merkel putin

QUANDO FA COMODO, ANCHE PUTIN TORNA UTILE AI TAVOLI EUROPEI - ANGELA MERKEL NEL SUO ULTIMO INTERVENTO AL PARLAMENTO TEDESCO HA APERTO ALLO ZAR: "SERVE UN DIRETTO CONTATTO DELL'UE CON LA RUSSIA" - LA CANCELLIERA E MACRON VOGLIONO MOSCA NELLE TRATTATIVE A BRUXELLES, E PURE L'ITALIA SOSTIENE L'IDEA (MA NON DITELO AI PAESI BALTICI): UN DIALOGO PIÙ STRETTO CON LA RUSSIA È NECESSARIO SOPRATTUTTO PER AFFRONTARE IL NODO LIBIA E QUINDI QUELLO DEI MIGRANTI...

1 - MERKEL: SERVE UN CONTATTO DIRETTO UE-RUSSIA

Da www.ansa.it

 

ANGELA MERKEL

"Serve un diretto contatto dell'Ue con la Russia", "non basta che lo abbia fatto Joe Biden con gli Usa". Lo ha detto Angela Merkel in Parlamento, sottolineando che anche l'Europa deve fare altrettanto.

 

ANGELA MERKEL

"Gli eventi degli ultimi mesi hanno mostrato cosa succede se reagiamo in modo non coordinato alle provocazioni della Russia", ha continuato la cancelliera. "Ci devono essere meccanismi per reagire insieme", ha aggiunto. Merkel ha anche citato la necessità di stabilire una "agenda di interessi comuni" su questioni come la pace in Siria e in Libia.

 

Un applauso più lungo del solito ha accompagnato la fine dell'ultima dichiarazione governativa della Merkel al Bundestag, nell'ambito dei suoi 16 anni da cancelliera.

 

La Bundeskanzlerin ha evitato ogni riflessione personale o sentimentale, e si è limitata a sorridere e a bere un sorso d'acqua seduta al suo posto.

 

2 - PUT-IN. IL BLITZ FRANCO-TEDESCO PER LEGARE MOSCA A BRUXELLES

Francesco Bechis per www.formiche.net

 

MACRON - PUTIN - MERKEL

Il cuore della battaglia in corso a Bruxelles è tutto lì, in quel paragrafo n. 29. La bozza delle conclusioni del Consiglio europeo in corso oggi e domani visionata in anteprima da Formiche.net è al centro di un tiro alla fune per una frase della discordia: “Il Consiglio europeo rivedrà i format di dialogo con la Russia esistenti, inclusi gli incontri fra leader”.

 

voldymyr zelensky emmanuel macron vladimir putin angela merkel

Eccolo, il risultato del blitz di Francia e Germania per riportare Vladimir Putin al tavolo delle trattative Ue. Mercoledì sera, alla vigilia del Coreper, la riunione degli ambasciatori degli Stati membri, i rappresentanti permanenti di Parigi e Berlino, Philippe Léglise–Costa e Michael Clauss, hanno lanciato il sasso nello stagno. L’Ue deve tornare a parlare con la Russia, e deve farlo subito.

 

“Il Consiglio europeo ribadisce l’apertura dell’Unione europea a una cooperazione selettiva con la Russia in aree di interesse per l’Ue”, recita la bozza delle conclusioni che ha recepito le indicazioni franco-tedesche. “Invita la Commissione e l’Alto rappresentante a sviluppare opzioni concrete, incluse condizionalità e leve a questo riguardo, viste da una prospettiva di interesse del Consiglio”, continua il testo.

 

putin merkel

Fra i settori individuati sono citati “il clima e l’ambiente, l’Artico, la cooperazione transfrontaliera, l’energia, la salute, lo spazio, la lotta al terrorismo e al crimine organizzato, così come alcuni fronti selezionati della politica estera e temi multilaterali come il JCPoA, la Siria e la Libia”.

 

vladimir putin angela merkel

L’iniziativa di Angela Merkel ed Emmanuel Macron alla vigilia del Consiglio ha suscitato reazioni opposte. Nella riunione del Coreper in serata gli ambasciatori di alcuni Paesi dell’Est Europa, come la Polonia, hanno manifestato una netta opposizione al ritorno della Russia al tavolo dei negoziati. Un tavolo da cui manca dal 2014, quando sono stati sospesi gli incontri fra vertici di Ue e Russia dopo l’invasione della Crimea.

