTE SONO LE REGOLE»

I PASSAGGI INCRIMINATI DEL LIBRO DI ROBERTO VANNACCI, IL MONDO AL CONTRARIO

Estratto dell’articolo di Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera”

 

Intanto rimosso dall’incarico, poi, alla fine dell’azione disciplinare si vedrà. […] […] Ma potrebbe non essere finita qui. È già partita una analisi sommaria che verificherà le dichiarazioni contenute nel volume e ascolterà la versione del generale per concludere, da norma «entro 90 giorni», se aprire l’azione disciplinare vera e propria. Stefano Graziano, capogruppo dem in commissione Difesa alla Camera chiede rapidità: «Auspico che l’analisi sommaria si chiuda al più presto. Basta una settimana», dice. E twitta: «Bene il trasferimento di opportunità ma non basta».

 

Intanto in procura militare si monitora la situazione. A ieri non era stato aperto alcun fascicolo anche se sono molte le associazioni che si ritengono diffamate da quel libro e si riservano di presentare esposti.

 

Una cosa è certa. L’ex incursore, pluridecorato, che ha recuperato civili in teatri di guerra e diretto missioni delicate, ha fatto arrivare critiche da destra sul ministro Guido Crosetto. Il titolare della Difesa aveva subito stigmatizzato le «farneticazioni» di Vannacci e sollecitato l’azione disciplinare. La cosa non è piaciuta all’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che afferma: «Anche ammettendo che il comportamento del generale sia stato criticabile, il ministro non poteva e non doveva censurarlo in modo così brutale».

roberto vannacci a soldati ditalia 5

 

Vannacci riceve il sostegno anche del sindaco di Pennabilli, Mauro Giannini, noto per le sue ordinanze anti-immigrati (fino a 15mila euro di multa per chi ne ospita uno) che intima al ministro Crosetto di tenere «giù le mani» dal generale. E di mostrare «rispetto per un patriota». All’ex capo dei parà dice anche «non sei solo», interpretando le voci di chi legge l’iniziativa di Vannacci come la prima mossa di un suo imminente futuro in politica. […]

 

3. VANNACCI RIMOSSO MA NON ARRETRA "NESSUNA OFFESA, È LIBERTÀ DI PAROLA"

Estratto dell’articolo di Serena Riformato per “La Stampa”

 

[…]  il generale Roberto Vannacci non rinnega nessuno dei contenuti omofobi e razzisti del suo libro autoprodotto Il mondo al contrario. Anzi, in tv l'ex comandante della Brigata Folgore si stupisce: «Mi aspettavo che il libro facesse discutere – dice a Diario del giorno su Rete Quattro – ma non credevo si sollevasse questo polverone».

 

roberto vannacci a diario del giorno

Anche perché, aggiunge il militare, nella pubblicazione «i temi sono quelli del buonsenso, ovvero quello che pensa la maggior parte della popolazione della società». […] Le parole sui gay? «Una considerazione statistica: rappresentano una porzione minoritaria della società e come tali escono dai canoni della normalità». La descrizione di Egonu? «Una cosa ovvia – insiste – il vedere una bravissima pallavolista dalla pelle scura non la identifica in maniera immediata come italiana perché da 6 mila anni lo stereotipo dell'italiano è quello di uomo bianco».

 

Solo sulla rimozione dal ruolo di capo dell'Istituto geografico militare, il generale sceglie un silenzio di rigore militare: «Non replicherò a decisioni che arrivano da una catena gerarchica. Lo farò nelle sedi opportune». Le sedi opportune saranno però quelle dell'esame disciplinare che non potrà dare conseguenze a stretto giro.

 

4. ALCUNI PASSAGGI DEL LIBRO DI ROBERTO VANNACCI

Estratti da “il Mondo al contrario”, di Roberto Vannacci

 

il mondo al contrario roberto vannacci

Ma quello che è curioso e paradossale al tempo stesso […] è la strategia di far passare tutto ciò che non è etero come normale e, al contempo, di discriminare come anormali, malati, disagiati tutti quelli che esprimono critiche o opinioni non positive nei confronti del pianeta lgbtq+.

 

[…] Omofobia, lesbofobia, bifobia, transfobia: con questi epiteti si indicano, come se fossero affetti da una terribile patologia, tutti quelli che provano antipatia ed avversione o che dimostrano di non condividere le tematiche tanto care agli arcobaleno.

 

Il termine “fobia” snatura l’interlocutore facendogli perdere la dignità di essere pensante e dotato di ragione relegandolo contestualmente all’alveo dei malati di mente. E gli improperi fioccano copiosi ad ogni occasione possibile: non c’è bisogno di offendere un gay ma il semplice fatto di asserire che non si è d’accordo con l’adozione di bambini da parte delle coppie omogenitoriali ci include automaticamente ed inevitabilmente nel girone dei “disturbati” che, se non di una severa pena, necessitano di un’accurata rieducazione e terapia per poter convivere, senza nuocere, nella moderna società progressista ed inclusiva.

 

roberto vannacci 3

Cari omosessuali, normali non lo siete, fatevene una ragione! Non solo ve lo dimostra la Natura, che a tutti gli esseri sani “normali” concede di riprodursi, ma lo dimostra la società: rappresentate una ristrettissima minoranza del mondo. Quando vi sposate ostentando la vostra anormalità la gente si stupisce, confermando proprio che i canoni di ciò che è considerato usuale e consuetudinario voi li superate.

 

[…] Anche se abbiamo seconde generazioni di Italiani dagli occhi a mandorla, il riso alla cantonese e gli involtini primavera non fanno parte della cucina e della tradizione nazionale; anche se Paola Egonu è italiana di cittadinanza, è evidente che i suoi tratti somatici non rappresentano l’italianità che si può invece scorgere in tutti gli affreschi, i quadri e le statue che dagli etruschi sono giunti ai giorni nostri; anche se vi sono portatori di passaporto italiano che pregano nelle moschee, ciò non cancella 2000 anni di cristianità.

 

roberto vannacci 2

La società cambia, e così la cultura, ma ogni popolazione ha il sacrosanto diritto, ed anche il dovere, di proteggere le proprie origini e le proprie tradizioni da derive e da tangenti che le snaturerebbero. Sono ormai più di cinquant’anni che abbiamo McDonald’s in Italia e che milioni di italiani si cibano dei suoi prodotti, ma nessuno si azzarda a dichiarare che i panini con hamburger e ketch-up facciano parte della cucina tricolore. […] Analogamente, per quanto crescano le percentuali di stranieri o di cittadini italiani “acquisiti”, fare il distinguo su ciò che appartiene alla cultura nazionale e ciò che è importato è indice di tutela di un patrimonio culturale vecchio di millenni e non di inutile sciovinismo o di xenofobia.

 

[…] Per immigrare in Russia le candidature dei potenziali lavoratori sono vagliate nel paese di origine e, a chi viene accettato, è garantito il contratto di lavoro ed il contratto per la casa prima ancora dell’ingresso nella terra degli Zar. Se poi non rispetti le leggi e la cultura locale, oltre a finire in carcere per gli eventuali reati commessi, vieni rispedito al mittente senza troppi complimenti e senza la possibilità di poter ritornare per innumerevoli anni. Certo che è più facile e conveniente venire in Europa. In Italia se rubi, molesti il prossimo o non paghi il biglietto del treno mica ti rimandano a casa!

roberto vannacci 1roberto vannacci 4roberto vannacci 5

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO