QUIRINALOTTO – “IL GIORNALE”: ‘’E’ LA FIERA DELL’IPOCRISIA. IL PRESIDENTE È UN GIOCATORE DI PARTE CHE DECIDE DOVE VA L’ITALIA - IL PRESIDENZIALISMO VERO FA PAURA’’

Salvatore Tramontano per "il Giornale"

 

giorgio e clio napolitano lasciano il quirinale  5giorgio e clio napolitano lasciano il quirinale 5

L'elezione del presidente della Repubblica è la fiera dell'ipocrisia. Nasce così e con il tempo peggiora. La partita per il Quirinale si sviluppa su campi minati, trabocchetti, dissimulazioni, tatticismi, tradimenti, inganni, silenzi e segreti. La lealtà è un difetto, la furbizia un pregio.

 

È la sublimazione dell'arte di sopravvivere a Palazzo. È la politica nella sua veste più machiavellica. Chi arriva sul Colle non è il migliore, il più saggio, il più autorevole e neppure il più forte. È il più abile a nascondersi, a non farsi impallinare, ma soprattutto a mascherarsi da irrilevante.

 

Non bisogna stupirsi o scandalizzarsi, in fondo la figura del presidente è una finzione. Tutti fanno finta di credere a quello che non è. In teoria è il personaggio che dovrebbe rappresentare tutti gli italiani. L'uomo simbolo, la bandiera, l'arbitro, quello che resta al di sopra delle parti.

 

giorgio e clio napolitano lasciano il quirinale  6giorgio e clio napolitano lasciano il quirinale 6

Allora, con sincerità, c'è qualcuno che se la sente di giurare che Napolitano, Scalfaro e Ciampi siano stati neutrali? Il Quirinale è un primattore della politica. Gioca, invade, partecipa, parteggia e fa partito, indirizza l'azione su binari ben precisi e definisce i destini di governi e maggioranze.

 

Intriga e congiura contro questo o quell'altro. Si pensi solo al ruolo di Re Giorgio nella caduta di Berlusconi, la scelta extraparlamentare di Monti o la sospensione della democrazia con il rifiuto quasi metafisico di andare alle elezioni. È la grande ambiguità di un'Italia che sulla Carta costituzionale si presenta come una repubblica parlamentare mentre da anni è di fatto un presidenzialismo mascherato.

 

Il risultato è un ircocervo istituzionale, un animale mitologico della democrazia occidentale. Tutto questo solo per la paura di cambiare la Costituzione, ma sfilacciando la stessa Carta fino a confini innaturali. Si fa, ma non si dice.

0ba42 mpia garavaglia car az ciampi0ba42 mpia garavaglia car az ciampi

 

Così si finge di vivere in un mondo mentre si sta da un'altra parte. Non sarebbe più onesto fare come in America o almeno come in Francia?

 

Neppure il rottamatore Renzi ha il coraggio di fare chiarezza. Gli italiani si rassegnino, le riforme di Matteo non prevedono né il presidenzialismo né il mezzo presidenzialismo parigino. Anche lui preferisce la pantomima di un Colle super partes a parole e partigiano nei fatti.

 

OSCAR LUIGI SCALFARO OSCAR LUIGI SCALFARO

La verità è che il presidenzialismo vero fa paura. Il potere, soprattutto se a sinistra, non si fida degli italiani. Non li ritiene abbastanza maturi da poter scegliere direttamente chi debba governarli. Meglio avere sul Colle un arbitro venduto che se può interpreta a suo modo le leggi fondamentali del Paese. È appunto una finzione rassicurante. È una furba bugia. La sovranità appartiene al popolo, ma la gestisce la casta, perché gli elettori non si sa mai dove vanno davvero a parare. È la sintesi della democrazia all'italiana, funziona ed è legittima solo se a vincere è la sinistra e al Colle sale un suo uomo.

 

La cosa buffa è che continuiamo a fare sondaggi su chi vorrebbero gli italiani al Quirinale. Ed è una vera presa per i fondelli. Non tocca a noi votare. Non abbiamo voce in capitolo. Non possiamo neppure tifare. Non c'è scelta. Per forza poi il nome esce dai retrobottega del Palazzo, con gli accordi sottobanco e i colpi di stiletto di riunioni carbonare. Se non c'è il popolo, se non c'è il suffragio universale, la scelta tocca alle segreterie di partito con l'effetto sorpresa lasciato tutto alla buona volontà dei franchi tiratori. È uno scontro di potere tra leader e peones senza volto.

COSSIGACOSSIGA

 

È qualcosa di balordo già nell'impostazione di partenza. Prima però c'è tutta l'enfasi parolaia di scegliere un profilo autorevole, una figura condivisa, un uomo (o una donna) che faccia della concordia il suo motto e venga applaudito a reti unificate la notte di San Silvestro. L'unica variante renziana, sussurrata questa volta, è che assolutamente non faccia ombra al giovane premier, ma si sia già sottomesso a lui. E così dopo il super partes e il partigiano, ci beccheremo anche il presidente sotto schiaffo.

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...