giorgia meloni elon musk starlink

QUALI SONO LE INFORMAZIONI RISERVATE CHE IL GOVERNO STA PER CONSEGNARE A MUSK? – UNA PROPOSTA DI CONTRATTO DA 1,5 MILIARDI È DA MESI SUL TAVOLO DI PALAZZO CHIGI E, SE ACCETTATA, APRIREBBE A STARLINK L’ACCESSO AL MERCATO ITALIANO ED EUROPEO DELLE TELECOMUNICAZIONI MILITARI - GABANELLI: “L’ITALIA OGGI NON È IN GUERRA. MA SE DECIDESSIMO DI UTILIZZARE I SATELLITI DI MUSK, CHI GARANTISCE LA PROTEZIONE DELLE COMUNICAZIONI RISERVATE DELLE NOSTRE AMBASCIATE E FORZE ARMATE CHE TRANSITANO SULLE SUE INFRASTRUTTURE? O DELLE INFORMAZIONI SULLE NOSTRE STRATEGIE ENERGETICHE? LA DOMANDA È URGENTE VISTO IL DISPREZZO MANIFESTATO DA TRUMP, VICE E HEGSETH, VERSO GLI EUROPEI” – VIDEO

 

GUARDA QUI LA VIDEO-INCHIESTA DI MILENA GABANELLI SU STARLINK

 

Estratto dell’articolo di Francesco Bertolino e Milena Gabanelli per www.corriere.it

 

i satelliti starlink di elon musk - milena gabanelli

Nelle foto e nei video del fronte ucraino capita di scorgere, mimetizzato nella radura o montato su mezzi di terra e di mare, un grosso piatto bianco. Più dei mitragliatori, dei missili e dei carri armati, quell’oggetto di forma tonda o rettangolare è stato in grado di orientare le sorti della guerra fra Kiev e Mosca. Sono i terminali di Starlink, grandi modem che consentono alla Terra di comunicare con la rete di satelliti spaziali di Elon Musk.

 

«Probabilmente aveva ben chiaro sin dall’inizio – spiega Roberto Battiston, ex direttore dell’Agenzia spaziale italiana – che i clienti più redditizi di Starlink sarebbero diventati i governi». Gli Stati Uniti, certo, ma in prospettiva anche i Paesi alleati, fra cui l’Italia.

 

GIORGIA MELONI - ELON MUSK - MEME BY EDOARDO BARALDI

Infatti una proposta di contratto da 1,5 miliardi è da mesi sul tavolo di Palazzo Chigi e, se accettata, aprirebbe a Starlink l’accesso al mercato europeo delle telecomunicazioni militari.

 

[…]  Il piano di Musk prevede di piazzare 12 mila satelliti in orbita bassa, a circa 500 chilometri dalla Terra. Da quella altitudine è possibile fornire una connessione molto più veloce e potente rispetto ai tradizionali satelliti geostazionari che si trovano a 36 mila chilometri dal pianeta e sono utilizzati principalmente per osservare la terra e le comunicazioni militari o in aree critiche.

 

i numeri sui satelliti di starlink - dataroom

La vicinanza riduce i tempi di trasmissione dei dati (25 millisecondi contro oltre 600) e consente di trasportarne una maggior quantità. La prossimità all’atmosfera ne accelera però anche il deterioramento, accorciando a 3-5 anni la vita utile dei satelliti in orbita bassa contro i 15 dei geostazionari.

 

L’altro svantaggio è che questi minisatelliti compiono un giro del pianeta in 90 minuti e coprono aree piccole: una rete efficiente e capillare esige perciò di costruire un fitto reticolato di «antenne spaziali» in grado di passarsi continuamente il testimone della connessione in una determinata zona.

 

Riduzione dei costi e aiuto governativo

starlink satelliti

La sopravvivenza, anche economica, delle costellazioni come Starlink dipende quindi dalla capacità di collocare satelliti in serie e a prezzi contenuti. In questa specialità Musk è diventato pressoché monopolista, anche grazie ai 22 miliardi di contratti accordati dal governo americano alla sua startup SpaceX. Fondata nel 2002 con l’obiettivo di colonizzare Marte, l’azienda è riuscita a ridurre almeno del 40% il costo dei trasporti spaziali usando razzi che portano su fino a 60 satelliti a lancio, riutilizzabili 10/15 volte, e sfruttando le basi della Nasa in Florida e California.

