carrai ghizzoni

QUANDO CARRAI ERA A LIBRO PAGA DI UNICREDIT BY GHIZZONI – IL "PRESTA-CASA" DI RENZI E’ STATO CONSULENTE DELL'ISTITUTO DI CREDITO AI TEMPI DELL’EX AD – ERANO I TEMPI D’ORO DEL GIGLIO MAGICO. A SPONSORIZZARLO PRESSO I VERTICI DELLA BANCA ERA STATO L'EX CEO DI UNICREDIT PAOLO FIORENTINO, ORA ALLA CARIGE

 

Stefano Sansonetti per La Notizia

 

Ministri che cercano banchieri. Ma anche banchieri che cercano imprenditori amici di ministri e del presidente del consiglio di turno. Dietro l’audizione di Federico Ghizzoni, l’ex numero uno di Unicredit ascoltato ieri in Commissione banche, c’è un elemento tutt’altro che marginale, completamente sfuggito a deputati e senatori riuniti sotto la presidenza di Pier Ferdinando Casini.

boschi ghizzoni

 

Dopo aver confermato le rivelazioni del libro di Ferruccio de Bortoli, che aveva svelato i contatti tra il manager bancario e l’allora ministra Maria Elena Boschi per mettere in sicurezza Banca Etruria, ieri Ghizzoni ha detto di essere stato raggiunto allo stesso fine pure da un’e-mail di Marco Carrai, Marchino per gli amici, imprenditore molto amico di Matteo Renzi e di altri esponenti del Giglio Magico. L’e-mail, dal tono molto confidenziale, è datata 13 gennaio 2015 e in essa Carrai cerca di sollecitare a Ghizzoni una valutazione della pratica Etruria. Nel farlo l’imprenditore dà del tu all’ex numero uno di Unicredit, dimostrando una certa familiarità. Da dove deriva questo atteggiamento?

 

LE COSE NON DETTE 

CARRAI IL CAFFE' DELLA VERSILIANA

A influire, verosimilmente, può essere una circostanza finora completamente passata sottotraccia. Si dà infatti il caso che Carrai, attraverso alcune sue società, sia stato (e forse sia ancora) consulente della stessa Unicredit. E visto che Ghizzoni è stato Ad della banca dal 2010 al 2016, è chiaro che il coinvolgimento dell’imprenditore toscano non può che risalire alla seconda parte di questo periodo.

 

Paolo Fiorentino

Da quello che ha potuto ricostruire La Notizia, parlando con fonti qualificate, sarebbero due la società attraverso cui Carrai ha prestato attività a beneficio di Unicredit: una di queste sarebbe il veicolo più collaudato, ovvero la Cambridge Management Consulting Labs, vera e propria società di consulenza strategica che vede Carrai in compagnia di diversi azionisti; l’altra è una creatura relativamente recente, ossia la Cys4, società nata per occuparsi dell’ultimo pallino di Marchino, ovvero la cybersecurity.

 

Dopo un recente rassemblement azionario, la Cys4 ormai vede come azionista pesante proprio la Cambridge Management Consulting Labs. Insomma, a quanto filtra l’attività di consulenza svolta per Unicredit dalle società riconducibili a Carrai avrebbe preso queste vie. E sarebbe stata alimentata soprattutto quando in Unicredit c’era ancora l’ex chief operating officer Paolo Fiorentino, ora emigrato in Carige. Il tutto, ovviamente, non può che far riflettere.

 

IL NODO

UNICREDIT - LE TORRI DI CESAR PELLI

Perché se è vero che esponenti del Giglio magico (vedasi Boschi e Carrai) hanno cercato di sondare Ghizzoni sul tema banche, adesso si scopre che lo stesso banchiere ha cercato o ha accettato consulenze da parte del fedelissimo dell’allora premier, magari per dare un segnale all’inquilino di turno a palazzo Chigi.

 

Volendola buttare giù in modo ancora più secco: qui non c’è solo Carrai che cerca Ghizzoni, ma c’è pure Ghizzoni a capo di una banca che cerca Carrai e lo paga come consulente. E di questo bisogna tenere conto quando si ascoltano le parole di Ghizzoni in Commissione banche. Ieri La Notizia ha chiesto a Unicredit lumi sulle consulenze elargite a Carrai, domandando anche se siano ancora attive. “Unicredit non commenta”, è stata la risposta dell’ufficio stampa.

 

CARRAI

L’unico, debole cenno è arrivato dallo stesso Carrai, quando ieri ha provato a spiegare le ragioni “tecniche” della sua e-mail a Ghizzoni: “Confermo di aver avuto, in svariate occasioni, il piacere di incontrare e dialogare, a livello professionale, con il dr. Federico Ghizzoni, a cui mi lega profonda stima e nella mia veste di consulente”. Ma né Marchino né il manager hanno spiegato per chi fosse questa consulenza e cosa riguardasse.

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