 

putin e merkel

L’inserimento della “Libia” fra i fronti comuni con Mosca è particolarmente sensibile. Il governo russo nega infatti un diretto coinvolgimento sul territorio libico e qualsiasi legame con i mercenari del Wagner Group, la milizia guidata dall’oligarca Evgenji Prighozin, noto anche come lo “chef” di Putin.

 

merkel putin

Un passaggio che sarebbe stato richiesto dalla delegazione tedesca. La Germania ospita in questi giorni la seconda Conferenza di Berlino sulla Libia cui, fra gli altri capi di Stato e di governo, partecipa anche il segretario di Stato americano Antony Blinken, impegnato in un tour europeo che prevede tappe a Parigi, Roma e in Vaticano. Serve “un’agenda di interessi comuni” per una soluzione del conflitto in Libia, ha detto Merkel durante la Conferenza.

 

3 - "L'ITALIA APPOGGIA L'APERTURA A PUTIN DI MERKEL E MACRON"

Estratto di un articolo di Tonia Mastrobuoni per www.repubblica.it

 

merkel e putin a mosca 3

Il vertice tra la Ue e la Russia che Angela Merkel ed Emmanuel Macron vorrebbero organizzare per riallacciare i rapporti con Vladimir Putin, incassa il sostegno dell’Italia di Mario Draghi, secondo una fonte diplomatica.

 

Ma in altre aree europee ha già scatenato una bufera. Il principio di fondo dovrebbe essere quello che i diplomatici definiscono “selective engagement”: un dialogo più stretto, mantenendosi lo spazio per reazioni durissime in caso di eventuali controversie.

 

merkel e putin a mosca 2

E’ un po’ il modello Merkel, che in questi anni ha mantenuto un filo costante con Putin e ha difeso ad esempio Nordstream2 nonostante le pressioni americane per congelare il gasdotto che collega Germania e Russia. Ma non ha esitato a convincere la Ue a imporre sanzioni contro Mosca dopo l’avvelenamento dell’oppositore di Putin, Aleksej Navalnyj.

 

Alla vigilia di un Consiglio Ue che si annuncia difficile, il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landbergis ha consegnato però al Financial Times un giudizio tranchant sull’iniziativa: “irresponsabile e storicamente miope”. Riavviare un dialogo con Mosca quando è “più vicina che mai al totalitarismo sovietico” è sbagliato, secondo il politico lituano.

 

merkel e putin a mosca 1

Anche un altro rappresentante di spicco dei Paesi baltici è intervenuto con forza contro l’ipotesi di invitare Putin a un summit Ue: “Merkel e Macron o non capiscono nulla o non hanno imparato nulla da 80 anni di storia” ha twittato l’ex presidente estone Toomas Hendrik Ilves. I vicini di casa della Russia coltivano per ovvie ragioni storiche un rapporto teso con Mosca. Secondo la fonte diplomatica, anche la Svezia, l’Ungheria e la Polonia potrebbero mettere i bastoni tra le ruote a Merkel, Macron e Draghi al vertice Ue che si apre oggi.

 

Continua a leggere su:

https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/24/news/anche_l_italia_appoggia_l_apertura_a_putin-307494534/amp/

Ultimi Dagoreport

funerali crans montana

DAGOREPORT - ANCHE NOI, COME TUTTI, CI STRINGIAMO AL DOLORE PER I RAGAZZI ITALIANI MORTI A CRANS-MONTANA. LO STATO SI È IMMEDESIMATO NEL RUOLO DI MADRE E DI PADRE, CON SINCERA VICINANZA, MA O SI IMMEDESIMA PER TUTTI E SEMPRE (OGNI TRE GIORNI CI SONO DUE MORTI SUL LAVORO) O È MEGLIO CHE RESTI IL GARANTE DELLE REGOLE. NON ERANO SOLDATI DI VENT’ANNI CADUTI NELLA DIFESA DELLA PATRIA PER I QUALI È OBBLIGO MORALE CHINARSI SULLA BARA E I FUNERALI DI STATO…SONO STATI DEI RAGAZZINI DANNATAMENTE SFORTUNATI, COSÌ COME QUELLI SVIZZERI E FRANCESI, LE CUI SALME SONO RIMASTE O RIENTRATE IN SILENZIO - IN QUESTA TRAGEDIA LA COMPASSIONE PER IMMEDESIMAZIONE È RISULTATA PLASTICA NELLE NOSTRE DUE POLITICHE PIÙ NOTE: MELONI, CHE SI È PRESENTATA SULLA SCENA POLITICA AL GRIDO DI “SONO UNA MADRE” SI È COMPORTATA DA MADRE, MA È PRIMO MINISTRO. ELLY SCHLEIN, NON MADRE E DI PASSAPORTO SVIZZERO, SI È COMPORTATA DA SVIZZERA, IN SILENZIO SULLE REGOLE DI QUESTO SUO ALTRO PAESE. TROPPO MAMMA E TROPPI PASSAPORTI PER TROPPO DOLORE?

