giorgia meloni giornalisti pompei

“QUANDO C’ERA LEI” I TRENI ARRIVAVANO IN ORARIO – SI SPRECANO LE IRONIE SUL VIAGGIO-SFILATA DI GIORGIA MELONI PER L’INAUGURAZIONE DEL FRECCIAROSSA ROMA-POMPEI – I GIORNALISTI LASCIATI AL SOLE PER UN’ORA, I CARABINIERI CHE “ORDINANO” AI CRONISTI DI RIMANERE DENTRO AL TRENO, SANGIULIANO CHE GUARDA IN SILENZIO I COLLEGHI E SECHI CHE CERCA DISPERATAMENTE ARIANNA MELONI – IL DAGOREPORT - VIDEO

GIORNALISTI LASCIATI AL SOLE A POMPEI

1. DAGOREPORT - LA SURREALE GIORNATA VISSUTA OGGI DAI GIORNALISTI CHE HANNO DOVUTO SEGUIRE GIORGIA MELONI E GENNARO SANGIULIANO A POMPEI

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/dagoreport-surreale-giornata-vissuta-oggi-giornalisti-che-hanno-360612.htm

 

2. VAGONE “BLINDATO” E SCAVI OFF LIMITS CRONISTI CONFINATI

Estratto dell’articolo di E.LA. per “la Repubblica”

 

giorgia meloni a pompei 1

Giornalisti “blindati” in un vagone e costretti a un’attesa lunga un’ora sotto il sole concente. La storia dei rapporti mai sereni fra la stampa e Palazzo Chigi si arricchisce di un nuovo capitolo. […] Il primo atto si consuma nei minuti precedenti la partenza del primo treno diretto da Roma Termini a Pompei. A bordo, per il viaggio inaugurale, c’è anche Giorgia Meloni. Ma l’arrivo in stazione è interdetto ai cronisti, portati sul Frecciarossa e poi chiusi – con largo anticipo - dentro una carrozza, lontana da quella delle istituzioni. Tutti dentro, senza distinzioni.

 

Due carabinieri e un addetto di Trenitalia impediscono di fare le riprese anche alla troupe Rai. Che fa le proprie rimostranze. La chiusura delle porte è accompagnata da un brusco invito a risalire sul treno: «È un ordine», ha intimato uno dei due militari dell’Arma. Fra le proteste, i giornalisti sono costretti a osservare il passaggio della delegazione della premier da dietro i finestrini.

 

gennaro sangiuliano giorgia meloni mario sechi pompei

[…] Un dispositivo di sicurezza spropositato. Inversamente proporzionale alla possibilità di fare informazione. Il treno, in compenso, parte in orario. Secondo atto, davanti al parco archeologico di Pompei. La presidente del Consiglio è in visita agli Scavi. Una cinquantina di cronisti […] vengono lasciati per un’ora ad aspettare sotto la canicola. È mezzogiorno e gli effetti di Caronte si fanno sentire, malgrado il personale di Trenitalia offra acqua, ventagli e ombrelli.

 

giorgia meloni pompei

L’attesa sembra infinita, il nervosismo monta fra i giornalisti ammassati dietro un cordone. Partono le prime urla, c’è chi minaccia la diserzione, c’è chi si rivolge in modo ruvido al ministro Gennaro Sangiuliano (nella qualità di collega) che guarda in silenzio. Dirigenti e agenti della Questura fanno fatica a contenere la protesta crescente. Finché Meloni esce, viene accerchiata per le domande in una situazione di caos. Solo pochi minuti, poi la premier fugge via verso la sua auto […]

 

3. LA DESTRA FERROVIARIA

Estratto dell’articolo di Serenella Mattera per “la Repubblica”

 

[…] La sfilata lungo i binari del nuovissimo treno diretto e ad alta velocità da Roma a Pompei […] è un’illusione destinata a deludere il viaggiatore che, ammaliato dalle immagini confezionate ad arte, s’affretti a prenotare sull’app di Trenitalia: diretto e veloce sì, ma una sola domenica al mese, andata la mattina, ritorno al pomeriggio, una tabella di marcia lontana decenni dalla modernità.

 

mario sechi parla con arianna meloni a pompei

Ed è ironia fin troppo facile colpire gli eredi dei missini con la battutina sui treni che arrivano in orario, e “quando c’era lui” trasformato in “quando c’era lei”. Perché in una caldissima domenica di luglio il punto son stati i treni, certo, e l’essersi lasciata la premier contagiare dalla fregola del suo alleato-rivale Matteo Salvini di inaugurare opere anche incompiute e cantieri purchessia. Ma il tema, da dieci mesi a questa parte, sono i paraventi montati sopra le scene più diverse, a dissimulare la fatica quotidiana del governo, coprirne le difficoltà, gonfiare i risultati.

 

[…] Ed ecco come si finisce a inaugurare una tratta a cadenza mensile da Roma a Pompei, mentre l’estate degli italiani s’affatica negli ingorghi in autostrada, nella corsa a prendere aerei pagati a prezzi folli, dribblando gli scioperi e la carenza di taxi che affligge le grandi città. E mentre una revisione del Pnrr in conclamato ritardo, minaccia di dirottare risorse dai cantieri per infrastrutture in affanno a qualcos’altro, cosa ancora non si sa.

 

frecciarossa roma pompei

Sarebbe interessante chiederlo, poter guardare più da vicino per capire. Ma non ci si può avvicinare troppo alla scena di cartapesta. Lontani i giornalisti, trattati con maldissimulato fastidio, senza alcun rispetto, chiusi nel vagone di un treno («È un ordine») o nel recinto di un “a margine”. Escluse anche le telecamere della Rai a trazione destra: comunica Palazzo Chigi — parole, foto, video — e così dev’essere, anche se fa Istituto Luce.

 

Immagini confezionate (via Daniela Santanchè, per non ricordare i suoi guai), sorrisi, rassicuranti parole burocratiche. «Se avrà successo il Roma-Pompei sarà implementato», dice Meloni. Ma lo capisce presto, lo spettatore felice del tg più compiacente. Apre l’app di Trenitalia, cerca il treno, “soluzione senza cambi”: prossima partenza, il 20 agosto.

gianmarco mazzi a pompei i giornalisti lasciati al sole a pompei gennaro sangiuliano a pompei giorgia meloni a pompei gennaro sangiuliano, luigi ferraris e giorgia meloni inaugurazione frecciarossa roma pompei giorgia meloni con i giornalisti a pompei 1pullman stampa pompei giorgia meloni sull audi giorgia meloni con luigi ferraris, vincenzo de luca e gaetano manfredi foto di rito inaugurazione treno roma pompei pullman stampa pompei gennaro sangiuliano, luigi ferraris e giorgia meloni inaugurazione frecciarossa roma pompei gennaro sangiuliano a pompei gianmarco mazzi a pompei olivia tassaramassimo mignanelli del tg1 si disseta a pompei visita di giorgia meloni a pompei frecciarossa roma pompei luigi ferraris gennaro sangiuliano inaugurazione frecciarossa roma pompei giorgia meloni a pompei giorgia meloni a pompei giornalisti lasciati al sole pompei giornalisti lasciati al sole pompei giorgia meloni con patrizia scurti a pompei giorgia meloni a pompei

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…