 

Il «Doge» sta così trasformando lo spazio da affare di Stato in affare privato. Su gentile concessione dell’amministrazione Trump che ha nominato alla guida della Nasa un socio di SpaceX, Jared Isacmaan, consegnando di fatto a Musk le chiavi dell’agenzia aeronautica più importante e ricca del mondo.

 

La legge del Far West

elon musk giorgia meloni - the mask

Nel giro di sei anni e con un investimento stimato di 10 miliardi, SpaceX è riuscita a collocare 7.122 satelliti per conto della sua controllata Starlink, e intende aumentarne il numero a 42 mila. Al ritmo di 200 nuovi satelliti al mese si sta affrettando a occupare le frequenze di una grossa porzione dell’orbita bassa, zona dove vige la regola del «chi primo arriva, meglio alloggia». Oggi Starlink è disponibile in 125 Paesi e conta 4,6 milioni di abbonati, di cui circa 50 mila in Italia.

 

[…]  Ma trasformare questi abbonamenti in profitti non sarà facile perché le aree più remote e meno servite del mondo sono spesso anche le più povere. Per questo, ancora prima di SpaceX, alcune aziende europee hanno scartato l’idea di una mega-costellazione. Musk ha invece intuito che il vero utente di Starlink sarebbero stati i governi, che non badano a spese.

 

La prova del fuoco in Ucraina

i satelliti starlink di elon musk - milena gabanelli

I primi contratti pubblici arrivano nel 2020 dalla Difesa statunitense con l’affidamento di un appalto da 143 milioni per approntare un sistema spaziale di rilevazione dei missili, e nel 2021 con una commessa da 1,8 miliardi per costruire una costellazione di 125 satelliti-spia. Nasce così Starshield, una divisione top secret dedicata ai servizi militari e di intelligence. La prova del fuoco arriva nel febbraio del 2022, quando un cyber-attacco russo mette fuori combattimento il sistema satellitare ucraino, preparando l’invasione da parte di Mosca.

 

La rete di Musk subentra velocemente permettendo ai battaglioni di Kiev di pilotare da remoto i droni da scagliare contro i blindati russi o contro la flotta di Mosca nel Mar Nero. La costellazione nata per azzerare il divario digitale, d’un tratto, si rivela tremendamente efficace per accorciare il divario militare. E l’interesse per Starshield schizza alle stelle.

 

Uso militare: il vero business

GIORGIA MELONI ELON MUSK

Secondo la società di business intelligence Quilty Space, i contratti governativi hanno rappresentato il 28% dei 7,8 miliardi di ricavi di Starlink nel 2024 e quest'anno dovrebbero fruttare incassi per oltre tre miliardi. Una crescita enorme rispetto ai 169 milioni del 2023.

 

Starlink figura anche fra le aziende selezionate dal Pentagono per la fornitura di connessione satellitare in bassa orbita alle forze armate americane, un programma del valore di 13 miliardi. Forte del suo ruolo para-governativo, Musk sta promuovendo Starlink e Starshield anche fuori dagli Usa, premendo sui governi alleati.

 

starlink e il governo italiano - dataroom

All’Italia ha proposto un accordo quinquennale da 1,5 miliardi per la fornitura di connessione ad alta velocità e di terminali per le comunicazioni strategiche delle ambasciate e le forze armate in missione all’estero. Il negoziato è sul tavolo. Del resto, la legge italiana sullo Spazio approvata poche settimane fa alla Camera richiede di costituire «una riserva di capacità trasmissiva via satellite nazionale» utilizzando anche costellazioni in orbita bassa, purché gestite «da soggetti appartenenti all’Ue o all'Alleanza atlantica». Una porta aperta agli Usa, cioè a Musk. Ma occorre davvero spalancarla? In attesa che i 27 Stati Ue decidano di fare sistema, vediamo di cosa dispone oggi il nostro Paese.

