vladimir putin in mimetica alle esercitazioni militari zapad russia bielorussia

PUTIN È A CORTO DI CARNE DA CANNONE - NONOSTANTE LE SMENTITE DEL CREMLINO, "MAD VLAD" STAREBBE ASPETTANDO IL DOPO-ELEZIONI PER UNA NUOVA MOBILITAZIONE. NELL’ATTESA, ALLA FINE DI AGOSTO, 113 MILA CITTADINI HANNO LASCIATO LA RUSSIA PER NON ESSERE ARRUOLATI E SPEDITI A MORIRE IN UCRAINA - IL COMANDO MILITARE AVREBBE CHIESTO A PUTIN 800MILA NUOVI SOLDATI MA UNA FONTE MOSCOVITA HA RIVELATO AL "FINANCIAL TIMES" CHE IL FABBISOGNO DELL’ESERCITO PER IL 2026 È DI SOLO 400MILA UNITÀ...

Estratto dell'articolo di Marco Imarisio per il "Corriere della Sera"

 

vladimir putin in mimetica alle esercitazioni militari zapad

Anche ieri, nel mezzo delle elezioni. Non c’è alcun piano, ha detto Dmitry Peskov, il portavoce del Cremlino. E prima di lui il più assiduo nello smentire le voci era stato l’ex presidente Dmitry Medvedev, oggi megafono del putinismo più spinto.

 

Non c’è alcuna necessità ha ripetuto giovedì scorso, dopo aver ribadito lo stesso concetto per altre quattro volte nell’ultimo mese. Come lui hanno fatto tanti altri, a cominciare da Vladimir Putin in persona, che il primo settembre ha detto che si tratta di «frottole grossolane», e due giorni dopo ha confermato che «non esiste oggi uno scenario che richieda una misura del genere».

 

vladimir putin in mimetica alle esercitazioni militari zapad

L’ultima volta che era capitato di registrare una quantità così imponente di smentite categoriche alla possibilità che qualcosa avvenisse, ce la ricordiamo tutti. Febbraio 2022. Sappiamo com’è andata a finire. Lo sanno anche i russi. Uno spettro si aggira da Mosca a San Pietroburgo alle altre grandi città, e non riguarda certo l’esito delle elezioni per il rinnovo di 450 parlamentari della Duma e nemmeno l’affluenza del primo di tre giorni di voto, un 25 per cento in linea con il recente passato.

 

È quello della mobilitazione, parziale o meno che sia. Tutti guardano alla chiusura delle urne, e ai giorni seguenti, per capire se siamo davanti a un’altra profezia negata che invece si autoavvera, come l’invasione dell’Ucraina, oppure se è solo paura generata dai tempi lunghi dell’attuale guerra. Nell’attesa, alla fine di agosto si è registrato un picco di cittadini russi, almeno 113 mila, che hanno attraversato il confine con la Georgia senza fare più ritorno al termine delle vacanze.

vladimir putin in mimetica alle esercitazioni militari zapad

 

[...] La mobilitazione del settembre 2022 ha inferto un profondo trauma alla società russa. Centinaia di migliaia di persone sono state inviate al fronte; almeno ventimila famiglie, secondo le stime basate sui registri locali, hanno perso i propri cari.

 

Si è creata una frattura ancora più evidente tra le grandi città, in gran parte risparmiate dalla chiamata alle armi, e il resto del Paese. Quasi nessuno vuole rivivere quell’esperienza, fatta eccezione per i sostenitori più accaniti della guerra, che comunque non sono pochi. Neanche il Cremlino lo vorrebbe.

VLADIMIR PUTIN CON LA MIMETICA

 

L’ondata di malcontento seguita alla decisione di quattro anni fa è un ricordo ancora vivo. Infatti, nessuno pensava che potesse accadere prima di queste elezioni. Ma dopo, il futuro appare incerto. Il fatto è che l’esercito russo ha bisogno di uomini, e il flusso dei volontari attratti dai salari molto alti ormai si è prosciugato, anche per via delle attuali difficoltà dell’economia.

 

Partendo da questo dato, all’Ucraina è venuto facile soffiare sulle paure altrui. Le voci sulla mobilitazione arrivano in gran parte da Kiev. Volodymyr Zelensky la evoca di continuo, e il suo capo dell’intelligence, Oleg Ivashchenko, in una recente intervista ha detto che secondo le sue fonti, il comando russo avrebbe chiesto a Putin 800 mila nuovi soldati dopo il voto per la Duma. Una fonte moscovita ha rivelato al Financial Times che il fabbisogno dell’esercito per il 2026 è di quattrocentomila unità.

 

putin

Non è solo una questione di numeri. Negli ultimi tempi, ci sono stati alcuni segnali che lasciano intravedere un possibile sviluppo. Molti osservatori hanno interpretato i rastrellamenti di uomini avvenuti quest’estate a Penza e in altre regioni come il banco di prova per una imminente mobilitazione «periferica». Anche l’esercitazione di agosto nell’enclave di Kaliningrad, che simulava le procedure da mettere in atto in caso di mobilitazione, ha destato qualche sospetto.

 

I media ufficiali russi tacciono, e come potrebbe essere altrimenti. Sui siti indipendenti fioriscono le illazioni, e le preoccupazioni. L’esperto di politica della difesa Pavel Luzin individua alcuni ipotetici scenari per il rafforzamento delle truppe, nessuno dei quali indolore per la società russa. Primo: si inviano in guerra i coscritti, aumentando il numero delle leve. Secondo: una piccola mobilitazione parziale, con uomini rastrellati dalle province più sperdute. Terza e ultima opzione: una mobilitazione generale con conseguenze socioeconomiche imprevedibili. [...]

ESERCITAZIONE MILITARE RUSSA

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