khamenei damad iran proteste

DAGOREPORT – È FINALMENTE SCOCCATA L’ORA DI UNA NUOVA RIVOLUZIONE IN IRAN? GLI OTTIMISTI LO SPERANO, IL REGIME TEOCRATICO LO TEME: AL DODICESIMO GIORNO DI PROTESTA, LE VIOLENZE SI MOLTIPLICANO E IL POTERE DI KHAMENEI È SEMPRE PIÙ FRAGILE – LA PRESA DELLA DITTATURA REPRESSIVA SI STA INDEBOLENDO AL PUNTO CHE SI INIZIA A PARLARE DI TRANSIZIONE, E CRESCONO LE QUOTAZIONI DELL’AYATOLLAH MOSTAFA MOHAGHEGH DAMAD, CHE IN UN DISCORSO RECENTE HA ATTACCATO NIENTEPOPODIMENO CHE LA GUIDA SUPREMA – IL FALLIMENTO DEL REGIME È TOTALE: DALL’ECONOMIA ALLA POLITICA ESTERA. ESSERSI LEGATO MANI E PIEDI A RUSSIA E CINA HA ELIMINATO POSSIBILI ACCORDI ECONOMICI CON L’OCCIDENTE, E I TERRORISTI FORAGGIATI PER ANNI (HAMAS, HEZBOLLAH, HOUTHI) SONO STATI SPAZZATI VIA FACILMENTE DA ISRAELE…

trump putin macron starmer

DAGOREPORT – I BOMBARDAMENTI FRANCO-BRITANNICI IN SIRIA, PIÙ CHE A COLPIRE L’ISIS, SERVIVANO A MANDARE UN MESSAGGIO A TRUMP E PUTIN: GUARDATECI, CI SIAMO ANCHE NOI. LONDRA E PARIGI, UNICHE POTENZE NUCLEARI EUROPEE E MEMBRI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU, MA SONO STATI BEN ATTENTI A NON CONDANNARE IL BLITZ AMERICANO IN VENEZUELA. IL MOTIVO? ABBIAMO TROPPO BISOGNO DI TRUMP SULL’UCRAINA PER SFANCULARLO. IL TOYBOY DELL'ELISEO CI HA RIPENSATO SOLO QUANDO QUELLO L'HA PRESO PER IL CULO IMITANDOLO MENTRE LO PREGA DI NON FARGLI TROPPO MALE CON I DAZI – LA SIRIA A UN PASSO DALLA NORMALIZZAZIONE CON ISRAELE: MA AL JOLANI PREPARA LA RESA DEI CONTI CON I CURDI…

marco rubio donald trump jd vance

DAGOREPORT – DONALD TRUMP STA “IMPEACHATO” PER LE MIDTERM: RISCHIA UNA BATOSTA CLAMOROSA ALLE ELEZIONI DI METÀ MANDATO E PER FOMENTARE LA BASE PROVA A INCITARE I DEPUTATI USANDO LO SPAURACCHIO DELL’IMPEACHMENT. DELLA SERIE: SE MI METTONO SOTTO ACCUSA, FINITE SENZA POLTRONA ANCHE VOI – L’ISOLAMENTO DI VANCE È UN CONTENTINO ALLA BASE DEL “VECCHIO” PARTITO REPUBBLICANO, CHE PUNTA TUTTO SU QUEL VOLPONE DI MARCO RUBIO. MA ANCHE IL SEGRETARIO DI STATO HA UNA GROSSA MACCHIA SUL CURRICULUM: DA FIGLIO DI ESULI CUBANI, PER FARE CARRIERA SI ERA INVENTATO CHE IL PADRE ERA FUGGITO DALL’ISOLA PERCHÉ ANTI-CASTRISTA (ERA UNA BALLA) – LA LOTTA PER LA CANDIDATURA NEL 2028 E I PRECEDENTI: SOLO DUE VOLTE NEGLI ULTIMI TRENT’ANNI IL PARTITO DEL PRESIDENTE HA GUADAGNATO SEGGI ALLE MIDTERM…

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…