putin suicidio

PUTIN, UN GRAN "SUICIDATORE" - DA QUANDO MOSCA HA INVASO L'UCRAINA, IN RUSSIA SI SONO VERIFICATE ALMENO 60 MORTI "SOSPETTE" TRA FUNZIONARI MILITARI E OLIGARCHI: IERI È TOCCATO ALL'EX MINISTRO DEI TRASPORTI ROMAN STAROVOIT, ULTIMO DI UNA LUNGA LISTA: PRIMO FRA TUTTI PRIGOZHIN CHE, DOPO UN TENTATIVO DI COLPO DI STATO, È MORTO IN UN MISTERIOSO INCIDENTE AEREO - I TANTI OLIGARCHI CHE SONO STATI SUICIDATI "CADENDO" DALLE FINESTRE DEI PROPRI PALAZZI E IL CASO DI VLADISLAV AVAYEV, TROVATO MORTO ACCANTO ALLA MOGLIE E ALLA FIGLIA TREDICENNE - IL TOP MANAGER DELLA LUKOIL MORTO IN UNA CANTINA DI UNO SCIAMANO...

Estratto dell'articolo di Gianluca Di Feo per "La Repubblica"

 

VLADIMIR PUTIN - RAVIL MAGANOV

"I posto più pericoloso per un russo? Non è una trincea sul fronte del Donbass, ma una finestra al secondo piano di un palazzo di Mosca…". Lo humor sarcastico dell'era sovietica è tornato popolare per commentare l'incredibile serie di suicidi avvenuti dall'inizio del conflitto ucraino.

 

Una catena di episodi dai contorni misteriosi che continua ad allungarsi – se ne citano più di 60 - e che ha lasciato sull'asfalto della capitale troppi cadaveri eccellenti: quasi tutte le vittime avevano a che fare con l'industria petrolifera, la sorgente delle ricchezze lecite e illecite nella Russia di Putin.

 

Andrei Badalov

Quattro giorni fa Andrei Badalov, numero due di Transneft, è precipitato dal suo lussuoso appartamento in un condominio di Mosca. La moglie e le figlie erano in casa: l'uomo aveva 62 anni e dicono soffrisse di cuore. Nessun dubbio degli inquirenti sulla matrice del gesto: si è ucciso volontariamente.

 

Transneft possiede 70mila km di oleodotti e gasdotti: trasferisce energia dentro e fuori il Paese ma secondo una denuncia di Aleksej Navalny avrebbe pure pompato fondi neri per miliardi di dollari. Non solo. Avrebbe donato qualche decina di milioni a un ente caritatevole guidato dal capo del direttorato del Cremlino.

 

VIGNETTA DEL FOGLIO SULLA MORTE DI RAVIL MAGANOV

Il primo a finire giù dalla finestra nel settembre 2022 è stato Ravil Maganov, 67 anni, vicepresidente della Lukoil: era ricoverato nell'ospedale del Cremlino, a testimonianza del suo rango; c'è chi parla di depressione, chi sostiene fosse in terapia dopo un infarto. Tutti ricordano però la sua contrarietà pubblica all'invasione dell'Ucraina e l'auspicio di chiudere in fretta «questa tragedia».

 

Anche il presidente e fondatore Vagit Alekperov si è dimesso senza dare spiegazioni. Lukoil, che prima della guerra incassava oltre 4 miliardi di dollari l'anno, aveva lanciato un'espansione mondiale, acquistando distributori e raffinerie ovunque, Italia inclusa: un business falcidiato dalle sanzioni.

 

Ci sono state situazioni molto drammatiche. Il 18 aprile 2022 Vladislav Avayev, 51 anni, ex vicepresidente della Gazprombank, l'istituto di credito del gigante petrolifero, è stato trovato morto accanto alla moglie e alla figlia tredicenne. La versione ufficiale è omicidio-suicidio. [...]

 

Il giorno dopo la polizia ha scoperto i corpi di Sergey Protosenya, 55 anni, ex numero due di Novatek, della moglie e della figlia uccisi con colpi d'ascia e di coltello in una villa catalana. Il figlio è convinto che si tratti di una messinscena per incolpare il genitore: Novatek è leader nella produzione di gas in Russia.

 

alexander subbotin 2

Più singolare il decesso di Alexander Subbotin, top manager della Lukoil, stroncato a 43 anni nella cantina di uno sciamano, a cui si sarebbe rivolto per liberarsi da un eccesso di alcol e droga.

 

Oltre agli oligarchi del petrolio, c'è un'altra categoria ad alto rischio: i vertici militari e dell'industria bellica. Nel loro caso oltre ai decessi – suicidi, capitomboli per le scale, crisi cardiache senza autopsie – c'è la spada di Damocle delle accuse per tangenti che li portano dritti ai lavori forzati. Ieri è stato arrestato il generale Viktor Strigunov, ex numero due dei pretoriani putiniani della Rosvgardia, incriminato per mazzette nella costruzione di un centro d'addestramento. [...]

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