conte draghi

QUANTO DURA CONTE? TRA ELEZIONI, MES E SCUOLE “GIUSEPPI” SENTE IL FIATO DI DRAGHI SUL COLLO – RENZI, CHE ORA VIENE DATO CON MENO VOTI DI CALENDA, INSIEME ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHIEDE MONOCAMERALISMO E SFIDUCIA COSTRUTTIVA, IMPOSSIBILI DA OTTENERE SENZA RIFORME COSTITUZIONALI. PER QUESTO SONO IN MOLTI A PENSARE CHE…

MARCO ANTONELLIS per Italia Oggi

 

MARIO DRAGHI E GIUSEPPE CONTE

Mentre Luigi Di Maio, ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, gira in lungo e in largo l'Italia, ufficialmente «per spiegare ai cittadini le ragioni per cui si deve votare «sì» al referendum del 20 e 21 settembre»

ma di fatto per riprendersi la leadership dei 5 Stelle e diventare kingmaker in caso di repentini cambi di governo dopo il 22 settembre grazie alla vittoria del sì al referendum sul taglio dei parlamentari e dal molto probabile successo di un paio di candidature dimaiane sparse qua e là in giro per l'Italia,

 

Matteo Renzi in questi giorni continua a tenere banco e a dettare l'agenda politica: segno che le prossime elezioni, ancorché regionali, saranno il primo vero banco di prova per Italia Viva e l'ex senatore semplice di Rignano non vuole assolutamente sfigurare in vista dell'appuntamento.

 

GIUSEPPE CONTE NON LAVORA CON IL FAVORE DELLE TENEBRE

E, il leader di Italia Viva, continua a discutere anche di legge elettorale, un tema che interessa la carne viva della politica nazionale. Ufficialmente però dal Pd non c'è stato nessun commento alla recente intervista di Renzi, quella in cui in qualche modo apriva al sistema tedesco, col proporzionale e lo sbarramento al 5%. Nonostante questo non fosse il patto sancito - da tutta la maggioranza - appena a gennaio, pochi mesi fa. Ma non c'è stato nessun commento perché dalle parti del Nazareno hanno subito pensato al resto dell'intervista del senatore di Rignano. Laddove si diceva di agganciare questa riforma al monocameralismo e persino alla sfiducia costruttiva.

 

studenti contestano draghi 7

Quindi, per farla breve, si alludeva ad un vero e proprio cambio della Costituzione. «Allora aspettiamo un decennio» sbuffa chi alla Camera nel Pd segue questa partita. Sono in molti in parlamento a pensare che alla fine a Renzi convenga l'attuale legge elettorale, che col maggioritario gli permette di contrattare prima del voto i seggi, senza contarsi.

 

D'altra parte il toscano è maestro di trattative e tattica parlamentare. «Ormai Renzi vale meno di Calenda, gli conviene evitare qualsiasi conta elettorale», si commenta in parlamento. E così, anche l'ennesima proposta di Matteo Renzi, rischierà di finire presto nel dimenticatoio.

conte

 

Tattica opposta a quella di Renzi, invece, quella che sta attuando in questi giorni il premier Giuseppe Conte: meglio starsene un po' in disparte. Questo perché, come spiegano fonti vicine al premier, «sa benissimo che il rischio di politicizzare le prossime regionali è troppo alto.

 

Basterebbe un passo falso per far venire giù tutto». Quindi, meglio uscire momentaneamente di scena che rischiare di coinvolgere il governo in una contesa elettorale che potrebbe metterne a repentaglio l'esistenza. D'altra parte la maggioranza è letteralmente terrorizzata dallo scenario che viene ritenuto al momento più probabile.

 

Quello di una sconfitta per 4 a 2 alle prossime regionali. Ma oltre a questo c'è timore anche per la riapertura delle scuole e per l'incertezza che ancora circonda la programmazione delle misure riguardanti i fondi europei. Insomma, ce n'è abbastanza per tenersi alla larga dalla probabile sconfitta e dalla conseguente resa dei conti delle due principali forze di governo, PD e 5Stelle.

matteo renzi

 

Tanto più che da palazzo Chigi trapela non poca irritazione per il fatto che gli alleati di governo alludono sempre più spesso alla sua possibile sostituzione con Mario Draghi (a palazzo Chigi non è passato inosservato l'exploit di consensi di Draghi certificato da Ilvo Diamanti su Repubblica) così come al premier non piacciono proprio le continue invocazioni del Mes da parte di molti esponenti della maggioranza tanto da ribadire che «il Mes non è una priorità e il governo non è intenzionato a cambiare posizione. Prima di tutto, dobbiamo utilizzare al meglio soldi del Recovery fund».

calenda renzirenzi bonaccini

Ultimi Dagoreport

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!