 

Di quali sistemi dispone l'Italia

i lanci di space x - dataroom

In orbita bassa l’Italia dispone già di satelliti-spia e di una costellazione per l’osservazione della Terra di cinque satelliti. Questa capacità sarà rafforzata con un investimento da 900 milioni su altri 18 satelliti militari, il cui lancio è previsto fra il 2027 e 2028. Sempre in orbita bassa c’è la costellazione Oneweb, di proprietà di Eutelsat, azienda partecipata dai governi francese e britannico, dal gruppo indiano Bharti e dal fondo sovrano cinese Cic. Oneweb conta 654 satelliti, un decimo di Starlink, e a 1200 km dalla Terra, al doppio della distanza.

 

starlink e la guerra in ucraina - dataroom

È quindi meno capillare e meno potente. I 264 satelliti della costellazione europea Iris2 non saranno poi operativi prima del 2030. Per le comunicazioni strategiche, oggi le forze armate e le ambasciate possono utilizzare il Sicral – Sistema Italiano per Comunicazioni Riservate e Allarmi – che quest’anno sarà potenziato con un nuovo satellite.

 

Il Sicral si trova però in orbita geostazionaria e, quindi, offre una connessione lenta per operare in scenari di guerra digitalizzati che richiedono di inviare video e altri pacchetti di dati «pesanti». Da qui l’interesse della Difesa per Starlink.

 

Chi accede ai dati riservati?

ELON MUSK E GIORGIA MELONI

Per gli utenti dei suoi servizi, però, il predominio spaziale di Musk comporta la dipendenza non solo dagli umori volubili dell’uomo più ricco del mondo, ma anche del governo americano. Il Trattato sull’esplorazione e utilizzo dello spazio extraatmosferico del 1967 firmato da Russia, Usa e Uk ha infatti aperto ai privati, ma ha stabilito che le loro attività devono essere autorizzate e sottoposte a sorveglianza da parte dello Stato responsabile: i clienti di Starlink sono perciò di fatto clienti degli Stati Uniti.

 

Qualche mese fa, durante una conferenza, è stato domandato alla presidente di SpaceX, Gwynne Shotwell, se la crescente importanza di Starlink in guerra espone la costellazione a un rischio di nazionalizzazione: «Se il governo americano chiede, come sempre, otterrà da noi ciò di cui ha bisogno» ha risposto Shotwell. Come a dire, non serve il controllo diretto degli Usa per assicurare la collaborazione di Starlink con la Casa Bianca.

 

Il grande rischio

VIGNETTA DI CHARLIE HEBDO SU GIORGIA MELONI ED ELON MUSK

L’Italia non è un Paese belligerante e, oggi, le nostre esigenze sono coperte. Ma se decidessimo di utilizzare i satelliti di Musk, chi garantisce la protezione delle comunicazioni riservate delle nostre ambasciate e forze armate che transitano sulle sue infrastrutture? O delle informazioni che riguardano le nostre strategie energetiche? La domanda è più che mai urgente visto il disprezzo manifestato da presidente, vicepresidente e segretario della Difesa Usa verso gli europei.

 

Secondo il ministro della Difesa, Guido Crosetto, l’Italia è in grado di proteggere i suoi dati strategici con tecnologie proprietarie di cifratura. Forse è solo una illusione. La legge federale Cloud Act, voluta da Trump nel 2018, consente alle autorità americane di acquisire i dati dalle aziende tecnologiche e di telecomunicazione statunitensi, ovunque queste informazioni si trovino, anche nello spazio.

 

E il Pentagono, che già in passato ha attuato programmi di sorveglianza di massa nei confronti degli alleati, dispone di un’unità, la National Security Agency, specializzata proprio nella decrittazione.

starlink satellitidrone russo Shahed 136 con sistema di comunicazione starlinklancio satelliti starlink spacex

i satelliti geostazionari e quelli a orbita bassa di starlink - dataroom

Ultimi Dagoreport

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...