beppe grillo

IL QUORUM BATTE DOVE GRILLO VUOLE - LO STATUTO DEL M5S VIENE MODIFICATO IN BARBA AL CODICE CIVILE, CHE RICHIEDE IL 75% DI VOTANTI. BEPPONE SE NE SBATTE, ROBERTA LOMBARDI PRECISA: ''NOI FACCIAMO GIURISPRUDENZA. I DISSIDENTI PRESENTANO RICORSI? ABBIAMO GIÀ SCHIERATO GLI AVVOCATI''

1. STATUTO, IL M5S MANCA IL QUORUM

Domenico Di Sanzo per ''La Stampa''

 

Un enorme «Grazie». È questa l' immagine che campeggiava ieri sul blog delle stelle, sopra al post «risultati delle votazioni sul Non Statuto e il Regolamento del MoVimento 5 Stelle». Il ringraziamento è diretto agli 87.213 iscritti che si sono espressi sulle modifiche al Non-Statuto e al Regolamento del Movimento. Uno strumento che consentirà espulsioni più facili, limitando il dissenso interno, e tutelerà Grillo e Casaleggio da possibili ricorsi.

 

BLOG GRILLOBLOG GRILLO

Un numero di voti non sufficiente comunque a superare il quorum del 75%, così come indicato dal Tribunale di Napoli dopo il ricorso di un gruppo di espulsi, poi reintegrati da un' ordinanza. Ma per Beppe Grillo è comunque un successo: «Avete permesso al Movimento 5 Stelle di raggiungere quello che probabilmente è il record mondiale di partecipanti a una votazione online», scrive il fondatore.

 

DI MAIO DI BATTISTA GRILLO FICODI MAIO DI BATTISTA GRILLO FICO

Che si riscopre contrario al quorum: «Il Movimento 5 Stelle è sempre stato contrario alla logica del quorum, in ogni caso ha votato la maggioranza assoluta degli iscritti». E Grillo minaccia: «I nostri avvocati sono già al lavoro, non possono fermarci codici e codicilli».

 

Il nodo del quorum nasce dal ricorso di 36 attivisti di Napoli, espulsi prima delle comunali, 23 dei quali sono stati reintegrati da un' ordinanza del luglio scorso. Il provvedimento giudicava illegittime le espulsioni perché decise dallo «staff di Grillo» e non dall'«assemblea degli iscritti». La soglia del 75% è indicata come quella necessaria per poter modificare le regole, essendo il Movimento 5 Stelle un' associazione non riconosciuta. I masanielli napoletani esultano, e chiedono la convocazione di un' assemblea.

 

Spiega Luca Capriello, il leader degli ex espulsi: «Abbiamo già raccolto mille firme, arriveremo a 5-6 mila. A quel punto sarà un problema di Beppe Grillo».

Cioè? «Se lui dovesse ignorare la nostra richiesta allora l' assemblea la convocheremo noi, e produrremo un documento nel quale chiederemo delle regole certe».

beppe grillo davide casaleggio beppe grillo davide casaleggio

 

Polemiche sull' ente terzo certificatore, la DNV GL: «La "procedura di verifica da voi stessi definita e da noi approvata" vuol dire che se la cantano e se la suonano», conclude.

Un altro ex espulso, Alfonso Ciardiello, dice: «Abbiamo contatti con alcuni parlamentari, ma non posso dirle i nomi».

 

 

2. "QUELLA LEGGE NON È CHIARA NOI FACCIAMO GIURISPRUDENZA"

Federico Capurso per ''La Stampa''

 

Fallito l' obiettivo quorum, la reazione dei vertici cinque stelle ai risultati del voto sul «Non statuto» ha comunque i toni del trionfo. «Non c' è nulla da temere, nessuno può fermare la nostra rivoluzione pacifica», sottolinea Roberta Lombardi, ex capogruppo del Movimento alla Camera.

 

Aver mancato il quorum non è una sconfitta politica?

«Noi nasciamo con la filosofia "niente quorum". Abbiamo assistito a una grande partecipazione, raggiungendo la maggioranza dei nostri iscritti: questa è la nostra vittoria».

 

Rimane comunque in vigore il vecchio statuto…

«No, per noi è da considerarsi approvato lo statuto su cui abbiamo appena votato. Da domani valgono le nuove regole. Siamo pronti a difendere in tutte le sedi la volontà dei nostri iscritti, anche in tribunale».

RAGGI LOMBARDIRAGGI LOMBARDI

 

È proprio un tribunale, quello di Napoli, a riconoscervi come un partito. Quindi, nei termini di legge, a obbligarvi al voto minimo del 75% degli iscritti per modificare lo statuto...

«Termini di legge, per modo di dire. Il giudice, su questo, ha fatto valutazioni sommarie».

 

Non vi preoccupa una possibile valanga di ricorsi?

«Il nostro è un Movimento innovativo. Stiamo facendo giurisprudenza. Comunque abbiamo già attivato i nostri avvocati».

 

Una soluzione l' hanno proposta gli attivisti espulsi e reintegrati con la sentenza di Napoli: un' assemblea nazionale. È fattibile?

«Per i numeri che abbiamo, fare un congresso significherebbe affittare una piccola città.

In alternativa, si dovrebbe fare ricorso a dei delegati che rappresentino una provincia o una regione, ma non è nella nostra filosofia dell'"uno vale uno"».

 

Il nuovo regolamento introduce la figura di tre probiviri con il potere di espellere un altro iscritto. Questo non li fa valere un po' più di uno?

RAGGI DE VITO LOMBARDI DI MAIO FRONGIARAGGI DE VITO LOMBARDI DI MAIO FRONGIA

«Ci sono esigenze organizzative. I probiviri valutano solo il comportamento degli iscritti.

L'"uno vale uno" si riferisce alla possibilità di partecipare con voti e proposte alla vita politica del Movimento».

 

È tornata recentemente a parlare di Roma, dopo l' obbligo del silenzio imposto da Grillo. Il Campidoglio da settembre non esce dall' impasse, con le aziende di rifiuti e trasporti ancora senza vertici. È preoccupata?

«Non mi aspettavo che in quattro mesi potessimo rivoltare questa città. Alla partenza ci sono state delle difficoltà. Speriamo di salire di giri. Ma sul motivo dei ritardi per le nomine di Atac (trasporti, ndr) e Ama (rifiuti, ndr) dovete chiedere alla sindaca».

 

Non solo Atac e Ama. Anche Raffaele Marra, l' uomo vicino a Virginia Raggi che lei definì come un «virus», doveva essere allontanato e invece continua a ricoprire ruoli gestionali di rilievo. E secondo l' Espresso avrebbe avuto contatti con un imprenditore coinvolto nel processo Mafia Capitale…

«Ora preferisco non commentare. Risponderò, un giorno. O forse, risponderanno prima i fatti».

 

Ultimi Dagoreport

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI