PUTIN, SEMPRE PUTIN - LO ZAR DI MOSCA PER LA TERZA VOLTA PRESIDENTE DELLA RUSSIA AL PRIMO TURNO ELETTORALE - MA LA SORPRESA È L'OLIGARCA MIKHAIL PROKHOROV. PARTITO DA ZERO, IL MAGNATE È RIUSCITO A CONCENTRARE PARZIALMENTE IL VOTO DI PROTESTA TOCCANDO QUASI IL 10% - IL LEADER COMUNISTA ZYUGANOV È AL SECONDO POSTO CON IL 17% HA GIÀ ANNUNCIATO CHE NON RICONOSCERÀ IL RISULTATO DEL VOTO: "E' DISONESTO, ILLEGITTIMO, NON TRASPARENTE"…

La Stampa.it

Vladimir Putin ha ottenuto l'obiettivo di ridiventare per la terza volta presidente della Russia al primo turno elettorale. E' apparso ai suoi fan in piazza del Maneggio con le lacrime agli occhi: "Abbiamo vinto in una lotta onesta, non daremo questa vittoria a nessuno". A pochi minuti dalla chiusura dei seggi, gli exit poll assegnano al premier uscente il 58,3 per cento delle intenzioni di voto, 13 punti in meno del 71,3 per cento con il quale aveva trionfato nel 2004.

Il leader comunista Ghennady Zyuganov è al secondo posto con il 17 per cento e, a sorpresa, l'oligarca Mikhail Prokhorov quasi al 10 per cento. Partito da zero, il magnate è riuscito a concentrare parzialmente il voto di protesta, ottenendo un risultato superiore a quello conquistato in tornate elettorali passate da liberali più collaudati come Grigory Yavlinsky, e a Mosca secondo i calcoli delle Ong che monitorano il voto, è al secondo posto, con un buon 20% (mentre Putin avrebbe raccolto il 44%).

Ha promesso che scenderà in piazza lunedì sera insieme all'opposizione per denunciare i brogli. Zyuganov ha ottenuto meno del suo partito al voto alla Duma del dicembre scorso, e ha già annunciato che non riconoscerà il risultato del voto: "E' disonesto, illegittimo, non trasparente". Il nazionalista Vladimir Zhirinovsky ha conservato il suo 8% e il socialista Serghei Mironov dall'ottimo 12% del suo partito Russia Giusta a dicembre si è ridotto a un misero 3%. Entrambi hanno riconosciuto il risultato elettorale.

Lo scrutinio delle schede è appena iniziato, e dopo lo spoglio quasi della metà delle schede Putin ha il 64,5%, raccolto soprattutto in Estremo Oriente e negli Urali. Centinaia di giovani putiniani hanno festeggiato il trionfo del loro leader in una delle piazze centrali di Mosca, blindata nelle ultime ore da migliaia di poliziotti e mezzi militari.

Putin, insieme al redivivo Dmitry Medvedev, ancora formalmente presidente per qualche settimana, ha dichiarato in piazza che queste elezioni sono state "un test di maturità e indipendenza politica, nessuno ci può imporre nulla". Negli stessi momenti nei seggi di Mosca e altre città era in corso la battaglia degli osservatori, molti dei quali allontanati dallo scrutinio, altri che cercavano di impossessarsi di copie dei verbali o di denunciare manipolazioni.

Già nella giornata del voto gli osservatori - inclusi perfino quelli dello stesso Putin, per non parlare dell'opposizione - hanno denunciato centinaia di casi di brogli, soprattutto le cosidette "giostre" con elettori da altre regioni che arrivano a votare organizzati in gruppo in seggi diversi da quelli di residenza, e girano più seggi per ripetere l'operazione.

Il presidente della commissione elettorale della regione di Mosca Irek Vildanov ha ammesso che decine di cittadini reclutati per queste operazioni gli avevano chiesto "in ginocchio" i certificati per votare fuori dal seggio di residenza, dicendo che altrimenti sarebbero stati licenziati.

Diverse Ong e singoli oppositori hanno documentato questi episodi, ma la Commissione elettorale centrale ha già fatto sapere di ritenere le proteste inoltrate dagli osservatori indipendenti "parte di una campagna preorganizzata". Le migliaia di web-cam installate su ordine di Putin in tutti i seggi della Russia comunque sono servite a qualcosa: il risultato elettorale in un seggio nel Daghestan è stato annullato già ieri, dopo che gli osservatori via internet hanno rilevato l'inserimento di decine di schede nelle urne da parte dei membri della commissione elettorale (qui il video della truffa).

La vera battaglia sulla regolarità del voto però si apre in queste ore, e condizionerà l'esordio del terzo mandato di Putin. Secondo l'Ong Golos, specializzata nel monitoraggio del voto (e accusata dal governo di essere al soldo degli americani), il "vero" risultato sarebbe intorno al 54%, mentre quello di Prokhorov intorno al 14%, un autentico successo. E il leader informale della piazza, il blogger Alexei Navalny, ieri è stato spietato: "Da domani la Russia non avrà più un presidente legittimo".

 

PUTIN E MEDVEDEV LE FEMMINISTE DI FEMEN PROTESTANO CONTRO PUTIN VLADIMIR PUTIN BOTOXATO COME IL SUO AMICO BERLUSCONILE FEMMINISTE DI FEMEN PROTESTANO CONTRO PUTIN CORDONE UMANO ANTI PUTIN A MOSCA

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